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mercoledì 11 febbraio 2026

"Il banchiere nero e la bambina scomparsa" di Ippolito Edmondo Ferrario

 Un cold case ispirato ad una vicenda reale 

che sconvolse l’Italia, tra i segreti della 

Valle Argentina e le ombre della memoria

Esce per Fratelli Frilli Editori il nuovo romanzo di Ippolito Edmondo Ferrario, Il banchiere nero e la bambina scomparsa. Dopo il successo delle precedenti opere, l’autore firma un noir intenso e inquietante, ambientato fra Triora, il leggendario “paese delle streghe” segnato dal processo per stregoneria del 1587, la suggestiva Valle Argentina e la città di Sanremo, crocevia di contrasti, luci e ombre del Ponente ligure.

Al centro della trama, un cold case: il rapimento e l’uccisione di una bambina, avvenuta decenni prima e mai chiarita del tutto. Sarà il “banchiere nero” Raoul Sforza, protagonista della saga letteraria creata da Ferrario, a decidere di riaprire il caso e a indagare in maniera non convenzionale tra silenzi, omertà e memorie che nessuno vorrebbe riportare alla luce. Questo romanzo segna la quinta indagine di Sforza, figura affascinante e controversa che si muove sul sottile confine tra giustizia e vendetta.

La vicenda trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto: il rapimento e l’omicidio di Maria Teresa Novara, avvenuto a Canale d’Asti in provincia di Cuneo, nel 1968. Una storia che allora sconvolse l’Italia intera e che oggi Ferrario rielabora in chiave narrativa, restituendo tutta la drammaticità e le domande rimaste senza risposta.

Con uno stile asciutto e preciso, l’autore intreccia storia, cronaca e tradizione popolare, trasformando la Valle Argentina, Triora e Sanremo in scenari ricchi di suggestioni, dove il confine tra realtà e mito diventa labile.  Il banchiere nero e la bambina scomparsa è un noir che non si limita a intrattenere, ma invita a riflettere sul peso della memoria collettiva e sul modo in cui i fantasmi del passato continuano a influenzare il presente. Il romanzo è accompagnato dalla postfazione del giornalista e scrittore Marco Vallarino.Un aspetto importante dell’iniziativa editoriale è che i diritti d’autore saranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. di Sanremo, conferendo al progetto un ulteriore valore umano e sociale.

venerdì 8 agosto 2025

"La notte di Kate" di Charlotte Link. Recensione di Tiziana Viganò

 Charlotte Link difficilmente sbaglia un colpo, i suoi thriller sono tutti mozzafiato e lasciano il lettore sempre in ansia per quello che potrà succedere. Ha la capacità di creare scene forti che precipitano nei fatti successivi, crea suspense gettando frasi nel testo e poi cambiando direzione, personaggi dapprima privi di legami col resto poi si rivelano importanti: gli eventi si intrecciano perfettamente e piano piano il puzzle, un incastro dopo l'altro, rende chiaro il quadro. 

Protagonista e personaggi sono descritti con particolare accuratezza così che il lettore li sente e li vede presenti nel loro bene e nel loro male.

L'ambientazione nella brughiera inglese, tra nebbia, neve e gelo, atmosfere molto cupe e desolate è la perfetta cornice per la storia, intrisa di dolore, odio, rancore infinito.

Questo libro fa parte della serie di Kate Linville, sergente investigativo della North Yorkshire Police di Scarborough: quarantaquatto anni, dall'aspetto scialbo e insignificante, solitaria, ruvida e scostante, con un passato doloroso e due pesanti errori sul lavoro, appena tollerata dai colleghi. Poco prima di Natale decide di iscriversi in un centro di incontri per single, a un corso di cucina, per evitare di precipitare nella depressione di un Natale in solitudine, per fare finalmente qualcosa per sé. Da lì parte una storia che si intreccia con altre dando del filo da torcere a Kate, l'unica che individua nella matassa aggrovigliata il filo rosso che lega eventi presenti e passati.

In una nebbiosa notte di dicembre, nella campagna delle North York Moors, Anna Carter guida per tornare a casa, ma la sua macchina si blocca in mezzo al nulla. Così è testimonio di una cosa strana, vede una donna a bordo di un'auto rossa che carica un uomo: la mattina dopo la trovano uccisa brutalmente in un viottolo dove si era avventurata. L'indagine si interseca con un cold case che l'ispettore Caleb Hale, amico di Kate, non è riuscito a risolvere l'anno precedente e con le violenze subite da un ragazzo sedicenne molti anni prima e al caso di un'anziana trovata morta dopo che la badante l'aveva lasciata sola.

