una chiacchierata con Alessandra de Micheli del blog "Les fleurs du mal"
per "Ombre e misteri tra i boschi"
per ascoltarla clicca sul link alla pagina facebook
https://www.facebook.com/share/v/18U5UZ52Dr/
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Per ascoltare l'intervista clicca il link, potrai ascoltare su Spotify
https://open.spotify.com/episode/0ofYKqVvWUCsk32ln4HD3V?si=YXqDiNOGT0O6CEofU6R07w
Laureata in Lettere
moderne, ha insegnato letteratura italiana e storia alle superiori
e, come giornalista pubblicista, ha collaborato col mensile
Tuttoturismo, tenuto per anni rubriche culturali in alcuni
settimanali locali, L’Abbiatense, L’Altomilanese, Città Oggi
e
scritto articoli di turismo per i quotidiani Il Giorno e Il Giornale.
Attualmente collabora con Alessandria
Today Italia News Media,
Ticinonotizie,
Kukaosmagazine
Negli
anni ha partecipato a vari concorsi letterari piazzandosi spesso tra
i segnalati e i premiati.
Ha pubblicato: “Il carnevale dei misteri” Ennepilibri, 2006 suo romanzo d’esordio.Per i tipi de La Vita Felice: “Il Duca e il cortigiano - Imprese d’arme e d’amore 2015; “A bon droit - Il piacere della vendetta” 2017; “Sofonisba - La turbinosa giovinezza di una pittrice” 2020; “Sofonisba alla corte del re - Intrigo spagnolo” 2021; “Sofonisba torna in Italia - Amori, discordie, ribellioni e successi di una matura artista manierista”, 2023; “Folgóre da San Gimignano – Historia di un di un poeta cavaliere, 2024.
La tua approfondita conoscenza della letteratura e della storia ti ha portato a scrivere e scegliere proprio il romanzo storico?
Mi piacciono le opere letterarie datate e mi piace la storia perché quello che noi siamo oggi è la conseguenza delle scelte fatte da quelli venuti prima di noi, e questo è stato un buon motivo per cimentarmi in quello che viene definito un genere difficile; ma si sa che quando le cose piacciono si trovano meno difficili di quello che appaiono.
Quando scrivi i tuoi romanzi ambientati in un passato così lontano come ti muovi per le ricerche sugli ambienti, sulla vita quotidiana, sui letterati, sui nobili e sul popolo? Come riesci a immaginarli?
Prima di mettermi al computer leggo tutto quello che trovo sul personaggio, faccio tesoro delle mie conoscenze storiche acquisite nell’arco degli anni e che continuo a rinverdire con la lettura di nuovi saggi, mi documento sui fatti veramente accaduti quando è vissuto il protagonista, quindi politica, eventi bellici, contemporanei con cui è venuto in contatto e, naturalmente, usi e costumi del periodo, perché la storia deve risultare vera come quella che noi oggi viviamo nel XXI secolo. A questo proposito il lavoro certosino riguarda altresì i luoghi, città e campagne che amo descrivere per mostrare il mondo di allora, in gran parte scomparso ma ricostruibile.
La storia d’amore di una giovane coppia di irlandesi realmente esistiti, Mary Mullin e Denis Lennon, periti nel drammatico affondamento del Titanic, s’intreccia cento anni dopo con quella di una trentottenne italiana.
Due storie di un amore profondo nato in maniera travolgente. Qualcosa che va ben oltre il mero colpo di fulmine; forse due storie che il fato aveva già scritto per loro e a cui era impossibile sottrarsi.
Tiziana Viganò ne “L’onda lunga del Titanic” riesce a coniugare passato e presente con grande maestria senza creare alcuna frattura e dando forte continuità ad accadimenti così lontani nel tempo.La storia d’amore di una giovane coppia di irlandesi realmente esistiti, Mary Mullin e Denis Lennon, periti nel drammatico affondamento del Titanic, s’intreccia cento anni dopo con quella di una trentottenne italiana.
Sullo sfondo, ma forse sarebbe più corretto dire come coprotagonista, il Lago di Como, qui dipinto quasi come un luogo incantato che riesce a magnetizzare non solo Clara, ma anche il lettore.
