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mercoledì 24 giugno 2026

"Matrimodio" di Riccardo Bocca. Novità in libreria

 Attraverso il racconto di storie vere e casi giudiziari, Matrimodio fa luce sui drammatici risvolti sociali, psicologici e giuridici della crudeltà nella coppia.Dalla penna di Riccardo Bocca, una nuova inchiesta che ci riguarda tutti da vicino.

In libreria dal 26 giugno

Ponte alle Grazie editore

Pagine: 240| Prezzo: 18,00 euro

Quando la violenza si traveste da amore,riconoscerla diventa difficile. Manipolazione, ricatto emotivo, umiliazione sistematica: una prigionia che spesso non lascia lividi, ma ferite profonde. In Matrimodio, Riccardo Bocca racconta otto storie vere di legami tossici, ricostruite attraverso atti giudiziari, testimonianze, analisi psicologiche e perizie legali. Storie diverse per età, contesto sociale, orientamento sessuale dei protagonisti, ma accomunate dallo stesso meccanismo: la trasformazione dell'amore in dominio e sopraffazione. Bocca unisce magistralmente freschezza narrativa e rigore da inchiesta, illuminando le dinamiche dell'abuso e mostrando quanto sia difficile spezzarle nel momento in cui si infiltrano nell'intimità quotidiana fino a diventare normalità per chi le subisce e si trova inesorabilmente a perdere libertà, identità, fiducia in sé. Sono storie intense e penose, ma Matrimodio non si limita a raccontare il dolore: aiuta a riconoscere i segnali, a dare un nome a ciò che troppo spesso viene scambiato per passione o dedizione. A chiudere il volume, due testimonianze dirette - una donna e un uomo sopravvissuti a relazioni abusive - aggiungono verità e urgenza. Perché capire è il primo passo. Saper riconoscere questa violenza che si finge amore può salvare la vita.

Riccardo Bocca giornalista,scrittore e conduttore televisivo, è nato a Milano nel 1964. Opinionista del settimanale Tv Talk su Rai 3, dove ha già condotto il programma Quel gran pezzo dell'Italia: era già tutto scritto ma ci eravamo distratti, ha ricoperto il ruolo di vicedirettore del canale all news Sky TG24. Ha scritto vari saggi d'inchiesta e romanzi lavorando nel tempo come inviato speciale, caporedattore, editorialista e critico televisivo dell'«Espresso». Attualmente è vicedirettore del settimanale di attualità politica «TPI - The Post Internazionale» e autore del podcast Lo sgabuzzino. Con Ponte alle Grazie ha già pubblicato L'inferno di Rosa e Olindo (2024) e, insieme a Michela Buscemi, La spiona (2025). 

giovedì 11 novembre 2021

Amore, mal-amore, mal d'amore: capire per combattere la violenza

 dove, come e perchè nasce il mal-amore: capire per combattere la violenza

articolo di Barbara Furlan
psicologa, psicoterapeuta

Cos’ è l’amore?
proviamo a dare una definizione: se dieci persone scrivessero la loro definizione di amore darebbero tante definizioni diverse. Ci sarebbero sicuramente similitudini, ma ognuno avrebbe una propria definizione.

Tante definizioni (da Wikipedia)amore familiare verso i familiari o i parenti-amore per gli amici-amore per se stessi-amore romantico-
amore sessuale-amore platonico-amore caritatevole (misericordia)-amore ideale (per qualcosa di astratto o inanimato, come un'idea o un obiettivo)-amore politico o sociale-amore di fede(devozione)

Ma dobbiamo delimitare il tipo di amore di cui vogliamo parlare e darne una definizione operativa:

Amore inteso come sentimento interpersonale caratterizzato da:
  • Desiderio di essere riconosciuti dall’altro
  • Emozioni forti (viscerali)
  • Riconoscimento dell’altro
  • Senso o desiderio di appartenenza
  • Intimita’ (o desiderio di)
  • Volere il bene dell’altro

Tutti abbiamo bisogno di amore: molte ricerche a partire dagli anni ’40 in poi  hanno dimostrato come il bisogno di riconoscimento e poi quello di appartenenza siano fondamentali per la salute fisica e psichica dell’uomo!
Ad amare s’impara: sebbene la spinta verso l’altro sia innata nell’essere umano (e negli animali “superiori”) il come andare verso l’altro lo impariamo dalle nostre figure di riferimento infantili (e lo modifichiamo anche in seguito in caso di traumi).

