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martedì 29 agosto 2023

La principessina dell'Emmett Peack di Nerio Nannetti. Novità in libreria

 Il romanzo. Ren Tinat arriva a Nercoast una mattina di settembre. Deve rappresentare la legge in quel luogo sospeso tra mare e monti, fiabesco ma anche pervaso da un senso di desolazione e abbandono. Era finito su una brutta strada, Ren, dopo aver perso il lavoro e la moglie; solo l’affetto di due vecchi amici, l’Ispettore di polizia Rickey Crimmon, che gli ha affidato quell’incarico, e Pauli “Push The Botton”, uno strozzino, l’ha salvato. Sempre perso a divagare, Ren, con la musica in testa, sull’onda dei suoi “strascichi di gioventù”.A Nercoast si ritrova a indagare su un mistero che ruota intorno a Virginia Rockford, una donna carismatica e sfuggente, dal passato burrascoso.Gli basta una foto per essere attratto da lei che, con il suo sorriso “come una V sdraiata” e l’indice ammonitore, lo coinvolge in una fuga mozzafiato da killer senza scrupoli; ma Ren è un “macho”, un duro, e se da un lato si prodiga per aiutare Virginia, dall’altro non ha nessuna intenzione di cedere al suo fascino. Di lei non si fida. Può cambiare davvero, una donna così? E sarà disposto, Ren, a concedere a lei e a sé stesso una seconda chance? 

Un thriller avvincente dal ritmo serrato e dallo stile ironico originale

L’Autore. Nerio Nannetti, nato a Bologna nel 1960, ex imprenditore nel ramo della termoidraulica, sposato,
ha due figlie, vive in provincia di Bologna. 
La principessina dell'Emmett Peack è il  suo romanzo d'esordio. A lui piace definirlo un giallo, con sentimenti sparsi. Una storia di fantasia ma realistica; inventata, ma vera, in cui ci si potrebbe riconoscere tra le tante sfaccettature. Scritta durante il lockdown a causa della pandemia, quando ancora il lavoro gli assorbiva gran parte del tempo, è il frutto di una goliardica scommessa con grandi amici a conoscenza della sua passione giovanile per la scrittura. Scommessa, buttata lì forse proprio per tentare di esorcizzare quei momenti drammatici, diventata pagine, poi un manoscritto, poi un libro, che ha il presuntuoso intento di essere nulla di più di una buona compagnia per chi lo vorrà leggere.Nerio Nannetti, che non credeva di riuscire a portare a termine il compito, ammette di aver perso la scommessa. E di avere grandi amici.Adora cucinare, un po’ meno rassettare, fare baldoria a tavola, cavalcare la sua XL600R dell’85, pedalare sulla sua Lygie del ’57, ascoltare la musica anni ’80 e fare battute, il più delle volte pessime, ovviamente. Confessa che Lucio Dalla con “Siamo Dei” e Pierangelo Bertoli con “A Muso Duro” spiccano tra tanti altri fantastici interpreti e canzoni di quel periodo che continuano a fargli ottima compagnia. I libri di Luca Goldoni, ironici, sarcastici e graffianti, gli sono rimasti nel cuore. Tutto questo non gli impedisce di apprezzare appieno questi nostri “tempi moderni”.


La principessina dell'Emmett Peack 

di Nerio Nannetti

editore: Tripla E

link all'acquisto

domenica 2 aprile 2023

L'anima non si arrende di Marco Conti. Novità in libreria


Matteo è uno scrittore che, raggiunta la notorietà, smarrisce sé stesso e l'amore per Sabrina. Per Matteo sembra essere la fine e i personaggi da lui creati nel primo romanzo, si materializzano in incubi che lo portano vicino alla follia. Una notizia inaspettata lo condurrà a Parigi, dove riallaccerà un difficile rapporto col fratello Francesco, scoprirà qualcosa che gli cambierà per sempre la vita e ritroverà la serenità interiore grazie ad Emma e alla magia di quei luoghi.






Marco Conti è nato nel 1973 a Romano di Lombardia. Abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista. E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici. La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog: www.marcoscrive.wordpress.com, uno spazio su cui scrive e condivide le sue passioni e le sue idee. Autore di cinque romanzi, ha scritto anche una decina di racconti due dei quali (“Semplicemente vivendo” e “Il riflesso di una vita”) sono presenti nella Raccolta di racconti brevi e poesie relativa al “Premio Letterario Nazionale EMOZIONI 2017 e 2018”; avendo ricevuto con entrambi i racconti una menzione d’onore come finalista del premio. Inoltre “Il riflesso di una vita” ha vinto anche il Concorso “Il Pennino 2019”. Il racconto “Quel giorno in cui farò ritorno” è diventato una canzone intitolata “Finché ho fiato” che potete ascoltare sul canale YouTube marcoscrive: https://youtu.be/U2txJCLfSXY



