Due fratelli che vogliono celebrare la vita e un
segreto che brucia in mezzo al loro.
In libreria a partire dal 7 luglio
Salani editore
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Due fratelli che vogliono celebrare la vita e un
segreto che brucia in mezzo al loro.
In libreria a partire dal 7 luglio
Salani editore
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Una
donna tenuta in ostaggio.
IL LIBRO
Tre uomini, una donna e un bottino da trenta milioni di euro nel bagagliaio dell'auto. Il colpo alla gioielleria di place Vendôme doveva essere pulito, impeccabile. Ma qualcosa è andato storto: una sparatoria, una passante uccisa, un poliziotto a terra. E ora, niente è più sotto controllo. Braccati dalla polizia, Raphaël e la sua banda fuggono a tutta velocità verso sud, rinunciando al nascondiglio sicuro preparato da mesi. Con loro c'è Will, il fratello minore di Raphaël, gravemente ferito da un proiettile: senza un intervento rapido, morirà dissanguato. La salvezza sembra arrivare sotto forma di Sandra Thuillier, una veterinaria che vive isolata in una fattoria nel cuore della campagna francese.
La
“serie del Contino” di Giancarlo De Cataldo è una delle
più piacevoli degli ultimi anni.
Il suo dialetto, parlato soprattutto dalla ispettrice Cianchetti fa sorridere come sempre, il gergo è diretto, colorito e verace: la sua interpretazione di “Così fan tutte” di Mozart, cui ha assistito coinvolta alla cultura dal contino è esilarante. Deborah sottolinea il contrasto con Manrico Spinori, il PM nobile che emerge con la raffinatezza, il parlato colto, i modi diplomatici e garbati. Deliziose le figure della madre, aristocratica decaduta senza un soldo affetta da ludopatia e il compito maggiordomo Camillo, sempre presente; validissima la squadra di poliziotte al servizio platonico del PM sciupafemmine.
In questo giallo de Cataldo non perde occasione lanciare strali sarcastici contro i media e i social che prendono di mira i magistrati, pronti a scavalcare la giustizia per uno scoop che attiri l'attenzione delle masse. Oppure pronti a negare la verità a fronte di un racconto falso ben riuscito.
Dato che l’argomento principale è l’arte contemporanea – il romanzo inizia con l’omicidio di una performer della Body art – De Cataldo, con la sua elegante, ma graffiante ironia, racconta gli eccessi di un’arte fatta non solo da geniali artisti, ma anche da ciarlatani che riescono a rifilare per milioni di euro autentiche schifezze o da veri pazzi che sacrificherebbero anche la vita per un attimo di notorietà.
Una bella differenza con l’opera preziosa di Luca Giordano, pittore barocco, che la contessa cerca di vendere con sotterfugio per guadagnare un po’ di quattrini. Questa volta però per una buona causa.
Manrico si arrovella sull’aspetto rituale di tutta la storia e questa volta le opere liriche non gli vengono in aiuto se non con un’illuminazione finale. Chi avrà commesso l’omicidio e ripreso il video?
Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda.
altre recensioni della serie del Contino
fuori serie
“Delitto in cornice”
di Giancarlo De Cataldo
genere: giallo
editore: Einaudi, 2026
pagine:231
Le atmosfere di Downton Abbey e i colpi di scena di Knives Out nel primo mystery dell’autore best seller del “New York Times” Ross Montgomery.
Un avvincente enigma letterario ambientato nei giorni che precedettero l’arrivo della cometa Halley, nel 1910.
Longanesi
Pagine: 335
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Cornovaglia, 1910. Su una remota isola soggetta alle maree, il visconte di Tithe Hall è immerso nei frenetici preparativi per l'apocalisse che, secondo lui, e gran parte della spaventata popolazione britannica, accompagnerà il passaggio della cometa di Halley. La tenuta deve essere sigillata da cima a fondo: ogni finestra, camino e serratura devono essere chiusi prima che cali la notte. Ma il pomposo e disonesto visconte non ha tenuto conto di un pericolo ben più vicino: quello nascosto all’interno della casa. Il mattino seguente viene trovato morto nel suo studio sigillato, ucciso dalla sua stessa balestra ancestrale.