Cosa succede se il bambino non riceve amore o ne riceve in modo “imprevedibile”?
Pur di soddisfare il bisogno di riconoscimento (sentirsi visto) il bambino inizierà a cercare (ed aspettarsi) riconoscimenti negativi. E una volta diventato adulto?
Una volta diventato adulto (o adulta) il bambino ripeterà ciò che ha imparato e costruirà relazioni affettive in qualche modo simili a quelle d’origine, oppure cercherà di evitarle in assoluto, ma ciò è impossibile! (a causa del bisogno innato di riconoscimento ed appartenenza)

Ciò che ne deriverà sarà l’amore o… il mal-amore
Abbiamo gia’ visto cosa intendiamo per amore

Ma cos’è il mal-amore?
Quello che io intendo per mal d’amore o mal-amore e’ la continua ricerca dell’amore (quello buono) senza poterlo però concepire realmente e quindi raggiungere… Diamo una definizione di mal-amore:
Per coerenza con la definizione che abbiamo dato di amore possiamo dire che il mal-amore e’
Un sentimento interpersonale caratterizzato da
  • Emozioni forti (viscerali)
  • Eccessivo riconoscimento dell’altro in cambio di riconoscimenti negativi,
  • Accettazione del dominio dell’altro su se’,
  • Mancanza di una vera intimita’,
  • Volere il bene di una persona che non vuole il nostro bene

Cosa succede a chi “soffre di mal d’amore”?
le emozioni di chi vive un mal-amore sono spesso negative (tristezza, insoddisfazione, stress, timore…)
la controparte di un mal-amore e’ spesso portata in palmo d mano, come fosse “un po’ piu’ ok di noi”
i riconoscimenti ricevuti sono svalutazioni e critiche, quando non spintoni e percosse
piu che appartenenza chi vive un mal-amore si sente “di proprieta’” dell'altro (rende conto di cose di cui non dovrebbe, vive in funzione di…)
l’unico tipo di intimita’ e’ quella fisica, spesso subita

lunedì 27 gennaio 2020

“Sadie” di Courtney Summers. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò già pubblicata sul portale MilanoNera

Un libro dedicato alla violenza contro le bambine, anche di cinque, dieci anni, qualcosa che supera
ogni possibilità di comprensione e perdono. La scrittrice rende con grande abilità il crescendo di dolore e tensione, alternando la narrazione in prima persona del viaggio di Sadie con il podcast a puntate della trasmissione radiofonica “Le Ragazze”, che il cronista West Mc Cray mette in onda man mano che segue la pista della ragazza scomparsa, ossessionato dal pensiero di ritrovarla prima che sia troppo tardi. Un’atmosfera di cupa e disperata sconfitta pervade la narrazione: una provincia americana squallida e senza storia, dove miseria e desolazione dominano la gente che passa la vita in una tranquilla, terrificante disperazione, senza scampo.

Cold Creek, Colorado, una ragazza di tredici anni è stata uccisa, qualcuno le ha spaccato la testa. La sorella Sadie Hunter incapace di farsi ragione della rapida chiusura delle indagini da parte di una polizia inetta scompare improvvisamente. È solo una delle tante ragazze che scompaiono ogni giorno? Ci sono mostri che collezionano vittime innocenti come trofei, spesso dietro una faccia di persona perbene, insospettabile.*
Sadie è una ragazza di diciannove anni, nemmeno bella, balbuziente, uno scricciolo, magro e affilato come il coltello che si porta dietro. Nella sua triste vita ha avuto un solo grande amore e un solo scopo, sua sorella Mattie, di sei anni più piccola, cui ha fatto da madre, perchè quella vera, una sciagurata alcoolizzata ed eroinomane, dopo averle messe a contatto con uomini perversi, rovinati come lei, le ha anche abbandonate. Mattie era l’unica persona per cui Sadie fosse importante: così Sadie ora deve uccidere il suo assassino. Seguiamo il percorso di Sadie, e soffriamo con lei, così vulnerabile, così sola...

domenica 22 dicembre 2019

“La casa delle voci” di Donato Carrisi. Recensione di Tiziana Viganò

niente sangue, niente delitti: la violenza psicologica fa molto male,è dolorosamente senza fine, fa paura come la violenza fisica.