L’anima non si arrende

Di Marco Conti

Ivvi Editore 2023

Formato ebook pdf acrobat 6.0

190 pagine

Prezzo   €4,99

Link d'acquisto:

https://www.ivvi.it/product/l-anima-non-si-arrende/



martedì 16 agosto 2022

TRE GIORNI POI SARÀ PER SEMPRE di Marco Conti

 

UNA STORIA ORIGINALE SCRITTA CON GRANDE SENSIBILITÀ


Giorgio e Asia, due giovani sognatori a un passo dal matrimonio, vivono una storia d’amore apparentemente perfetta. Un viaggio di riflessione, che li vede separati per tre giorni, è l’occasione per pensare con più distacco al loro matrimonio, per mettere in discussione il loro rapporto e scoprire se il proprio destino di coppia dovrà essere quello che avevano sempre immaginato o qualcosa di diverso.

Una storia originale, per nulla banale, scritta con grande sensibilità e che, con una sorta di colpi di scena e una certa suspense, porta a interrogarsi sulle certezze della vita e dell’amore; bello e forse a sorpresa il finale. Un racconto che si legge con piacere, non lontano da tante realtà di oggi.


TRE GIORNI POI SARÀ PER SEMPRE:

Autore: Marco Conti

Editore: Ivvi - 2021

Link Amazon: Amazon.it: Tre giorni poi sarà per sempre - Conti, Marco - Libri


sabato 12 marzo 2022

DURA LA VITA PER GLI SCRITTORI NON FAMOSI di G. Bosini

 

Piccolo vademecum in quattro parti

 PARTE 4: Come farsi conoscere dai lettori



Una formula certa non esiste e spesso sono il caso e la fortuna a far si che le cose si mettano in moto e vadano in porto. Ognuno può trovare le strade che più pensa possano essere efficaci o alla sua portata, magari cercando di destare l’interesse di qualche media o partecipando a qualche evento collettivo; è in questi incontri che si può avere la possibilità di far conoscenze che potrebbero poi risultare utili.

Quella presso i librai è una delle azioni più dirette che un autore possa fare, ma certamente limitata nei risultati, in quanto non è possibile, per motivi logistici e di costo, piazzare in conto vendita il proprio libro in troppe librerie.

Altro mezzo di autopromozione potrebbe essere quello di organizzare frequenti presentazioni (vanno bene librerie di quartiere o locali pubblici tipo happy hour); cominciare dalla propria zona e non aspettarsi grande seguito quando si giocherà “fuori casa”. Per quanto riguarda il farsi conoscere, queste iniziative non andranno ad allargare di molto la cerchia dei propri lettori, data la probabile limitata affluenza di pubblico interessato, ma avrà invece peso la notizia quando la si farà girare in rete, perché è cosa che potrebbe destare interesse, seppur modesto, sia per il libro che per l’autore.

Ci sono poi i social network, ma in questo caso i risultati eccellenti sono solo una leggenda, come i successi ottenuti con il solo passaparola. Ad esempio, scegliendo settaggi adeguati con Facebook è possibile ottenere una sacca potenziale di alcune migliaia di follower. In realtà, in base ai rapporti che lo stesso Facebook rilascia, i post normalmente raggiungono al massimo non più di qualche centinaia di persone e chiaramente non tutte interessate al libro pubblicizzato.

Infine, un po’ di solidarietà fra autori. Perché, se si è letto un libro che vale, non farlo conoscere anche ad altri pubblicizzandolo un po’, magari tramite una buona e onesta recensione?

 Nota: Articolo già pubblicato in NoiScrittoriNoiLettori


Articoli precedenti:

Parte 1 – “Il mercato editoriale

Parte 2 - “Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici

Parte 3 - “Come selezionare una Casa Editrice

sabato 5 marzo 2022

DURA LA VITA PER GLI SCRITTORI NON FAMOSI di G. Bosini

 

Piccolo vademecum in quattro parti

PARTE 3: Come selezionare un casa editrice



Per prima cosa, quando si sottoporrà la propria opera ad un editore, il manoscritto dovrà essere il più curato possibile in ogni sua forma, sia per facilitare la lettura a chi dovrà esaminarlo, sia per dimostrare di essere un autore e non solamente una persona che ha scritto qualcosa.

Rileggere più e più volte il libro finito, per verificare se tutto ciò che si è scritto è necessario o nel posto giusto, in particolare se tutto quadra nella storia. Leggerlo con lo stesso senso critico che si avrebbe leggendo il libro di una persona che non si conosce e fare paralleli con libri dello stesso genere scritti da altri, senza dimenticare di verificare ancora che non ci siano errori di grammatica, refusi, ecc.