Un’indagine che si presenta intricata fin dall’inizio finisce per ribaltarsi
Ho finito di leggere con interesse, come tutti i precedenti, l’undicesimo libro della Cassar Scalia che ha protagonista Vanina Guarrasi, anche se negli ultimi ho dovuto constatare un calo di grinta creativa a fronte dei primi otto, che trovavo entusiasmanti: le indagini sono sempre interessanti, ma le storie dei personaggi e della protagonista sembrano attorcigliarsi sempre sulle stesse questioni, che diventano piuttosto ripetitive per il lettore affezionato che ha letto tutta la serie. Non dico che manchino i colpi di scena, ma la scrittrice riassume ogni volta le vicende precedenti di Vanina e degli altri: un déjà vu un po’ superfluo. Sensazione che non ha certamente chi ha letto pochi libri della serie, anzi lo avvantaggia perché ogni romanzo si può leggere indipendentemente dalla cronologia.
Nonostante questo appunto ho letto il romanzo d’un fiato e con piacere, godendomi sempre la compagnia dei simpatici personaggi e dell’atmosfera di Catania che adoro.
Víctor del Árbol
LE BUONE INTENZIONI
ELLIOT EDIZIONI - Collana Scatti - pp. 384
Traduzione di Pierpaolo Marchetti
Dopo anni di apparente pace, il sicario senza nome è costretto a tornare in azione per chiudere definitivamente i conti con il proprio passato. Accanto a lui – e contro di lui – si muove Clara Fité, giornalista decisa a portare avanti un’inchiesta su un oscuro caso di bambini scomparsi negli anni Novanta. Un quaderno rubato, pieno di annotazioni criptiche, lega il destino di Clara a quello del sicario e scatena una spirale di violenza che coinvolge criminalità organizzata, speculazione immobiliare, criptovalute, segreti di Stato e Chiesa. Tra Barcellona e un luogo simbolico chiamato “La Montagna”, passato e presente si intrecciano in una corsa senza via di fuga.
Rispetto alle altre serie, quella dei Bastardi si è sempre prestata, per la sua coralità, alla presenza di tanti personaggi: a volte l’autore ha fissato l’attenzione su uno di loro, assurgendolo al ruolo principale, altre volte ha prevalso la squadra intera. Ma in questo romanzo ognuno di loro è diventato protagonista: l’indagine è diventata un filo rosso che li lega, senza mai prevalere su quello che accade a ognuno nella complessa vita privata, ma soprattutto nella loro anima tormentata da tanti problemi, in particolare adesso in quello del rapporto fondamentale con i propri figli.
Sembra che, con questo nuovo splendido libro, Maurizio de Giovanni ci metta davanti a una svolta narrativa perché – almeno così mi pare - per la prima volta nei suoi romanzi dia una netta prevalenza alla storia dei suoi personaggi, mettendo in secondo piano la trama poliziesca.
Con l’empatia, la finezza e la profondità nell’analisi dei sentimenti che lo contraddistinguono, la sua prosa lirica dal lessico ricco e rotondo, De Giovanni parla d’amore – sempre al centro della sua narrazione – ma anche della paura della perdita, del distacco, del senso di colpa, del desiderio, della rivincita che il rapporto genitore-figli può portare con sé.
Così il tredicesimo libro della serie dei Bastardi di Pizzofalcone non può essere incasellato nel genere giallo, bensì in quello di narrativa italiana contemporanea. Definire Maurizio de Giovanni “giallista” è proprio limitante.
Giuseppe Lojacono è alle prese con un grande dolore di Marinella, figlia nel pieno dell’adolescenza e dei suoi problemi: ha paura di perderla, cerca di comunicare con lei.
Ottavia Calabrese è una madre al limite del crollo, combattuta tra il desiderio di abbandonare il figlio autistico che la intrappola col senso di colpa e quello di una nuova vita con Palma che ama.