Recensione di Tiziana Viganò già pubblicata sul portale MilanoNera

Non scorre sangue in questo nuovo, eccellente lavoro di Donato Carrisi.
Il maestro del thriller esplora con la consueta abilità i misteri della mente umana, e non c’è niente di più complesso, multiforme, difficile da penetrare ed esplorare. L’ipnosi è uno degli strumenti che si possono usare per far emergere i ricordi sepolti nell’inconscio, e il protagonista, il dottor Pietro Gerber, è uno psicologo infantile noto per essere un addormentatore di bambini, un ipnotista famoso a Firenze.

Fin dalle prime pagine (righe!) Carrisi catapulta in un mondo dove si incontrano memorie e immaginazione che sfiorano il soprannaturale, quella mescolanza di realtà, gioco e fantasia tipica della psiche infantile, dove i confini sono labili. A volte i bambini creano falsi ricordi che agli adulti paiono menzogne, ma per i piccoli sono esperienze reali: hanno una fantasia senza freni che può far sembrare vero e credibile quello che non lo è. Ma putroppo

“nessuno vuole veramente ascoltare ciò che hanno da dire i bambini”

per capire ciò che vogliono o non vogliono, per svelare verità non immediatamente comprensibili.
O per capire le violenze che subiscono sotto l’apparenza dell’amore parentale.

martedì 23 luglio 2019

“Tango rosso” di M.A. Macciocu. Recensione di Tiziana Viganò


Il tango: “un grande abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi... un linguaggio in cui convivono tragedia, malinconia, ironia, amore, gelosia, ricordi, il barrio amato, la madre, pene e allegrie, odori di bordelli e di attaccabrighe (J.L.Borges).

recensione di Tiziana Viganò

Nel libro di Maria Antonietta Macciocu “Tango rosso” (2018, Golem edizioni) la magia della passione, rossa, diventa ben presto una gabbia che pare dorata, ma che non lo è, un gioco sado-masochistico, nero, in una coppia patologica, una profezia che si avvera, una corsa verso la distruzione.

Con un ritmo serrato e fortemente drammatico, in crescendo e poi in discendendo, Giulia Valet racconta la sua storia di donna segnata nell’infanzia dal trauma di una perdita, l’assenza del padre, e l’influsso di una madre anaffettiva, vittima, che le farà ripetere un copione di colpa e abbandono nella vita e nella scelta del partner, strutturando un carattere dipendente, con una quasi totale mancanza di autostima.
Nonostante il suo successo nello studio e nel lavoro, Giulia si svaluta e sente di non meritare amore: si rifugia nell’illusione di un rapporto passionale con un uomo narcisista e dominante che vede in lei una preda, una vittima ideale e attua la sua strategia di violenza psicologica che lentamente, inesorabilmente, sfocia nella violenza fisica. Una parabola che sale, ma a patto di una rinuncia a se stessa, e poi scende in cupa depressione, arrivando a un finale degno di un giallo.

lunedì 30 ottobre 2017

“La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi. Recensione di Tiziana Viganò

Quando l'orrore diventa spettacolo: una piccola comunità, in una sperduta valle, nasconde segreti forse inconfessabili

già pubblicato su

Con “La ragazza nella nebbia”, edito da Longanesi, Donato Carrisi cambia tonalità di scrittura: colori, suoni e parole sono meno cupi di altri suoi libri, il ritmo è meno concitato, c’è l’atmosfera di apparente normalità in un paesino di montagna interrotta dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni. Forse è solo la fuga da casa di un’adolescente? Non c’è il corpus delicti a provare un fatto orrendo, c’è solo una piccola comunità in una sperduta valle, che nasconde segreti forse inconfessabili.
I network televisivi organizzano subito la spettacolarizzazione dell’orrore, buttano alla ribalta gli abitanti del paesino, cercano il mostro, che diventa ancor più mostruoso perché la ragazzina è una come tante, senza macchia, pulita e innocente, neppure bella. Tutti cercano la celebrità, non diversamente dal poliziotto che conduce le indagini e dalla giornalista d’assalto: il fascino della notorietà è irresistibile, fa sentire, speciali, si vorrebbe prolungarlo all’infinito.