Rabbia e odio smisurato suscitano la sete di vendetta e una serie di violenze inaudita: body shaming, mobbing e bullismo possono diventare molto pericolosi, non solo per le vittime. L'argomento è di grande attualità e in questo libro, al di là del thriller, è trattato con profondità, con molte sfaccettature.

Un libro da non perdere, da un'autrice che non sbaglia un colpo, con un best seller mondiale dopo l'altro.




"La notte di Kate"

di Charlotte Link

genere: giallo

editore: Corbaccio 2023

pagine: 456

link all’acquisto

 

venerdì 25 luglio 2025

La settima luna di Piergiorgio Pulixi. Recensione di Tiziana Viganò

Con La settima luna (Nero Rizzoli, 2022): è tornato il trio collaudato da precedenti romanzi di Piergiorgio Pulixi: Il canto degli innocenti (Edizioni E/O, 2015), La scelta del buio (Edizioni E/O, 2017), Un colpo al cuore (Nero Rizzoli, 2021).

Vito Strega, professore di criminologia geniale, colto filosofo, studia il Male e lo combatte, ma ne ha l'anima contaminata; uomo affascinante, creolo con gli occhi verdi, affascina e lega a sé chi lo conosce; Mara Rais, bella e irruente poliziotta cagliaritana innamorata di lui ed Eva Croce, milanese abile, intuitiva e riservata, con un dolore terribile alle spalle. Per organizzare la nuova squadra del SIS, Sezione Indagini Speciali, specializzata in crimini seriali, Strega ha voluto anche Bepi Pavan, un simpatico veneto, che con le sue inesauribili battute rallegra la situazione. La squadra affiancherà Clara Pontecorvo, della Mobile di Pavia, quasi due metri d'altezza di simpatia e di intelligenza.

L'ambiente: non è più la Sardegna, ma Garlasco, nella Lomellina pavese, tristemente famoso per l' efferato femminicidio  di Chiara Poggi - realmente accaduto alcuni anni fa. Si sa, il sangue fa audience, ma questa volta i media sono alleati della polizia.

Il tempo metereologico non è favorevole alla bellezza del meraviglioso Parco del Ticino: diluvia, arriva l'onda di piena che allaga ogni cosa, tanto che alcuni lettori hanno avuto l'impressione di un luogo paludoso e ostile, tra nebbia e acqua di inverni desolati e arsura e polvere d'estate. Non è così: il Parco del Ticino, protetto fin dal 1974, ha pochi rivali per grandezza, storia millenaria, città d'arte e borghi antichi, biodiversità e natura: chissà se anche lo scrittore sardo l'ha visto così o ha adattato l'ambiente in un particolare momento che asseconda le imprese dell'assassino?

Un killer compie un delitto rituale, un vero sacrificio umano. Clara Pontecorvo lo mette subito in relazione con quello di Dolores Murgia e di altre donne, risolto proprio da Rais e Croce tempo prima. Un emulatore? Sfida o trappola per le due poliziotte? Strega sorveglia e protegge le sue pupille.

Le indagini sono serrate, aiutate dall'uso sapiente della tecnologia, della psicologia e dalla conoscenza delle procedure poliziesche dello scrittore: molti gli argomenti importanti trattati, tragici, ma alleggeriti da battute e momenti di ironia.

Piergiorgio Pulixi entra nell'anima dei personaggi, nella luce e nell'ombra, scava nel dolore passato e presente: tante volte i delitti hanno radici antiche che piano piano si rivelano. 

Per il lettore non è difficile intuire la personalità e l'identità dell'assassino, descritti nei dettagli, ma la suspence non manca mai e l'intreccio procede intricato come i boschi della Valle del Ticino, tra colpi di scena e frenate: il finale riuscirà a sorprendere, grazie al ribaltamento di Strega che rivelerà la verità nascosta sotto l'apparenza.

Per organizzare la nuova squadra del SIS, Sezione Indagini Speciali, specializzata in crimini seriali, Strega ha voluto anche Bepi Pavan, un simpatico veneto, che con le sue inesauribili battute rallegra la situazione. La squadra affiancherà Clara Pontecorvo, della Mobile di Pavia, quasi due metri d'altezza di simpatia e di intelligenza.