Luigi Palma sogna una vita con Ottavia, ma nell’impossibilità di uscire dalla situazione senza via d'uscita pensa di evaderne, soffrendo atrocemente.
Elsa Martini ha capito che la figlia Vicky ora conosce suo padre e lo frequenta, ma non sa come affrontare questo segreto nascosto per tanti anni
UN’APPASSIONANTE TRAMA
TRA
DIPINTI DA SALVARE, OMICIDI IRRISOLTI
E GRANDI ARTISTI IN FUGA DAL NAZISMO
Tra spie e
controspie, alberghi di lusso e fumosi caffè, omicidi e tradimenti,
si dipanano storie di vendetta e salvezza nella Lisbona degli anni
Quaranta.
Nella
primavera del 1940, la Germania nazista invade la Francia. Darius
Milhaud, musicista ebreo, fugge dalla Provenza con moglie e
figlio a bordo
di una piccola Fiat. Anche la baronessa Marianne Goldschmidt-Rotschild
parte con i figli e un carico di preziosi dipinti, inseguita dai
tedeschi e dalla polizia fascista italiana. Intanto, il maresciallo
belga Bertholet Flemal è in viaggio con la volontà di risolvere un omicidio di
dodici anni prima legato a un ritratto misterioso. Sono tutti diretti a
Lisbona, l’unica città a offrire una via di fuga dall’Europa, divenuta crocevia
di traffici e personaggi di ogni genere – intellettuali, artisti, perseguitati
politici, cittadini comuni, spie, affaristi senza scrupoli, malavita – su cui
domina la polizia segreta di Salazar.
una chiacchierata con Alessandra de Micheli del blog "Les fleurs du mal"
per "Ombre e misteri tra i boschi"
per ascoltarla clicca sul link alla pagina facebook
https://www.facebook.com/share/v/18U5UZ52Dr/
Per ascoltare l'intervista clicca il link, potrai ascoltare su Spotify
https://open.spotify.com/episode/0ofYKqVvWUCsk32ln4HD3V?si=YXqDiNOGT0O6CEofU6R07w
Dopo Natura morta (Still life, 2005 – Einaudi, 2022), La grazia dell'inverno (A Fatal Grace, 2007 - Einaudi 2023), Il più crudele dei mesi (The Cruelest Month, 2008 - Einaudi, 2024), il quarto titolo, in ordine di tempo (“The brutal telling”, 2009), della serie del commissario Gamache e del villaggio canadese di Three Pines, “Rivelazione”, è ora pubblicato da Einaudi, come tanti altri titoli della bellissima serie che conta finora quattordici romanzi.
“Rivelazione” è un romanzo intenso, con una narrazione ricca nel lessico – complimenti alle traduttrici - e nei dettagli degli ambienti, che hanno un ruolo importante, ma soprattutto nei personaggi, nelle loro emozioni, nei loro caratteri.
Chi segue le mie recensioni sa che, secondo me, Louise Penny è una delle migliori scrittrici di romanzi gialli, con le sue narrazioni complesse, profonde, a tutto tondo, che elevano i suoi libri oltre il genere, a narrativa di alto livello.
Tutti ruotano attorno ad Armand Gamache, una delle figure più affascinanti tra i detective. Un uomo di alto spessore, razionale e intuitivo, di grandi capacità professionali, sempre calmo e pacato, padrone di sé, con relazioni interpersonali ottime e con la sua intelligenza creativa ed emotiva che scava nelle persone comprendendole a fondo e scoprendo, anche dai minimi particolari, il loro mondo interiore.
Oliver Brulé, personaggio fisso della serie, proprietario del pittoresco bistrot di Three Pines ha un amico segreto, che visita solo in piena notte, ogni quindici giorni, nella sua capanna di tronchi in mezzo alla foresta del Quebéc. Il vecchio, l’Eremita, nasconde molti misteri, e racconta a Oliver storie fantastiche di altri tempi, forse miti, forse verità.