Mentre i “turisti dell’orrore” arrivano per sentire l’odore della sofferenza altrui, ma anche per rimpolpare le finanze del paese, l’evento mediatico diventa il vero protagonista: Anna Lou, la ragazzina scomparsa, rimane sullo sfondo, è un pretesto.
Se le statistiche dicono che ogni sette secondi avviene un crimine, solo pochissimi riescono a catturare l’attenzione dei media, ma quei pochi diventano occasione per invitare a infinite discussioni nei talk show esperti, presunti esperti, opinionisti, star dello spettacolo per mesi se non per anni, con un indotto di denaro, di audience e di pubblicità infinito. Come tutti possiamo verificare facendo zapping col telecomando, anche se cerchiamo di sottrarci all’ossessione qualcosa riesce sempre a raggiungerci.
Il poliziotto incaricato delle indagini, Vogel, è un maestro nel manovrare i media per i suoi fini.
Lo show viene dato in pasto a un pubblico famelico che ha bisogno di colpi di scena e di novità sempre fresche: il crimine si trasforma in business. La giustizia e la verità non  interessano più, l’importante è catturare un colpevole, per sentirci sicuri, per proiettare su un essere che pensiamo non umano, diverso da noi, perché capace di commettere cose orribili, quelle che in noi stessi non possiamo riconoscere.
È la zona oscura, l’Ombra junghiana che c’è dentro ogni essere umano, quello che ci fa paura e che proiettiamo sul mostro  – che di solito è un individuo banalissimo -. L’eroe criminale è quindi il simbolo di un’aggressività violenta che non ci appartiene più, ma che ci attrae inesorabilmente, perché il Bene è così poco interessante, « è il cattivo che rende la mediocrità più accettabile, è lui che fa la storia » e noi abbiamo bisogno di sentirci sempre migliori di qualcun altro.

Donato Carrisi come sempre indaga e approfondisce il tema del Male, con la maiuscola: la sua scrittura scarna ed essenziale conduce il lettore nei meandri della psiche criminale accompagnandolo con la sua grande competenza (è laureato in giurisprudenza, specializzato in criminologia e scienza del comportamento) .

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martedì 27 dicembre 2016

“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

la protagonista del romanzo passa dalla nuvola rosa all’inferno più divorante in un crescendo drammatico (tragico!) che incolla al libro fino al finale che desideriamo tutti per lei e per tutte le donne che subiscono violenze 

recensione di Tiziana Viganò 

Comincia sottotono, questo forte e intenso romanzo di Sara Rattaro, (2016, Garzanti editore) ha i toni del romanzo rosa, con l’ingenua fanciulla che sogna l’uomo ideale e prova a esplorare il mondo degli uomini senza capirli granché.
Dopo il primo amore finito, incontra un uomo davvero affascinante, che la inebria con gesti grandiosi, regali sorprendenti, la porta sulle ali della fantasia.
Anche Barbablu era affascinante, ma la protagonista della fiaba non si era accorta che aveva quella strana particolarità, un pizzetto blu, che anzi, l’affascinava. Come nella fiaba, anche Emma, la protagonista del romanzo, cade nella rete di quelle situazioni e quei comportamenti così “originali” che la fanno sentire fuori dalle righe, diversa dalla massa, come in un sogno dorato.
Ma la ruggine compare presto sotto la patina dell’oro falso: e la ruggine piano piano diventa come un acido corrosivo che divora pezzo a pezzo la carne e il sangue di Emma, le distrugge la vita, la riduce a una larva, incapace di capire e di agire.

L’Orco delle favole esiste davvero, 
e lo sperimentano tutti i giorni donne fragili 
e con scarsa autostima che vengono violentate, 
abusate, offese, picchiate e spesso, troppo spesso, uccise.
Uccise per mal-amore.

sabato 19 novembre 2016

ROMPERE CON LA VIOLENZA SI PUO’ cogliere i segnali, attivare le risorse


Per rompere con la violenza importante è cambiare la cultura che la sostiene e prevenirla, cogliendo i segnali, attivando azioni mirate, aiutando le vittime. Come?
Il 19 novembre 2011 a Saronno (Va) - presso la sala Nevera di casa Morandi viale Santuario 2  l'Associazione Rete Rosa Onlus organizza un convegno Contro la violenza alle donne.
Relatrici: Barbara Furlan, Psicologa - Tiziana Viganò, Scrittrice e Counselor