Tanti dialetti per caratterizzare ogni protagonista, momenti ideali per alleggerire l'atmosfera tragica.

La settima luna 

di Piergiorgio Pulixi

genere: giallo

editore: Rizzoli, 2023

link all'acquisto

giovedì 11 novembre 2021

Amore, mal-amore, mal d'amore: capire per combattere la violenza

 dove, come e perchè nasce il mal-amore: capire per combattere la violenza

articolo di Barbara Furlan
psicologa, psicoterapeuta

Cos’ è l’amore?
proviamo a dare una definizione: se dieci persone scrivessero la loro definizione di amore darebbero tante definizioni diverse. Ci sarebbero sicuramente similitudini, ma ognuno avrebbe una propria definizione.

Tante definizioni (da Wikipedia)amore familiare verso i familiari o i parenti-amore per gli amici-amore per se stessi-amore romantico-
amore sessuale-amore platonico-amore caritatevole (misericordia)-amore ideale (per qualcosa di astratto o inanimato, come un'idea o un obiettivo)-amore politico o sociale-amore di fede(devozione)

Ma dobbiamo delimitare il tipo di amore di cui vogliamo parlare e darne una definizione operativa:

Amore inteso come sentimento interpersonale caratterizzato da:
  • Desiderio di essere riconosciuti dall’altro
  • Emozioni forti (viscerali)
  • Riconoscimento dell’altro
  • Senso o desiderio di appartenenza
  • Intimita’ (o desiderio di)
  • Volere il bene dell’altro

Tutti abbiamo bisogno di amore: molte ricerche a partire dagli anni ’40 in poi  hanno dimostrato come il bisogno di riconoscimento e poi quello di appartenenza siano fondamentali per la salute fisica e psichica dell’uomo!
Ad amare s’impara: sebbene la spinta verso l’altro sia innata nell’essere umano (e negli animali “superiori”) il come andare verso l’altro lo impariamo dalle nostre figure di riferimento infantili (e lo modifichiamo anche in seguito in caso di traumi).

Cosa succede se il bambino non riceve amore o ne riceve in modo “imprevedibile”?
Pur di soddisfare il bisogno di riconoscimento (sentirsi visto) il bambino inizierà a cercare (ed aspettarsi) riconoscimenti negativi. E una volta diventato adulto?
Una volta diventato adulto (o adulta) il bambino ripeterà ciò che ha imparato e costruirà relazioni affettive in qualche modo simili a quelle d’origine, oppure cercherà di evitarle in assoluto, ma ciò è impossibile! (a causa del bisogno innato di riconoscimento ed appartenenza)

Ciò che ne deriverà sarà l’amore o… il mal-amore
Abbiamo gia’ visto cosa intendiamo per amore

Ma cos’è il mal-amore?
Quello che io intendo per mal d’amore o mal-amore e’ la continua ricerca dell’amore (quello buono) senza poterlo però concepire realmente e quindi raggiungere… Diamo una definizione di mal-amore:
Per coerenza con la definizione che abbiamo dato di amore possiamo dire che il mal-amore e’
Un sentimento interpersonale caratterizzato da
  • Emozioni forti (viscerali)
  • Eccessivo riconoscimento dell’altro in cambio di riconoscimenti negativi,
  • Accettazione del dominio dell’altro su se’,
  • Mancanza di una vera intimita’,
  • Volere il bene di una persona che non vuole il nostro bene

Cosa succede a chi “soffre di mal d’amore”?
le emozioni di chi vive un mal-amore sono spesso negative (tristezza, insoddisfazione, stress, timore…)
la controparte di un mal-amore e’ spesso portata in palmo d mano, come fosse “un po’ piu’ ok di noi”
i riconoscimenti ricevuti sono svalutazioni e critiche, quando non spintoni e percosse
piu che appartenenza chi vive un mal-amore si sente “di proprieta’” dell'altro (rende conto di cose di cui non dovrebbe, vive in funzione di…)
l’unico tipo di intimita’ e’ quella fisica, spesso subita

venerdì 3 luglio 2020

"Il sogno" di Valeria Pisano. Miniracconto per "Il Vizio di scrivere - Un giallo in venti righe" NUMERO TRE