Sarà poi fondamentale assicurarsi che gli editori a cui si invierà pubblichino il genere del proprio manoscritto e per questo è consigliabile studiare bene i loro siti e i loro cataloghi. A parte le case più note, che spesso fanno parte di un unico gruppo editoriale (in questo caso la redazione preposta alle selezioni può essere la stessa, con tempi di risposta che si possono avvicinare ai 12 mesi), le altre potrebbero in gran parte equivalersi (mediamente tempi di risposta da 3 a 6 mesi). Bisogna avere pazienza e differire gli invii in base alle loro tempistiche di eventuale risposta, altrimenti, se si spedisce in contemporanea a tutti, si rischia di bruciare qualche proposta di maggior interesse.

Nota: Articolo già pubblicato in NoiScrittoriNoiLettori

 

A seguire:

Parte 4 - “Come farsi conoscere dai lettori”

 

Articoli precedenti:

Parte 1 – “Il mercato editoriale

Parte 2 - “Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici

sabato 26 febbraio 2022

DURA LA VITA PER GLI SCRITTORI NON FAMOSI di G. Bosini

 

Piccolo vademecum in quattro parti

 Parte 2: Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici


Attualmente nel mercato editoriale è possibile distinguere tre categorie di CE. Quelle che pubblicano a loro spese, ossia che si assumono il rischio d’impresa (che è quello che un editore, inteso nel vero senso della parola, dovrebbe fare), quelle che chiedono contributi all’autore, magari tramite forme ingegnose, e quelle che a seconda dei casi optano per la prima o per la seconda di queste due strategie (case editrici a doppio binario).

Ricordiamoci che un libro pubblicato da una piccola casa editrice (in Italia ce ne sono migliaia) probabilmente non arriverà in molte librerie e quindi le vendite saranno scarsissime. Un buon risultato si attesterebbe sulle 250-300 copie vendute (un target non sempre facile da raggiungere).

In genere, come spiegato nella parte 1 di questo post, è l’autore che si deve organizzare per far conoscere la propria opera, perché non sempre le CE si occupano efficacemente della promozione del libro.

Per quanto riguarda i guadagni, le CE (si sta parlando delle piccole) in genere concedono all’autore dal 3 al 10% del prezzo di copertina (poi bisogna togliere l’IVA e pagare le tasse), ma è più frequente vedersi offrire percentuali attorno al 5%. In ogni caso è facile non percepire nemmeno un euro, perché la provvigione potrebbe essere subordinata al numero di copie vendute e, guarda caso, spesso quel numero corrisponde a 250-300 copie.

Inutile dire che sarebbe auspicabile una riforma normativa che possa mettere chiarezza nel variegato mondo delle CE (magari classificandole secondo le tre casistiche sopra illustrate e per le attività svolte a supporto della pubblicazione: correzione bozze, editing, distribuzione, ecc.) e stabilisca per legge quali debbano essere le percentuali dovute come compenso agli autori (le royality), chiaramente vietando le franchigie.

Nota: Articolo già pubblicato in NoiScrittoriNoiLettori

 

A seguire:

Parte 3 - “Come selezionare un casa editrice”

Parte 4 - “Come farsi conoscere dai lettori”

 

Articolo precedente:

Parte 1 – “Il mercato editoriale

domenica 20 febbraio 2022

DURA LA VITA PER GLI SCRITTORI NON FAMOSI di G. Bosini

 

Piccolo vademecum in quattro parti

PARTE 1: Il mercato editoriale


È innegabile che il mercato editoriale sia un settore dalle dinamiche complesse, legato indissolubilmente al mondo della cultura, ma è pure innegabile che sia anche industria, cosicché ciò che oggi maggiormente conta è fare business e quindi l’investire oltre certi limiti su scrittori esordienti o emergenti non è cosa di grande interesse economico per le case editrici maggiori.

Le grandi CE prediligono quindi pubblicare prevalentemente autori di una certa fama, perché devono fare fatturato e per lo stesso motivo le librerie commercializzano principalmente quegli autori.

Lo scrittore che ancora non si è fatto un nome si trova così a pubblicare frequentemente con le piccole, ma a volte direi microscopiche, case editrici. Visto che le librerie spesso trascurano le case editrici minori, non intrattenendo neppure rapporti con i loro distributori, è quindi necessario intraprendere personalmente un’azione di promozione.

Purtroppo, se l’autore emergente non si da da fare in prima persona, ben difficilmente verrà mai scoperto da un pubblico numeroso di lettori.

Ricordiamo che, se i libri non arrivano in libreria o direttamente nelle mani dei lettori tramite altri canali, dopo aver saturato la sacca degli amici e dei conoscenti, il libro potrebbe essere presto dimenticato.