LE COSE DA 
NON FARE MAI
16 punti da ricordare sempre 
di Tiziana Viganò

1.       mai pensare che chi picchia o usa qualunque forma di violenza lo faccia per amore
2.       mai pensare che la troppa gelosia sia sintomo  d’amore, è solo sintomo di possesso
3.       mai pensare di non essere meritevoli d’amore
4.       mai pensare che non si debba reagire per il quieto vivere in famiglia o per il bene dei figli  (la violenza assistita è fortemente lesiva per un bambino)
5.    mai accettare o sottovalutare uno che perseguita anche facendo cose apparentemente innocue (per es. mandando mazzi di rose o regali non graditi): è violenza anche questa, è stalking
6.       non accettare mai supinamente una violenza, anche una sberla, con la scusa che dopo che si è “sfogato” il violento torna tranquillo
7.       mai “sforzarsi” di voler bene a qualcuno che vuole male

mercoledì 16 novembre 2016

Violenza e prevenzione: per una cultura del rispetto

"Ispirazione"
Come possiamo prevenire la violenza? Come possiamo riconoscerne i segnali? Dove e come possiamo trovare soluzioni? La violenza in famiglia, la violenza psicologia, la violenza nel mondo

editoriale di Tiziana Viganò, counselor e scrittrice ©

foto di Chiara Chizzini pubblicate sul libro "Come le donne" di Tiziana Viganò - PMedizioni

A me piace sempre parlare in positivo, e, anche se l’argomento è scabroso, difficile, tremendo, come quello della violenza contro le donne, preferisco cercare il bandolo della matassa, quello che fa uscire dai problemi, piuttosto che avvoltolarmi in un groviglio di negatività. Questo non vuol dire disinteressarsi del problema, ma al contrario, dopo averlo studiato trovare la soluzione per uscirne soprattutto puntando sulla prevenzione.
Quindi i quesiti sono questi:

Come facciamo a prevenire la violenza?
Come possiamo riconoscerne i segnali?
Dove e come possiamo trovare soluzioni?

Se devo rispondere in 3 parole direi che prima di ogni cosa bisogna educare al rispetto: cambiare la cultura di maschi e femmine per educare tutti al rispetto di sé e degli altri.

sabato 16 luglio 2016

Gli infiniti volti della violenza: uomini e donne, violenza TRA i generi in “Sinfonia nera in quattro tempi” di Tiziana Viganò



"Sinfonia nera in quattro tempi" di Tiziana Viganò, Selpub Youcanprint, 2016

La violenza sulle donne. I suoi infiniti volti, le sue molteplici declinazioni.  Violenza fisica, psicologica, sessuale, economica. Violenza subdola, strisciante oppure esplosiva, dirompente, ma comunque distruttiva, devastante. Violenza che uccide, ferisce, annienta e trasforma. Trasforma le donne che la subiscono, spegnendole, piegandole, indurendole, deformandole nella psiche, nell’anima.


In "Sinfonia nera in quattro tempi" ci sono DONNE fragili, insicure, dipendenti, come ANNA, una “gran bella donna, ma con scarsissima autostima e incapacità di affermarsi: pensava di risolvere i suoi problemi usando il sesso e l’amore per ottenere riconoscimenti, per essere vista, per avere l’aiuto di cui aveva disperatamente bisogno.”
Donne troppo innamorate, incapaci di difendersi da un amore che non le ama, che le domina e le distrugge, come LAURA, usata ed abbandonata senza pietà, come uno straccio, un giocattolo senza anima, divorata prima dalla passione e poi da un odio altrettanto feroce.
Donne giovani, ingenue, ferite nel corpo, nello spirito e nelle illusioni, come GINA, scissa tra amore e vendetta, serva complice amante e, al tempo stesso, dominatrice carnefice.

Donne plagiate, piegate, manipolate, isolate, annullate, drogate di parole e sostanze, ridotte all’ombra di ciò che erano, come CLARA, angelo vendicatore lucido e disperato.


venerdì 17 giugno 2016

La forza di rinascere sempre: "Come le donne" nella recensione di Mirella Morelli


recensione di Mirella Morelli

Storie al femminile, anzi storie di vita vissuta, come avverte la scrittrice. Storie individuali ma, io aggiungerei, universali.