Per "Il vizio di scrivere - un giallo in venti righe" Valeria Pisano ha scritto "Un sogno", sulla violenza contro le donne


Il sogno è stato chiarissimo. Claudia correva in un bosco e, dietro di lei, Guido cercava di afferrarla. Poco dopo la raggiungeva e la buttava a terra, percuotendola più volte. Anche se lei non si muoveva più e, nella scena successiva, vedevo Guido con in mano un badile che scavava una fossa, l’urlo di Claudia mi ha fatta svegliare di soprassalto: “È stato Guido! È stato lui, diglielo, diglielo tu!”

lunedì 27 gennaio 2020

“Sunburn” di Laura Lippmann. Recensione di Tiziana Viganò

Recensione di Tiziana Viganò già pubblicata sul portale MilanoNera

Un’atmosfera squallida, dove i colori sono un po’ grigi e sporchi: è la provincia americana che spesso chunky food, dove sono di passaggio individui sbandati, al limite, la cui vita è sospesa tra crimine e tristezza. E una giovane, splendida donna che fugge dal suo passato e si nasconde. Siamo a Belleville, Delaware.
si vede nei film. Case sdrucite, un bar-diner con ambienti maltenuti, malfrequentati, dove si mangia

Che cosa può fare una donna maltrattata, violentata, quando viene messa all’angolo per l’ennesima volta, quando decide di non chinare più la testa e subire, quando decide di non fare più la vittima per reagire, anzi, vincere, stravincere? La sua pelle bianchissima, di rossa naturale, è scottata dal sole – sunburn – ma si ricostruirà perchè non perderà mai di vista il suo obiettivo, ragione di vita.
A prima vista Polly sembra una donna poco intelligente, poco capace, silenziosa e piena di segreti, ma è bellissima e ha una dote pericolosa, seduce gli uomini e li avviluppa come in una tela di ragno, li succhia come una sanguisuga: una volta presi non riescono più a dimenticarla. Lei in realtà ha l’astuzia (e la perfidia) che millenni di violenze psicologiche e fisiche hanno sviluppato nelle donne per difendersi e offendere: senza scrupoli, si rivela una vera forza della Natura selvaggia, nella tutela di quello che ha di più caro, contro tutti e contro tutto.

“Sadie” di Courtney Summers. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò già pubblicata sul portale MilanoNera

Un libro dedicato alla violenza contro le bambine, anche di cinque, dieci anni, qualcosa che supera
ogni possibilità di comprensione e perdono. La scrittrice rende con grande abilità il crescendo di dolore e tensione, alternando la narrazione in prima persona del viaggio di Sadie con il podcast a puntate della trasmissione radiofonica “Le Ragazze”, che il cronista West Mc Cray mette in onda man mano che segue la pista della ragazza scomparsa, ossessionato dal pensiero di ritrovarla prima che sia troppo tardi. Un’atmosfera di cupa e disperata sconfitta pervade la narrazione: una provincia americana squallida e senza storia, dove miseria e desolazione dominano la gente che passa la vita in una tranquilla, terrificante disperazione, senza scampo.

Cold Creek, Colorado, una ragazza di tredici anni è stata uccisa, qualcuno le ha spaccato la testa. La sorella Sadie Hunter incapace di farsi ragione della rapida chiusura delle indagini da parte di una polizia inetta scompare improvvisamente. È solo una delle tante ragazze che scompaiono ogni giorno? Ci sono mostri che collezionano vittime innocenti come trofei, spesso dietro una faccia di persona perbene, insospettabile.*
Sadie è una ragazza di diciannove anni, nemmeno bella, balbuziente, uno scricciolo, magro e affilato come il coltello che si porta dietro. Nella sua triste vita ha avuto un solo grande amore e un solo scopo, sua sorella Mattie, di sei anni più piccola, cui ha fatto da madre, perchè quella vera, una sciagurata alcoolizzata ed eroinomane, dopo averle messe a contatto con uomini perversi, rovinati come lei, le ha anche abbandonate. Mattie era l’unica persona per cui Sadie fosse importante: così Sadie ora deve uccidere il suo assassino. Seguiamo il percorso di Sadie, e soffriamo con lei, così vulnerabile, così sola...

martedì 23 luglio 2019

“Tango rosso” di M.A. Macciocu. Recensione di Tiziana Viganò


Il tango: “un grande abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi... un linguaggio in cui convivono tragedia, malinconia, ironia, amore, gelosia, ricordi, il barrio amato, la madre, pene e allegrie, odori di bordelli e di attaccabrighe (J.L.Borges).

recensione di Tiziana Viganò

Nel libro di Maria Antonietta Macciocu “Tango rosso” (2018, Golem edizioni) la magia della passione, rossa, diventa ben presto una gabbia che pare dorata, ma che non lo è, un gioco sado-masochistico, nero, in una coppia patologica, una profezia che si avvera, una corsa verso la distruzione.