Concludendo, a parte colpi di fortuna o santi in Paradiso, se non si ha alle spalle un editore motivato a intraprendere concrete azioni di sostegno, ben pochi leggeranno i libri di autori non famosi. Un editore importante, ma che si limita a poco più della pubblicazione, vale invece quanto uno piccolo; i suoi libri, se di emergenti, saranno scarsamente venduti, anche se per un certo periodo affolleranno gli scaffali delle librerie.

 

A seguire:

Parte 2 - “Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici”

Parte 3 - “Come selezionare una Casa Editrice”

Parte 4 - “Come farsi conoscere dai lettori”

Nota: Articolo già pubblicato in NoiScrittoriNoiLettori


lunedì 3 gennaio 2022

L'IMMAGINE MISTERIOSA di Ninetta Pierangeli

 

Recensione di Giancarlo Bosini

 

Elena, una giovane archeologa, dopo essersi imbattuta durante i suoi studi universitari nell’affresco del piccolo santuario di Vallepietra, tre raffigurazioni di Cristo una accanto all’altra a rappresentare la Santissima Trinità, grazie alla vincita di una borsa di studio, ha ora la possibilità di approfondire le sue ricerche. Quel genere di allegoria era stato frequente nell’iconografia orientale verso la fine del primo millennio, però quell’affresco sembrava precedente a quell’epoca, ma di quanto? Chi aveva portato così lontano dall’Oriente quel modo di rappresentare il mistero di Dio? Chi poteva averlo dipinto?

Recatasi al Santuario per dare risposta alle sue domande, Elena scopre alla base dell’affresco una grossa lastra di pietra che potrebbe celare una nicchia finora sfuggita a ogni precedente analisi. Elena è convinta che dietro a quella lastra ci sia la chiave per scoprire la vera origine del misterioso affresco e il perché delle sue caratteristiche bizantine.

sabato 3 giugno 2017

“Dettagli dell’anima” di Monica Portatadino. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò
già pubblicata su 
http://sognaparole.blogspot.it/2017/05/dettagli-dellanima-di-monica-portatadino_22.html 

Se ogni scrittore vive nelle sue opere, il poeta è colui che si ricopre della sua poesia come di una seconda pelle, la vive e in lei si rivela: il poeta vive di poesia e la sua vita diventa poesia. Istanti ricordi sensazioni emozioni passioni inquietudini e paure si trasformano in parole e immagini per fissare l’attimo che fugge, ma rimangono libere di fluire dall’anima. Così in Monica Portatadino.
Versi brevi e intensi, a volte solo una parola, sono sufficienti a rendere viva l’immagine, il dettaglio o la sfumatura, le emozioni si fanno materia, segni grafici che danzano sul bianco della carta e conducono il lettore in un mondo diverso dal suo abituale, o gli mostrano sentieri che non ha percorso.
Il tema centrale è l’amore, vissuto profondamente, in attimi di passione intensa, di eternità. Ma si rivela anche in semplici gesti quotidiani, piccole cose che danno felicità, è un sentimento che conforta e sostiene senza costringere, alterna momenti nostalgici, dove la solitudine e la mancanza velano la poesia di tormento o di malinconia. Anche i temi del ricordo, della memoria del passato, la nostalgia dell’infanzia, la condivisione e la complicità dell’amicizia sono cari all’autrice. In altri momenti il sogno e la realtà si rincorrono, le speranze mettono ali, un alito di magia raggiunge il lettore.
La Natura è sempre presente e fa da sfondo, con i suoi colori e la sua musica accompagna sentimenti sensazioni e amore, rende palpabili, concrete, le immagini e i sogni.
La malinconia prevale sulla drammaticità e sulla fatica del vivere, la bellezza sulla cruda realtà, i toni sono sempre pacati e discreti, hanno pudore e dolcezza senza perdere intensità. Il linguaggio semplice e diretto, che non indulge a preziosismi e predilige la comprensione immediata, conduce il lettore per mano, con grazia, nel mondo poetico della scrittrice.