Ho difficoltà a raccontare questo libro, una difficoltà reverenziale: è talmente completo che qualsiasi parola a commento non aggiungerebbe nulla alla personale lettura.

Ancora: è talmente esaustivo che, giunti all’ultima riga, si tira un respiro profondo e all’improvviso si ha l’impressione di conoscere la Donna, e tutte le donne insieme. E sì che le donne di cui Tiziana Viganò ci racconta sono diverse per estrazione sociale, per cultura, per età, per provenienza geografica…
Allora non vi parlerò di stile, prosa, scorrevolezza e bravura; proverò a raccontare le mie emozioni di lettrice e, in maniera fortemente personale, a dirvi cosa ho amato di questo libro.
Ve lo voglio raccontare da donna a donna…

lunedì 2 maggio 2016

Paola Casadei: recensione per "Come le donne"


recensione di Paola Casadei pubblicata su

Il libro di Tiziana Viganò racconta le storie di dodici donne, ritratti simbolici della condizione della donna di oggi. Si tratta chiaramente di racconti veri; mi è piaciuto molto il fatto che sono raccontati in prima persona. Si tratta di donne che hanno sofferto ma in qualche modo decidono di reagire, di riprendere la propria vita in mano invece che subire in modo passivo il dolore che per un motivo o per un altro si sono trovate addosso. Non esiste una bacchetta magica, ognuna di noi deve cercare una propria strada. E loro lo fanno. Con speranza e coraggio. Determinate, contro-corrente. Dodici donne diverse, unite da una forza d’animo che permette loro di reagire, di scegliere, di agire e non lasciarsi agire.
Giustamente si percepisce l’orgoglio di avercela fatta, a cambiare un po’ le cose. I miei preferiti, che mi hanno fatto indignare o riflettere di più sono tre : Galline,  Bellissima, di pelle nera, La sposa in attesa.
I racconti sono descritti in maniera semplice e molto diretta, senza girare troppo intorno ai problemi, ma mettendoli sul banco così come sono. Nel complesso si tratta di una lettura fluida e di uno stile lineare, con un ottimo ritmo dei racconti, che consiglio soprattutto alle donne. Profondo, intelligente, ben scritto.

mercoledì 27 aprile 2016

Emma Fenu per "Sinfonia nera in quattro tempi": una nuova recensione

recensione di Emma Fenu pubblicata sul sito LIBRERIAMO
http://pensierieparoleinvaligia.libreriamo.it/2016/04/26/sinfonia-nera-in-quattro-atti/


Occhi che non temono il mistero delle realtà oscure.
Muscoli scattanti e fiuto per ogni traccia, se pur piccola.
Orecchie tese a captare il minimo sussurro.
L’assassino è in trappola fra unghie affilate di un detective.

Occhi che cercano di saziare istinti di caccia.
Pelliccia morbida a nascondere un cuore spietato.
Sensi acuiti per lucidi piani sporchi di sangue.
La vittima è in trappola fra le unghie affilate di un mostro.

La copertina del romanzo di Tiziana Viganò, “Sinfonia nera in quattro tempi”, non a caso raffigura un gatto che pare attratto dall’invisibile ed ignoto universo. Eppure la piccola mosca c’è, basta avere occhio esperto.
La scrittrice, padrona dell’inchiostro e delle emozioni, si cimenta con ottimi risultati in un giallo che si snoda in quattro distinti episodi accomunati da delitti che coinvolgono donne spezzate, triturate, uccise in corpo o in anima. O in entrambi.
Un libro di siffatta natura non permette che ne si accenni la trama, tutta a fruizione del lettore, ma consente un’analisi ad ampio raggio che ne evidenzi gli intenti narrativi e comunicativi.