Con un ritmo serrato e fortemente drammatico, in crescendo e poi in discendendo, Giulia Valet racconta la sua storia di donna segnata nell’infanzia dal trauma di una perdita, l’assenza del padre, e l’influsso di una madre anaffettiva, vittima, che le farà ripetere un copione di colpa e abbandono nella vita e nella scelta del partner, strutturando un carattere dipendente, con una quasi totale mancanza di autostima.
Nonostante il suo successo nello studio e nel lavoro, Giulia si svaluta e sente di non meritare amore: si rifugia nell’illusione di un rapporto passionale con un uomo narcisista e dominante che vede in lei una preda, una vittima ideale e attua la sua strategia di violenza psicologica che lentamente, inesorabilmente, sfocia nella violenza fisica. Una parabola che sale, ma a patto di una rinuncia a se stessa, e poi scende in cupa depressione, arrivando a un finale degno di un giallo.

domenica 4 marzo 2018

Wall of doll: il muro delle bambole contro il femminicidio

una istallazione contro la violenza  alle donne
Milano, via De Amicis 2 
questa foto intensa e terribile per ricordare e denunciare


lunedì 30 ottobre 2017

“La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi. Recensione di Tiziana Viganò

Quando l'orrore diventa spettacolo: una piccola comunità, in una sperduta valle, nasconde segreti forse inconfessabili

già pubblicato su

Con “La ragazza nella nebbia”, edito da Longanesi, Donato Carrisi cambia tonalità di scrittura: colori, suoni e parole sono meno cupi di altri suoi libri, il ritmo è meno concitato, c’è l’atmosfera di apparente normalità in un paesino di montagna interrotta dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni. Forse è solo la fuga da casa di un’adolescente? Non c’è il corpus delicti a provare un fatto orrendo, c’è solo una piccola comunità in una sperduta valle, che nasconde segreti forse inconfessabili.
I network televisivi organizzano subito la spettacolarizzazione dell’orrore, buttano alla ribalta gli abitanti del paesino, cercano il mostro, che diventa ancor più mostruoso perché la ragazzina è una come tante, senza macchia, pulita e innocente, neppure bella. Tutti cercano la celebrità, non diversamente dal poliziotto che conduce le indagini e dalla giornalista d’assalto: il fascino della notorietà è irresistibile, fa sentire, speciali, si vorrebbe prolungarlo all’infinito.

Mentre i “turisti dell’orrore” arrivano per sentire l’odore della sofferenza altrui, ma anche per rimpolpare le finanze del paese, l’evento mediatico diventa il vero protagonista: Anna Lou, la ragazzina scomparsa, rimane sullo sfondo, è un pretesto.
Se le statistiche dicono che ogni sette secondi avviene un crimine, solo pochissimi riescono a catturare l’attenzione dei media, ma quei pochi diventano occasione per invitare a infinite discussioni nei talk show esperti, presunti esperti, opinionisti, star dello spettacolo per mesi se non per anni, con un indotto di denaro, di audience e di pubblicità infinito. Come tutti possiamo verificare facendo zapping col telecomando, anche se cerchiamo di sottrarci all’ossessione qualcosa riesce sempre a raggiungerci.
Il poliziotto incaricato delle indagini, Vogel, è un maestro nel manovrare i media per i suoi fini.
Lo show viene dato in pasto a un pubblico famelico che ha bisogno di colpi di scena e di novità sempre fresche: il crimine si trasforma in business. La giustizia e la verità non  interessano più, l’importante è catturare un colpevole, per sentirci sicuri, per proiettare su un essere che pensiamo non umano, diverso da noi, perché capace di commettere cose orribili, quelle che in noi stessi non possiamo riconoscere.
È la zona oscura, l’Ombra junghiana che c’è dentro ogni essere umano, quello che ci fa paura e che proiettiamo sul mostro  – che di solito è un individuo banalissimo -. L’eroe criminale è quindi il simbolo di un’aggressività violenta che non ci appartiene più, ma che ci attrae inesorabilmente, perché il Bene è così poco interessante, « è il cattivo che rende la mediocrità più accettabile, è lui che fa la storia » e noi abbiamo bisogno di sentirci sempre migliori di qualcun altro.