Monica Portatadino è nata a Somma Lombardo (VA) il 14 maggio del 1966 e lavora presso un noto istituto bancario.  Appassionata da sempre di scrittura e d’arte ha ottenuto vari riconoscimenti: nel 1996 diploma d’onore città di Saravezza (LU), nel 1999 ha vinto il premio di poesia “Città di Somma”, nel 2003 una sua poesia è stata inserita nell’antologia  del concorso nazionale “Poesia Donna e Novella” (?), nel 2012 ha ottenuto la menzione d’onore per le liriche “Astro nascente” e “Plausibile riscatto” al concorso artistico “Canto di Primavera” a Somma Lombardo. Pubblica nel 2014 il volumetto “Etica Interiore” (editore La lettera scarlatta) e nel 2017Dettagli d’anima” ( editore Il Cuscino di Stelle)
Monica Portatadino: “Dettagli d’anima
Genere: Poesia
Pagine: 42
anno: 2017
Editore: Il cuscino di Stelle
Prezzo: € 10,00
ISBN 978-88-942139-4-2

link all’acquisto: edizioni@ilcuscinodistelle.org

Mauro Montalto “Appunti di viaggio”. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò
già pubblicata su



Le parole sono la traduzione materica dei contenuti dell’anima: volano nell’aria o si fermano scritte, esprimono emozioni e sentimenti, dolore ed angoscia, felicità o disperazione…e molto molto altro.
Guai a non far emergere questi contenuti, Shakespeare, da grande poeta ci dice
«Dà voce alla sofferenza. Il dolore che non parla imprigiona il cuore agitato e lo fa schiantare»

Proprio come Mauro Montalto, che si è trovato ad affrontare uno dei più spaventosi momenti di dolore che possano capitare a un essere umano, più doloroso perché viscerale, intimo, di carne, oltre che di anima.
E’ riuscito a trasdurlo fuori di sé, nel senso di portare una forma di energia in un’altra, a guardarlo dall’esterno, nelle sue mille e mille sfaccettature, proiettandolo su uno schermo che gli ha fatto comporre e scomporre i dettagli della sua anima: contemporaneamente li ha comunicati a chi vuole accogliere le sue riflessioni, i suoi lamenti, le sue grida, riflettendoli a sua volta verso altri specchi.

domenica 11 dicembre 2016

“La recluta del male” di Emiliano Pedroni

recensione di Tiziana Viganò

Un thriller dai colori forti e dal ritmo mozzafiato “La recluta del male” romanzo d’esordio di Emiliano Pedroni: il tema della violenza contro le donne viene trattato dall’autore in modi che ricordano la cronaca che di lì a poco (è stato scritto nel 2010) avrebbe fatto inorridire l’Italia con i casi di Iara Gambirasio e Sara Scazzi.


Una ragazzina rapita, violentata e uccisa; la sua amica del cuore e confidente che segue il suo destino poco dopo, lo sceriffo Baker e l’investigatrice specializzata in casi di violenza sui minori Veronique Collins, l’ombra dell’assassino psicopatico che dialoga con un orrendo pupazzo di peluche, lo scimpanzé Tom….Sullo sfondo una cittadina della provincia americana che può essere un posto qualunque nel mondo, anche in Italia.

venerdì 30 settembre 2016

Esordienti in Rete o nella rete? Convegno al premio Calvino

report di Tiziana Viganò

Il 23 settembre 2016 a Torino si è svolto un convegno a cura del Premio Italo Calvino, uno dei più importanti strumenti di ricerca di nuovi talenti letterari, giunto alla 29a edizione. 
Titolo del convegno era “Esordienti nella rete: gli scrittori esordienti e il web”

Qual è la funzione del selfpublishing, i pro e i contro, il problema della qualità, la funzione critica  della Rete, le Case Editrici e i nuovi metodi di selezione, la promozione del libro?
I relatori provenivano da Case Editrici affermate, da Agenzie, blog e riviste letterarie, oppure erano scrittori che riportavano le loro esperienze. Sentite un po’ quello che si è detto.

Sappiamo che le piattaforme del selfpublishing nascono sulla base di un approccio americano al selfmade: negli USA hanno un crescente successo, e insieme agli e-book stanno erodendo il mercato delle grandi Case Editrici. Qui in Italia il fenomeno è ancora ristretto.
Però ci sono molti problemi per fare un selfpublishing di qualità: un autore dovrebbe avvalersi dei servizi editoriali che comunemente sono erogati dalla Casa Editrice: editing e correzione di bozze, grafica di copertina e impaginazione, in ultimo c’è il grande problema della promozione. Tutti i relatori sono d’accordo su fatto che per un self publishing di qualità occorra uno staff professionale, simile a quello fornito dalle case Editrici: questo servizio è in effetti fornito a pagamento dalle piattaforme, ma oggi solo il 4% degli autori ne usufruisce!

Quindi ci si chiede: come far emergere la qualità? Oggi il sistema culturale si sta riorganizzando, con logiche e dimensioni nuove, in un mercato molto vasto complesso: la selezione non si fa più a monte, nelle case editrici, ma a valle, nel mondo dei lettori.
La Rete ha un ruolo fondamentale nello scouting editoriale: lo dimostrano i concorsi come “ilmioesordio.it” nato nel 2011 grazie alla collaborazione tra la piattaforma di ilmiolibro.it, la Scuola Holden e la casa editrice Feltrinelli. I lettori decidono chi deve vincere, poi il libro è pubblicato dalla Casa Editrice, che provvede ai servizi editoriali. Stesso escamotage usa il concorso “Io scrittore” del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. Altro esempio Bookabook in cui l’editore fa una prima selezione e poi indice un crowfounding: anche qui sono i lettori a decidere cosa deve essere pubblicato.