“La terribile forza ha distrutto tutto ciò che incontrava. Il Vecchio mondo e il Nuovo. Non è rimasto più nulla. Tranne…”
“Il Caos incombe, vecchio mio, e niente potrà fermarlo. Ha viaggiato a lungo, ma è arrivato”.
Torna in libreria il maestro francese della suspence, Maxime Chattam, un autore da oltre 25.000 copie vendute in Italia. Una fattoria nel New England circondata dai boschi e avvolta da inquietanti voci. Un’oasi di pace che si trasforma in incubo per una coppia e i suoi figli. «Le sue storie trasudano terrore pagina dopo pagina, esplorano magistralmente il Male e le nostre paure più profonde» (CORRIERE DELLA SERA).
IL LIBRO
A Mahingan Falls, i coniugi Spencer credono di aver trovato il luogo perfetto per ricominciare. Olivia è un volto noto della televisione, Tom un autore teatrale scottato da un recente insuccesso. Stanchi del caos di New York, hanno mollato tutto e si sono trasferiti in una remota fattoria del New England immersa nella natura. Il rifugio ideale dove crescere i loro figli e ritrovare il giusto ritmo. O almeno così pensano. La quiete sembra spezzarsi una notte, quando Olivia, mentre il resto della famiglia dorme, sente un rumore provenire dal corridoio: forse un pianto lontano, o un gemito soffocato. Quando si alza per controllare non trova nessuno, eppure si sente osservata, come se nel buio della casa ci fosse qualcun altro. E non è l’unico strano evento che avviene in città: incidenti, scomparse e morti inspiegabili si susseguono come brutti scherzi di un destino che improvvisamente pare aver preso di mira Mahingan Falls.
Parlano di Ombre e misteri tra i boschi:
segnalazioni sul web da gennaio 2026 a marzo 2026
https://www.notesmagazine.org/tiziana-vigano-ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valgana/
https://www.zarabaza.it/2026/02/09/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.politicamentecorretto.com/category/libri-editoria/
https://www.mychance.it/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.mychance.it/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.cipriamagazine.it/2026/02/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://alessandria.today/2026/02/25/due-chiacchiere-con-la-giallista-tiziana-vigano/
https://ticinonotizie.it/due-chiacchiere-con-la-scrittrice-tiziana-vigano/
Recensione di Barbara Anderson per il blog "Les fleurs di mal"
La bellezza dei boschi in autunno è qualcosa che conosco bene, vivendo in Irlanda, terra di smeraldo che fluttua sull’oceano con i suoi boschi immensi. Le foglie che cambiano colore, il giallo che sfuma nell’arancio, quell’odore di terra umida che ti resta addosso anche dopo essere tornata a casa. Cammino spesso nei boschi vicino casa, in silenzio. Mi piace il rumore delle foglie sotto le scarpe, quel suono secco che accompagna i pensieri. L’autunno è la mia stagione preferita. Non mi è mai sembrato una stagione che muore, ma un tempo che riflette e si prepara alla rinascita.
Quando ho iniziato questo romanzo ho sentito subito qualcosa di familiare. Quell’autunno che avvolge il paese, il passo lento, incerto ma attento, di una donna anziana che non si lascia spegnere dal tempo né dalla routine. Una donna che osserva, ascolta, registra. Che passeggia con i suoi cani, uno nel passeggino e due al guinzaglio, e che potrebbe sembrare solo una figura tenera, nostalgica, quasi ai margini della scena. E invece no. Lei è intuito, è genio, è desiderio di capire.
Mi ha colpita molto la scelta narrativa di dare centralità a due protagonisti anziani. Non come memoria nostalgica del passato, ma proprio come energia viva. Come se l’età non fosse un limite ma piuttosto uno sguardo più profondo sulle cose. L’amicizia tra questa signora e Carlo è la parte più tenera e, in certi momenti, anche la più divertente del romanzo. La loro è un’amicizia antica, fatta di complicità, rispetto, stima reciproca. Due persone che hanno attraversato la vita e le sue difficoltà, ognuna con le proprie ferite, ma con un legame saldo.