Donato Carrisi come sempre indaga e approfondisce il tema del Male, con la maiuscola: la sua scrittura scarna ed essenziale conduce il lettore nei meandri della psiche criminale accompagnandolo con la sua grande competenza (è laureato in giurisprudenza, specializzato in criminologia e scienza del comportamento) .

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martedì 27 dicembre 2016

“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

la protagonista del romanzo passa dalla nuvola rosa all’inferno più divorante in un crescendo drammatico (tragico!) che incolla al libro fino al finale che desideriamo tutti per lei e per tutte le donne che subiscono violenze 

recensione di Tiziana Viganò 

Comincia sottotono, questo forte e intenso romanzo di Sara Rattaro, (2016, Garzanti editore) ha i toni del romanzo rosa, con l’ingenua fanciulla che sogna l’uomo ideale e prova a esplorare il mondo degli uomini senza capirli granché.
Dopo il primo amore finito, incontra un uomo davvero affascinante, che la inebria con gesti grandiosi, regali sorprendenti, la porta sulle ali della fantasia.
Anche Barbablu era affascinante, ma la protagonista della fiaba non si era accorta che aveva quella strana particolarità, un pizzetto blu, che anzi, l’affascinava. Come nella fiaba, anche Emma, la protagonista del romanzo, cade nella rete di quelle situazioni e quei comportamenti così “originali” che la fanno sentire fuori dalle righe, diversa dalla massa, come in un sogno dorato.
Ma la ruggine compare presto sotto la patina dell’oro falso: e la ruggine piano piano diventa come un acido corrosivo che divora pezzo a pezzo la carne e il sangue di Emma, le distrugge la vita, la riduce a una larva, incapace di capire e di agire.

L’Orco delle favole esiste davvero, 
e lo sperimentano tutti i giorni donne fragili 
e con scarsa autostima che vengono violentate, 
abusate, offese, picchiate e spesso, troppo spesso, uccise.
Uccise per mal-amore.

domenica 11 dicembre 2016

“La recluta del male” di Emiliano Pedroni

recensione di Tiziana Viganò

Un thriller dai colori forti e dal ritmo mozzafiato “La recluta del male” romanzo d’esordio di Emiliano Pedroni: il tema della violenza contro le donne viene trattato dall’autore in modi che ricordano la cronaca che di lì a poco (è stato scritto nel 2010) avrebbe fatto inorridire l’Italia con i casi di Iara Gambirasio e Sara Scazzi.


Una ragazzina rapita, violentata e uccisa; la sua amica del cuore e confidente che segue il suo destino poco dopo, lo sceriffo Baker e l’investigatrice specializzata in casi di violenza sui minori Veronique Collins, l’ombra dell’assassino psicopatico che dialoga con un orrendo pupazzo di peluche, lo scimpanzé Tom….Sullo sfondo una cittadina della provincia americana che può essere un posto qualunque nel mondo, anche in Italia.

sabato 19 novembre 2016

ROMPERE CON LA VIOLENZA SI PUO’ cogliere i segnali, attivare le risorse


Per rompere con la violenza importante è cambiare la cultura che la sostiene e prevenirla, cogliendo i segnali, attivando azioni mirate, aiutando le vittime. Come?
Il 19 novembre 2011 a Saronno (Va) - presso la sala Nevera di casa Morandi viale Santuario 2  l'Associazione Rete Rosa Onlus organizza un convegno Contro la violenza alle donne.
Relatrici: Barbara Furlan, Psicologa - Tiziana Viganò, Scrittrice e Counselor






LE COSE DA 
NON FARE MAI
16 punti da ricordare sempre 
di Tiziana Viganò

1.       mai pensare che chi picchia o usa qualunque forma di violenza lo faccia per amore
2.       mai pensare che la troppa gelosia sia sintomo  d’amore, è solo sintomo di possesso
3.       mai pensare di non essere meritevoli d’amore
4.       mai pensare che non si debba reagire per il quieto vivere in famiglia o per il bene dei figli  (la violenza assistita è fortemente lesiva per un bambino)
5.    mai accettare o sottovalutare uno che perseguita anche facendo cose apparentemente innocue (per es. mandando mazzi di rose o regali non graditi): è violenza anche questa, è stalking
6.       non accettare mai supinamente una violenza, anche una sberla, con la scusa che dopo che si è “sfogato” il violento torna tranquillo
7.       mai “sforzarsi” di voler bene a qualcuno che vuole male

mercoledì 16 novembre 2016

Violenza e prevenzione: per una cultura del rispetto

"Ispirazione"
Come possiamo prevenire la violenza? Come possiamo riconoscerne i segnali? Dove e come possiamo trovare soluzioni? La violenza in famiglia, la violenza psicologia, la violenza nel mondo

editoriale di Tiziana Viganò, counselor e scrittrice ©

foto di Chiara Chizzini pubblicate sul libro "Come le donne" di Tiziana Viganò - PMedizioni

A me piace sempre parlare in positivo, e, anche se l’argomento è scabroso, difficile, tremendo, come quello della violenza contro le donne, preferisco cercare il bandolo della matassa, quello che fa uscire dai problemi, piuttosto che avvoltolarmi in un groviglio di negatività. Questo non vuol dire disinteressarsi del problema, ma al contrario, dopo averlo studiato trovare la soluzione per uscirne soprattutto puntando sulla prevenzione.
Quindi i quesiti sono questi:

Come facciamo a prevenire la violenza?
Come possiamo riconoscerne i segnali?
Dove e come possiamo trovare soluzioni?

Se devo rispondere in 3 parole direi che prima di ogni cosa bisogna educare al rispetto: cambiare la cultura di maschi e femmine per educare tutti al rispetto di sé e degli altri.

venerdì 19 agosto 2016

Recensione di Chiara Minutillo per "Cultura al femminile"


"Quante coppie normali, perfette, nascondevano, dietro un’apparente quiete, abissi di solitudine e di sopraffazione, giochi perversi basati sul ricatto, sul rapporto dominante-dominato; oppure c’era un elemento della coppia che dall’esterno sembrava “sano” ma in realtà bruciava l’autostima, le capacità e l’indipendenza di quello che si riteneva “malato”. Triste, triste, triste."

Capelli color del grano, neri come la pece o rosso sangue. Occhi verdi in cui si specchiano le acque di mari lontani o azzurri come cieli esotici. Combinazioni differenti che creano persone differenti. Solo una cosa le accomuna. Sono donne.
Una sinfonia nera, come l’animo dei carnefici e delle vittime che si trasformano in criminali. Una sinfonia in quattro tempi, perché quattro sono le storie, ognuna con il suo ritmo, con la sua velocità. Una escalation di avvenimenti che ruotano attorno a un unico concetto.
Femminicidio. Una parola che sembra quasi essere di moda. Un vocabolo sulla bocca di tutti. Omicidi che non si limitano all’uccisione del corpo, ma, più spesso, puntano all’anima. La distruggono, la fanno a pezzi, la rendono schiava. Schiava che a volte tace, altre volte si ribella. E uccide prima di essere uccisa.

sabato 16 luglio 2016

Gli infiniti volti della violenza: uomini e donne, violenza TRA i generi in “Sinfonia nera in quattro tempi” di Tiziana Viganò



"Sinfonia nera in quattro tempi" di Tiziana Viganò, Selpub Youcanprint, 2016

La violenza sulle donne. I suoi infiniti volti, le sue molteplici declinazioni.  Violenza fisica, psicologica, sessuale, economica. Violenza subdola, strisciante oppure esplosiva, dirompente, ma comunque distruttiva, devastante. Violenza che uccide, ferisce, annienta e trasforma. Trasforma le donne che la subiscono, spegnendole, piegandole, indurendole, deformandole nella psiche, nell’anima.