Però io mi faccio molte domande: se gli autori dovranno scrivere solo ciò che i lettori chiedono dove va a finire la creatività? La sperimentazione? L’innovazione? L’originalità? Quanti grandi scrittori del passato hanno avuto successo indipendentemente dalla popolarità? Se il metro di giudizio è solo ciò che piace al pubblico vuol dire che un libro che non faccia business sarà automaticamente scartato? Questo vuol dire che un libro è solo una merce, come quelle degli scaffali del supermercato(e infatti i libri si vendono in mezzo alle verdure e al salame o anche con le brioches negli autogrill invece che nelle librerie dove preziosi esperti davano preziosi consigli)…A dire il vero: questo non mi piace per niente!

Dopo questa digressione personale continuo a raccontarvi quello che hanno detto al convegno
Lo scouting nel web: dove, come, perché? Sono pochi in Italia gli autori che in prima battuta si rivolgono a una piattaforma di self publishing, altri sono reduci dai rifiuti delle Case Editrici. Come mettere filtri in modo da elevare il livello della qualità in questo settore per non farne il rifugio di frustrazioni personali?
Perché le Case Editrici non rispondono mai (o quasi mai) alle migliaia e migliaia di manoscritti inviati? La risposta sta in quel MIGLIAIA. Come può la redazione di una CE leggere tutta quella miriade di testi? Quand’anche li leggesse troverebbe che oltre il 95% è illeggibile, per vari motivi, e quindi cestina a priori, spesso senza leggere, e senza neppure preoccuparsi di rispondere all’autore. E allora l’autore deve rivolgersi alle case Editrici che pubblicano per business? L’alternativa è il selfpub.
Lo scouting di altissima qualità che un tempo – prima del 2000 – si faceva nelle Case Editrici non è più possibile: utilizzando le informazioni provenienti dai lettori e dalla Rete si possono produrre libri che abbiano una possibilità di successo perché sono conformi a quello che il pubblico richiede. Questo dicevano i relatori.

Permettetemi di aggiungere alcune osservazioni personali: se non è facile arrivare a essere notati da una Casa Editrice importante può essere che, tra quelle migliaia e migliaia di manoscritti cestinati a priori, possa nascondersi qualche talento. Si perderà, magari perché non è stato in grado di presentare il proprio manoscritto in modo adeguato, ripulito da errori e incongruenze.
Altro punto dolente: le Case Editrici di piccole dimensioni non hanno la forza di promuovere e distribuire un libro, e nelle librerie questi testi difficilmente si procurano: l’autore si trova davvero intrappolato in una rete da cui sarà difficile uscire! I relatori hanno detto che un libro non è più un bene durevole: scusate la nostalgia, ma io ero redattrice alla Garzanti dei tempi d’oro! - come fa oggi un editore che crede solo nel business a far crescere un autore come i vecchi meravigliosi Editori storici che coltivavano i talenti che scoprivano e se li tenevano stretti? Ci sono autori esordienti che hanno molte idee, freschezza di contenuti, libertà d’espressione, innovazioni che neppure famosi scrittori legati alle Case Editrici del business riescono ad avere, dopo che per decenni hanno sfornato libri su libri imposti dai loro editori.….

Non tutto è oro quello che luccica: la Rete nasconde molte insidie, hanno detto al convegno, e ben lo sappiamo! Perché manca di filtri adeguati. Amazon e gli altri store online traboccano di like e di recensioni che molto spesso sono bufale, frutto di campagne a pagamento. I post anche. E imbarazzanti e ossessive sono le continue promozioni da parte di autori che non sanno come fare pubblicità al loro libro. Del resto avere un ufficio stampa e marketing è impossibile a un autore, oltre ai costi altissimi e ci vuole una competenza e una disinvoltura che difficilmente lo scrittore può avere.
La Rete produce anche fenomeni d’imitazione di modelli di successo ripetuti all’infinito, che appiattiscono la creatività, affogano nel conformismo e sommergono i libri di qualità che sono usciti senza clamore: La sovrabbondanza nell’offerta di libri di scarsa o pessima qualità fa il resto in un mercato sempre più ristretto.