La bravura di Tiziana Viganò sta anche nell’aver saputo descrivere la drammaticità del destino che ha colpito Mary e il suo compagno Denis, non come storia triste, ma come un manifesto dell’amore universale, pervaso solo da una sottile vena di malinconia
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| Il lago di Como all'intersezione dei due rami, con la punta di Bellagio a sinistra e il castello di Vezio in primo piano |
BookCity Milano presenta
IL GIALLO È SERVITO
Il 18 novembre dalle 17:00 alle 19:00 alla Antica Trattoria Salutati di Milano
Una serata
all’insegna del romanzo noir d’autore è quella organizzata presso l’Antica
Trattoria Salutati di Milano, all’interno della rassegna dedicata al
libro e alla lettura (giunta alla sua decima edizione) promossa
dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che vedrà coinvolta tutta
la città dal 16 al 22 novembre.
Sette scrittori (quattro autrici e tre autori) di noti romanzi noir, tutti appartenenti alla scuderia Fratelli Frilli Editori, saranno presenti il 18 novembre dalle ore 17:00 alle ore 19:00 all’Antica Trattoria Salutati in via Coluccio Salutati, 15 per un evento esclusivo in cui gli autori presenteranno il loro ultimo romanzo. L’occasione sarà ghiotta per vivere delle emozioni noir in diretta e, accompagnato da un calice di vino, gustare un assaggio di ottimo risotto…naturalmente giallo!
Gli scrittori protagonisti dell’evento e le loro opere:
·
Garzaia della Roggia Torbida, Ezio
Gavazzeni
·
Giallo al Cimitero Maggiore, Paola
Varalli
·
La Verità è nel Principio, Carla De
Bernardi
·
La villa dei cadaveri, Luisa Ferrari
·
Milano sotto tiro, Matteo Speroni
·
Morte a Porta Venezia, Mauro Biagini
·
Ti verrò a trovare in sogno, Roberta
Spadotto
Per
partecipare all’evento è necessario accreditarsi inviando una mail a press2@ardechecomunicazione.com
La
partecipazione a tutti gli appuntamenti di BookCity è gratuita
con prenotazione obbligatoria. L'accesso sarà possibile solo con Certificazione
Verde COVID 19 (denominata Green Pass) valida. Sarà necessario indossare
correttamente la mascherina per tutta la durata degli eventi.
intervista di Tiziana Viganò già pubblicata su MilanoNera
La pioggia incessante che cade su Parma non riesce a lavare il male, neppure la nebbia che può velarlo, o rivelarlo. Forse la piena del Po riuscirà dove l’acqua del cielo non è riuscita, o forse no, metterà allo scoperto segreti che ha nascosto nel suo greto di sabbie e d’argille. Il commissario Soneri risente dell’atmosfera autunnale, lenta e triste, forse perché gli ricorda l’autunno della sua vita, che solo si ravviva grazie all’energia positiva dell’eterna fidanzata Angela, al calore dell’eccellente cibo emiliano e del vino delle colline parmensi. E’ malinconico, pessimista come sempre, ma è ostinato e non molla l’indagine che ha per le mani, sente il dovere morale di dare un nome a un morto che giace all’obitorio da tre anni. Un invisibile, uno che già in vita non aveva il diritto di essere riconosciuto. Ma scoperchierà un vaso di vermi, di peccati e di crimini scavando a mani nude nell’acqua torbida del fiume.
Romanzi d’atmosfera i suoi, di grande narrativa: la filosofia dell’esistenza percorre le pagine, con i temi della memoria e della storia passata, della sofferenza, del dolore di vivere.
Seguo una strada forse impervia, quella che vuole fondere il romanzo d’inchiesta, dunque apparentemente un giallo classico, con l’approfondimento di un tema sociale. Tutto ciò richiede uno spessore psicologico nei personaggi, in primo luogo di quello seriale, Soneri, una scrittura il più possibile letteraria e un’atmosfera che rappresenti il colore di fondo della storia.
Soneri è un uomo lucido, razionale, ostinato nel suo ricercare verità e giustizia, contro tutto e tutti, anche quando sembra combattere come Don Chisciotte, seguendo fili di indizi labili o quasi invisibili…
Gabriella Raimondi scrive storie che
raccontano di donne alla ricerca di se stesse in un altrove lontano.


Ho letto d’un fiato “Il cadavere nella palude” e prima ancora di
finirlo ho deciso che avrei comprato subito il libro precedente, “Dieci piccoli
indizi”. Detto e fatto! Sono rimasta affascinata dai due protagonisti e dal
modo in cui penetri nella loro anima, condividendone emozioni e
sofferenze. Mi parli di Nikki Galena e Joseph Easter?