In "Sinfonia nera in quattro tempi" ci sono DONNE fragili, insicure, dipendenti, come ANNA, una “gran bella donna, ma con scarsissima autostima e incapacità di affermarsi: pensava di risolvere i suoi problemi usando il sesso e l’amore per ottenere riconoscimenti, per essere vista, per avere l’aiuto di cui aveva disperatamente bisogno.”
Donne troppo innamorate, incapaci di difendersi da un amore che non le ama, che le domina e le distrugge, come LAURA, usata ed abbandonata senza pietà, come uno straccio, un giocattolo senza anima, divorata prima dalla passione e poi da un odio altrettanto feroce.
Donne giovani, ingenue, ferite nel corpo, nello spirito e nelle illusioni, come GINA, scissa tra amore e vendetta, serva complice amante e, al tempo stesso, dominatrice carnefice.

Donne plagiate, piegate, manipolate, isolate, annullate, drogate di parole e sostanze, ridotte all’ombra di ciò che erano, come CLARA, angelo vendicatore lucido e disperato.


venerdì 15 luglio 2016

Diseducazione sentimentale e violenza: recensione di M.A. Macioccu per "Sinfonia nera"

recensione di Maria Antonietta Macioccu per "Cultura al femminile"
https://wordpress.com/stats/insights/letteraturalfemminile.wordpress.com

gli amanti: dipinto (1928) di R: Magritte
Quattro storie noir, quattro scenari di sangue e rovina che mettono in luce, attraverso il racconto dei fatti e delle pulsioni che li accompagnano, la diseducazione sentimentale dei personaggi, siano essi donne o uomini, vittime o carnefici. Mondi dove alle emozioni empatiche si sostituiscono la dipendenza, il sospetto, i silenzi, la strumentalizzazione e l’annientamento dei corpi e delle anime, preparando ad esplosioni di violenze perseguite come liberatorie e invece distruttrici.
Se le donne sono spesso oggetto di vessazioni, non per questo ne sono esenti, in un gioco al massacro dove Tanathos prevale su Eros, impedendo di riscattarsi attraverso un percorso di crescita umana personale. 
Intorno, una società ugualmente atona, incapace di vedere al di là delle apparenze, di intuire il deserto e la disperazione dietro gesti di circostanza. C’è un silenzio pesante, quasi che le parole, a forza di non essere usate, si siano estinte, lasciando il campo al gesto insensato e definitivo.

Una materia scura, che l’autrice riesce a rischiarare con la vitale curiosità del giallo e con la contrapposizione della quotidianità dei due investigatori, filo conduttore delle quattro storie, fatta di normalità, amicizia, dubbi, amori duraturi e passeggeri, battute lievi e divertenti e, soprattutto, capacità di confronto e di dialogo interpersonali.
Sono loro, insieme ai gatti, capaci di affetto disinteressato e duraturo, a darci la certezza che l’aria non è pregna solo di rapporti malati, ad indicarci un modo meno traumatico e rovinoso di stare nella realtà.

venerdì 17 giugno 2016

La forza di rinascere sempre: "Come le donne" nella recensione di Mirella Morelli


recensione di Mirella Morelli

Storie al femminile, anzi storie di vita vissuta, come avverte la scrittrice. Storie individuali ma, io aggiungerei, universali.

Ho difficoltà a raccontare questo libro, una difficoltà reverenziale: è talmente completo che qualsiasi parola a commento non aggiungerebbe nulla alla personale lettura.

Ancora: è talmente esaustivo che, giunti all’ultima riga, si tira un respiro profondo e all’improvviso si ha l’impressione di conoscere la Donna, e tutte le donne insieme. E sì che le donne di cui Tiziana Viganò ci racconta sono diverse per estrazione sociale, per cultura, per età, per provenienza geografica…
Allora non vi parlerò di stile, prosa, scorrevolezza e bravura; proverò a raccontare le mie emozioni di lettrice e, in maniera fortemente personale, a dirvi cosa ho amato di questo libro.
Ve lo voglio raccontare da donna a donna…

martedì 7 giugno 2016

"Le nuvole nel cuore" di Giusi Amato

recensione di Tiziana Viganò


Tre voci femminili si alternano a raccontare la loro storia, i capitoli si rincorrono seguendo la narrazione,
Il ritmo accelera o rallenta, ma è sempre solenne: tutto è permeato da note dolenti che svelano le nuvole che opprimono il cuore delle protagoniste. Nuvole che solo alla fine un provvidenziale alito di vento dissiperà. Perché la vita è così, assomiglia al cielo che passa dall’azzurro al grigio plumbeo per poi all’improvviso rasserenarsi e tornare chiaro e luminoso…senza fine.