Quindi io dico: autori esordienti voi lo sapete bene! dovete scrivere, e ovviamente, saper scrivere con stile testi di altissima qualità, farvi pubblicare o auto pubblicarvi, diventare marketing manager, PR, conferenziere brillante, e magari anche rappresentante di libri perché dovrete girare le librerie con le bolle di consegna, carico e scarico, per distribuire il vostro libro. Perché, ovviamente, il distributore non distribuisce il libro di uno sconosciuto e le librerie non lo comprano se non lo ricevono in conto vendita. In quel circuito di solo business il libro deve solo vendere, come i biscotti del Mulino Bianco, altrimenti pollice verso! Autori, bisogna essere multitasking! Esperti in tutto! Ma come si può fare?

Torniamo al convegno: nel web sono nati tanti blog e riviste letterarie, spazi di mediazione e d’incontro tra lettori, scrittori, editori, che hanno fatto la differenza nel nuovo modo di fare critica letteraria, veloce, vicina ai gusti del pubblico che li segue, vicina ai lettori; Facebook è il banco di prova dove testare le proprie idee.
Sono tutti ottimi mezzi per promuovere un esordiente! cos’altro è veramente efficace? Al convegno autori di successo hanno raccontato le loro esperienze. Postare sul blog estratti dal libro, rassegna stampa, eventi e presentazioni, raccontare il libro agganciandosi agli eventi quotidiani, raccontare momenti della vita dello scrittore. Utili foto e video dell’autore, un booktrailer con brani letti. Se un autore fa un’esperienza particolare, un viaggio per esempio, può rendere partecipi i lettori con i video, parlare e narrare, condire con ironia le proprie esperienze: questo è il modo migliore per pubblicare poi un libro di successo.

Ho riassunto le parole degli esperti intervenuti al convegno e le mie considerazioni. Mi rimane la domanda: Esordienti in Rete o nella rete? Mi pongo questo interrogativo perché è evidente la difficoltà di poter emergere dall’enorme numero degli aspiranti scrittori senza filtri adeguati che selezionino la qualità delle opere. Come sottolineava uno dei relatori, la sovrabbondanza è il problema principale: troppi autori, troppe Case Editrici o che si spacciano per tali, troppa offerta, troppo, troppo di tutto. Un mare magnum dove l’autore esordiente è come un pesciolino nella rete…..

Molte idee al convegno di Torino, la cui conclusione è che il vero e unico criterio di selezione è e sarà sempre la qualità: meditiamo e seguiamo i consigli degli esperti.
In bocca al lupo  a tutti gli scrittori esordienti! Me compresa!



giovedì 29 settembre 2016

"Mirando el mar...": poesia di Rosario Martinez

Essere uno e tutto: l'emozione di una bellissima lirica 
della poetessa di Valencia Rosario Martinez, carissima amica

(foto di Tiziana Viganò nell'isola greca di Skiatos e a Virgin Gorda, Caraibi)



Mirando el mar pasa la vida,


Sintiendo el aire firme, envolvente como la risa

surge el deseo...

vivir inmerso en esas aguas
ser brisa, arena, sol, nube, sal


Ser uno y todo
tierra, arbol, vida y eternidad...

lunedì 5 settembre 2016

Intervista a "IL FIUME": gruppo rock emergente

Sonorità sporche, melodie struggenti… L’energia de IL FIUME, GRUPPO ROCK EMERGENTE ci riporta al rock anni ‘90 trascinandoci nella sua onda. Sono in tre, parlano poco, ma si fanno sentire con la loro musica! 

(intervista e foto di Selene G. Rossi)   



Nel corso di questi mesi ho avuto modo di conoscere e apprezzare Il Fiume, band emergente dell’hinterland milanese formata da Roberto, Luca e Matteo. I ritmi e le sonorità delle canzoni, la voce graffiante, quasi ruvida, ma a tratti morbida e suadente, mi hanno riportata indietro nel tempo, rievocando la mia passione per il grunge. Ciò che più mi ha colpita è stata l’intensità dei testi e la potenza che fluisce ininterrottamente per tutta la durata di Silenziosi baccani, loro primo album pubblicato a settembre.

lunedì 25 luglio 2016

"La maschera": racconto di Ada Terrile per Il vizio di scrivere

Biblioteca di Rescaldina, 3 luglio 2016 - per "Il vizio di scrivere" Ada Terrile ha scritto un racconto ricco di emozione

Era una giornata afosa e a fatica Gianna saliva quelle scalinate di pietra. Sotto il sandalo sentiva il calore che emanava il gradino. Era infastidita e si sentiva stanca. Voleva riposare, fermarsi, sostare senza salire ancora. La guida sollecitava il gruppo ad affrettarsi perchè la giornata si stava rilevando più impegnativa del previsto. Erano partiti presto dall'albergo, ma nel tragitto avevano incontrato diverse difficoltà, compreso il passaggio di una mandria di bovini su una strada polverosa. Già in quella occasione Gianna si era chiesta se era stata una buona idea prenotarsi per quella escursione. La polvere era entrata dai finestrini aperti e le si era appiccicata sul viso e sulle braccia rendendola inquieta. Adesso ferma su quel gradino infuocato a riprendere fiato, si domandava ancora una volta che cosa l'avesse spinta in quel luogo. "Perché mi trovo in questa situazione? Perché sono arrivata fin qui?", Non aveva voglia delle solite vacanze al mare o in montagna.