Carlo, industriale in pensione e appassionato pescatore, è lì, silenzioso e solido come un’ancora alla sua nave; lei invece è curiosa, vivace, instancabile, con quel sogno quasi segreto di scrivere un noir. Mi è piaciuto molto vedere come la loro curiosità diventi spinta narrativa. È profondamente umano non accontentarsi delle versioni ufficiali delle cose che accadono intorno a noi.
Ed è proprio qui che arriva uno degli aspetti che ho apprezzato di più: le indagini parallele. Da una parte la polizia, con le sue procedure, la raccolta delle prove. Dall’altra lei, loro, con un’indagine fatta di attenzione, osservazione, intuizione, di informazioni raccolte nei luoghi della quotidianità, tra pettegolezzi, silenzi e sospetti. Non è una gara tra il metodo ufficiale e quello ufficioso. Sono due modi diversi di cercare la verità, perché la verità non sempre si lascia afferrare solo dalle procedure; a volte si nasconde nei dettagli, apparentemente semplici e banali ma fortemente complessi.
Ma oltre a questa coppia così atipica e affiatata, che rende il ritmo del romanzo un cozy crime, il romanzo tocca anche una parte oscura e dolorosa: il tema dello sfruttamento delle ragazze, dei festini nascosti dietro facciate rispettabili, del potere che usa, sfrutta e abbandona. Questa parte mi ha fatto riflettere molto. Mi ha fatto pensare a quanto siano vulnerabili certe giovani vite, soprattutto in paesi rurali dove le opportunità sembrano poche, dove i sogni sono grandi ma le strade per raggiungerli sono strette e tortuose. Dove a volte si scende a compromessi pensando di trovare una scorciatoia, e quella scorciatoia si trasforma in una trappola.
“Settantadue lei e settantotto lui, uno scricciolo tutto pepe lei, un omone grande e grosso lui. Erano amici da sempre e, anche se le loro storie di vita li avevano divisi in gioventù, avevano sempre provato una tenerezza e un'intimità più vicine all'amore che all'amicizia.”
Accomunati da un'innata curiosità e da una tenacia non comune, i due anziani investigatori dilettanti sono facilitati dall'amicizia con il maresciallo Daverio che talvolta li rimprovera, ma poi accetta ben volentieri gli indizi che Rosanna e Carlo riescono a trovare con bravura.
La Valganna è un paradiso, ma si sa che anche nell'Eden ci sono stati dei delitti e non è strano che una zona turistica sia teatro di fatti criminosi come quelli su cui indagano i due amanti dei gialli.
“Quella bellissima valle era ideale per concedersi pause di relax, pescando sui laghi o camminando tra i boschi, frequentando ristoranti e trattorie con gli amici.”
“Il bosco era magnifico, di un verde che cominciava a sfumare nel giallo sugli alberi, marrone con la luce che filtrava tra i rami, un silenzio rotto solo dallo scrocchiare delle foglie secche.”
Nella coppia l'elemento dinamico e volitivo è Rosanna, che “era stata un'insegnante di lettere e filosofia, si era sposata ed era rimasta vedova, senza figli” Carlo invece, “proprietario di una piccola industria tessile, anche lui si era sposato, ma la moglie se n'era andata subito dopo aver partorito, lasciando un neonato in braccio a un marito che si era immerso nel lavoro...”
“Carlo, dopo una vita di lavoro impegnativo, era impigrito e ingrassato non poco: data la sua passione per i gialli e il cibo calzava a pennello la figura dell'armchair detective, come gli inglesi definiscono il detective in poltrona, un classico fin dai primi gialli dell'Ottocento. Anzi, ormai assomigliava a Nero Wolfe, grasso scansafatiche e ghiottone.”
I due però non si limitano a stare a casa aspettando le notizie ma si attivano con tutte le astuzie, sfruttando le amicizie, la loro capacità di leggere e interpretare le atmosfere paesane e il loro talento di analizzare i fatti o, volendo essere meno diplomatici, le loro doti di impiccioni.