domenica 20 marzo 2016

Voltare pagina e vedere un nuovo orizzonte. Nuova recensione di Rosaria Andrisani a "Come le donne"

recensione di Rosaria Andrisani

Parlare di donne non è facile; sensibilità, decisione, forza d’animo sono le caratteristiche necessarie per riuscire a disegnare il mondo femminile e i suoi contorni, spesso indefiniti e labili, ma solo in apparenza. Perché l’essere donna è un vero e proprio impegno, nei confronti della vita e delle situazioni difficili, delle circostanze che rispecchiano una realtà in cui la certezza è qualcosa da trovare nel proprio
animo.
Tiziana Viganò, nel suo libro “Come le donne”  ci presenta dodici donne, il loro coraggio nel sostenere un’idea, nell’affrontare il dolore e la paura, nell’esternare i sentimenti puri e sinceri di un vissuto che parla di libertà interiore e voglia di affrontare la vita di ogni giorno con occhi di speranza. Accettare un ruolo non sempre adatto a se stesse, che pone ai margini la voglia di riuscire, il naturale desiderio d' intraprendenza, ha delineato un vissuto complesso che rende la donna eroina della propria vita. La forza d’animo femminile è ben raccontata dall'autrice, che spiega come, nonostante le difficoltà, ci si rialza e si guarda avanti, senza temere nulla, conoscendo profondamente la propria interiorità che per natura porta alla luce il segno della rinascita.

domenica 13 marzo 2016

Nuova recensione di Chiara Pesenti per "Come le donne" di Tiziana Viganò

recensione di Chiara Pesenti


Ho avuto modo di incontrare alcune volte Tiziana Viganò, l'autrice di “Come le donne”, 2016, PMEdizioni, e l'immagine che mi sono fatta di lei è quella di una donna volitiva e sicura di sé, consapevole e determinata nel portare avanti le battaglie in cui crede.


Tra queste, sicuramente, quella perché i diritti delle donne in tutto il mondo vengano riconosciuti e rispettati, a cominciare proprio dalle donne stesse, spesso incapaci di accorgersi del proprio valore.
Nelle dodici storie narrate nel libro c'è un filo rosso che, come la sciarpa di lana mohair del primo racconto, unisce le vite delle protagoniste: il riscatto da un'esistenza grigia, vuota e mai veramente scelta, anche quando lo sfondo su cui viene proiettata sembra “un nido di piume morbide e calde”, ma è, in realtà, una gabbia dorata.
Le dodici  protagoniste, per vie diverse, giungono a una sorta di catarsi e di liberazione che le affranca da una schiavitù spesso solo psicologica, anche se il prezzo da pagare è quasi sempre la solitudine. In questo libro gli uomini sono, tranne in un caso, l'ostacolo, il carceriere, l'inciampo che impedisce il volo verso la scoperta di sé delle protagoniste, accomunate, invece, da una grande forza d'animo, da un coraggio non comune, che permette loro di lottare contro tradizioni, consuetudini e pregiudizi enormemente più grandi di loro.
Lo stile di Tiziana, piano, lineare e senza inutili involuzioni, scorre veloce tra le dodici storie, portando il lettore ai quattro angoli del mondo in poche ore, senza fretta, ma con un ritmo ben scandito, e la sua voce fa capolino in ognuna di esse, nell'orgoglio delle protagoniste di avercela fatta e di essere, finalmente, sé stesse.

link all'acquisto  http://www.pmedizioni.it/prodotto/come-le-donne/
https://www.amazon.it/Come-donne-Storie-vere-donne/dp/8899565287/ref=sr_1_4?s=books&ie=UTF8&qid=1478266796&sr=1-4



mercoledì 6 gennaio 2016

Intervista a Tiziana Viganò - di Stefania Romito (dal Blog Ophelia's friends)

https://stefaniaromito67.wordpress.com/intervista-a-tiziana-vigano/
Questa pubblicazione è di proprietà del Blog Ophelia’s friends, ne è vietata ogni riproduzione senza l’autorizzazione del titolare romisghostwriter@gmail.com

S.R. - Oggi ho il grande piacere di intervistare una persona davvero straordinaria che ammiro tantissimo! Sono onorata di avere nel mio gruppo Tiziana Viganò, una vera professionista della scrittura, una persona poliedrica dai mille interessi, molto attiva anche nel volontariato sociale a favore delle donne. 
Andiamo a conoscerla meglio.
Tiziana, innanzitutto ti ringrazio di cuore per aver accettato di rilasciarci questa intervista. Sei una giornalista e una scrittrice impegnata. Hai lavorato per parecchi anni come redattrice e iconografa presso Garzanti Editore. Successivamente hai approfondito altri interessi lavorando nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale. Prima di parlare della tua attività come scrittrice, mi interessava sapere qualcosa di più riguardo la tua attività di “Counselor”. Ci vuoi spiegare in che cosa consiste e principalmente dove l’hai svolta?