lunedì 4 luglio 2016

"L'ultima vacanza" di Gianni Papa per Il Vizio di scrivere

Il vizio di scrivere, 3 luglio 2016: Sull'argomento estratto "Depositati dal mare" Gianni Papa ha scritto un racconto con quell'umorismo nero adatto all'estate perchè "agghiacciante"! "L'ultima vacanza"



Grazie a un buon conguaglio Inps nello stipendio di luglio, avevo potuto portare i miei figli a Scauri. Due settimane in un residence sul mare, con spiaggia privata annessa, per duemila euro. Uno sproposito, ma in fondo era la prima volta che avevo dei soldi da spendere per loro.
La terza mattina, li avevo tirati giù dal letto presto.
- Claudio! Tiziano! Se non andiamo adesso, poi la sabbia è troppo bollente. Sbrigatevi.
Entrambi avevano gli occhi cisposi e si stiracchiavano indolenti tra le lenzuola, cercando i cuscini. Li sollevai di peso, erano piccoli. Sei e otto anni di magrezza e muscoli.

domenica 8 maggio 2016

“Il senso del normale” di Orsetta Sophie Giordo per Il vizio di scrivere

Per "Il Vizio di scrivere" - Biblioteca di Rescaldina, 17 aprile 2016 - sull' argomento sorteggiato "la normalità" Orsetta Sophie Giordo ha scritto questo racconto metaforico ricco di fresche immagini.

Le indicazioni stradali che aveva in tasca e che aveva studiato nei minimi dettagli prima di partire, avrebbero dovuto portarla a destinazione senza alcun problema. Avrebbero dovuto condurla in tempo a casa dei suoi amici e permetterle di dare inizio ad un lungo, normale weekend di risate, relax e chiacchiere spensierate che da giorni stava aspettando con trepidazione.

mercoledì 27 aprile 2016

"il vecchio e il mare" racconto di Mauro Tonveronachi per IL VIZIO DI SCRIVERE


Il vizio di scrivere – 17 Aprile 2016 - Biblioteca di Rescaldina - per aver sorteggiato l'argomento "Il vecchio e il mare" Mauro Tonveronachi ha scritto questo  racconto che invita a non arrendersi mai

Luca aveva usati gli ultimi risparmi per comprarsi una casetta a Rodi, una delle tante isole greche: gli avevano detto che la sua famiglia proveniva da lì dopo che un loro lontanissimo antenato aveva fattole crociate, lì si era fermato e aveva generato discendenti che poi arrivarono in Italia. L'isola era magnifica e la sua casa era proprio vicina alla punta estrema, là dove due mari sono separati da una sola lingua di terra e a una parte c'è il mare mosso, dall'altra il mare calmo. Lui però ci andava solo la mattina prima di andare a comprare il giornale e due cose al supermercato: per il resto del tempo rimaneva asserragliato tra le quattro mura. C'era una signora poi che gli faceva i lavori di casa e gli cucinava la spesa. La televisione satellitare ed il computer erano i suoi soli amici.

venerdì 22 aprile 2016

“Colori” di Luigi Cerrato per Il Vizio di scrivere

Il vizio di scrivere – 17 Aprile 2016 - Biblioteca di Rescaldina - per aver sorteggiato l'argomento "Colori" Luigi Cerrato ha scritto questo  racconto pieno di freschezza e positività

Giada si alzò stanca, non aveva dormito molto, agitata com’era per via del colloquio che da li a poco avrebbe sostenuto presso una grossa multinazionale del settore dei media, la “Rainbow Inc.”. Non sapeva cosa aspettarsi Giada, di esperienza ne aveva da vendere, ma i colloqui mettono sempre ansia: sentirsi sotto esame e giudicati non è mai una bella sensazione.
Si vestì con colori tenui, si truccò appena e si diresse verso il grattacielo dalle pareti interamente in vetro della multinazionale. Entrò e annunciò il suo nome alla reception dove una giovane signorina si affrettò a comporre un numero per poi invitarla ad accomodarsi presso la sala gialla al sesto piano.
Prese l’ascensore e una volta giunta al sesto livello seguì le indicazioni per la sala gialla e, quando la vide, rimase perplessa: un tavolo bianco con qualche bottiglietta d’acqua, sedie bianche, pareti e soffitto bianchi, insomma di giallo proprio non ve ne era.