mercoledì 25 novembre 2015

“Il complesso di Ismene”: opera teatrale di Adele Falbo. Una donna dalla sottomissione all'assertività.










recensione di Tiziana Viganò



Attrici della compagnia PACTA dei Teatri: Annig Raimondi, Carmen Chimienti, Giada Balestrini, Federica Toti
domenica 22 novembre alle ore 21  per la Rassegna Off di ScenAperta - in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne 2015 - al Monastero degli Olivetani di Nerviano.
Le rappresentazioni proseguono a Morbegno il 24 novembre e in marzo riprenderanno a Milano.



L’ombra dell’Animus sovrasta la figura minuta e fragile  di Ismene: la sua parte maschile, interiore, è sacrificata da una cultura che privilegia il maschile esterno in tutti i sensi, l’uomo e la sua aggressività, anche quella violenta.
“Io vorrei, ma non posso” oppormi alla legge degli uomini, dice, la cultura dominante non glielo permette. La sorella Antigone è il suo opposto: l’eroina ribelle, capace di opporsi a una legge inumana e immorale, sacrifica la sua vita pur di non tradire i suoi ideali. La sua forza, non cede, seppellisce il fratello e accetta la muore. Tutti e tutte siamo con lei, è lei che suscita la nostra simpatia e ammirazione.
Disprezziamo Ismene che non trova il coraggio, che subisce e si sottomette, che si svaluta e che non ha fiducia in se stessa. La sua parte Ombra, il lato oscuro, la scuote, la mette a confronto con i suoi contenuti inconsci inaccettabili; la sua parte Petra, la pietra, il Sé, le fa riscoprire il suo mondo interiore profondo, la sua parte unica e indivisibile. La madre le dice con tristezza:

martedì 24 novembre 2015

Stalking e femminicidio, cosa dice la normativa di Tamara Marcelli

questo articolo importantissimo, che tutti, uomini e donne dovrebbero studiare a fondo, dà la possibilità di sapere e capire che i mezzi legislativi per combattere la violenza ci sono, e sono efficaci nella misura in cui vengano conosciuti e usati dai cittadini

tratto da

Con lo strumento della decretazione d’urgenza previsto dall’art. 77 della Costituzione in casi straordinari di necessità e urgenza, visto il preoccupante evolversi del fenomeno Femminicidio, il 14 agosto 2013 il governo Italiano ha prodotto il DL 93/2013 convertito in Legge dello Stato nr. 119/2013 il 15 ottobre successivo. Il Presidente della Repubblica ritenne che:

“il susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno di donne e il conseguente allarme sociale che ne è derivato rendono necessari interventi urgenti volti a inasprire, per finalità dissuasive, il trattamento punitivo degli autori di tali fatti, introducendo, in determinati casi, misure di prevenzione finalizzate alla anticipata tutela delle donne e di ogni vittima di violenza domestica.”

Il 27 giugno 2013, l’Italia con la Legge nr. 77/2013 aveva ratificato la famosa Convenzione di Istanbul, "Convenzione sulla prevenzione della violenza contro le donne e la lotta contro la violenza domestica" sottoscritta dai membri del Consiglio d'Europa il 15 maggio 2011.
Già nel 2009 il Governo aveva posto le basi per una decisiva modifica del codice penale. Possiamo individuare il primo importante passo verso la reale considerazione del problema Femminicidio   da parte del Legislatore, nel Decreto Legge nr. 11/2009 denominato “Decreto Sicurezza” del 23 febbraio 2009 convertito il 23 aprile nella Legge nr. 38/2009, erano state inserite alcune importanti novità degne di nota, tra cui l’introduzione di una specifica previsione normativa: reato di atti persecutori” comunemente detto Stalking. Inoltre venivano introdotte: obbligatorietà custodia cautelare in carcere per coloro che si rendono responsabili dei delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, prostituzione minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale di gruppo; l’arresto obbligatorio in flagranza per reati di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, con rito direttissimo; gratuito apatrocinio a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale.