di Tiziana Viganò
genere: noir, giallo
editore: Golem Edizioni
anno di pubblicazione: 2021
pagine: 201
Recensione di Salvatore Argiolas per "Il libro giallo"
Cosa lega le morti di diverse donne trovate disposte come famose opere d'arte e con dei fiori incongruamente posti sui luoghi dei crimini?
Per il capitano Adelio Rusconi e la sua squadra di detective, il caso delle Veneri è un vero rompicapo perché tanti indizi portano sempre a vicoli chiusi e a ipotesi investigative prive di riscontri oggettivi. Quando il caso rischia di far desistere gli investigatori afflitti dalla sindrome del Burn-Out, in seguito a tanta violenza che non riescono a fermare, un dettaglio porta ad una conclusione sconcertante e immensamente dolorosa.
I femminicidi in particolare: "come se l'energia dell'amore che è propulsiva, diretta in avanti, si blocchi e deflagri, o come quando una ferita, e ed è facile ferirsi in un rapporto, s'infetta e il pus dilaga in tutto il corpo: ben presto si muore."
"Odio e amore, tortura perenne, diceva Ovidio. Troppe donne credono che l'uomo violento le ami e lo amano, anche di fronte all'ultima violenza, quella fatale."
Tiziana Viganò intreccia suggestioni artistiche e riferimenti culturali di grande livello in una trama serrata che pone in evidenza quanto ogni comportamento, volutamente violento oppure soltanto offensivo abbia conseguenze che si perpetuano e si moltiplicano nel tempo.
Thriller di grande densità e attualità "Quando il delitto è arte" è frutto di tanti studi sulla psicologia e sulla "psicopatologia della vita quotidiana" e rappresenta in modo plastico il nostro presente malato dove
"L'aggressività di troppe persone, anche di quelle che consideriamo "normali" è arrivata a livelli così alti che le spinge a far del male solo per il gusto di vedere la reazione che suscita o per il puro piacere di provocare dolore: può essere fisica o psicologica, ma la violenza e l'indifferenza nel nostro mondo sale a livelli sempre più allarmanti."
A queste illuminanti parole di Tiziana, aggiungerei anche la diseducazione sentimentale che ormai impedisce a tante persone di vivere un'esistenza serena e li pone a non capire che ogni azione dev'essere responsabile e comporta delle conseguenze, il che accade sempre più di rado.
Il capitano Adelio Rusconi ha bisogno di staccare la mente da quel caso così difficile: qui si parla di Legnano e della sua casa, del suo metodo per distrarsi dal lavoro, del suo tallone d'Achille
La trama del libro
Un killer diabolicamente intelligente è il protagonista di questo romanzo noir, costruito attorno alla sua storia psicologica e alla sua tragica escalation di follia. Parallela a questa vicenda corre l’indagine del capitano dei carabinieri di Legnano, Adelio Rusconi.
Invano cerca di prevenire e ostacolare i delitti che il killer continua a compiere, lasciando soltanto pochi labili indizi, a volte disposti ad arte, a fronte di plateali Performance, opere che vorrebbero costituire nuove forme artistiche partendo da famosi dipinti, sculture e installazioni di artisti del passato o contemporanei. Ma nelle sue mani sono corpi morti, uccisi con raffinata abilità.
Rusconi e la sua squadra girano a vuoto, finché una pista solida emerge dal passato, la relazione la le vittime legate a un cold case che anni prima aveva visto coinvolta la dottoressa Greta Hofer, patologa dell’ospedale.
Sotto questa incredibile pressione, Rusconi mette in discussione se stesso e il suo lavoro, continuando a chiedersi qual è il confine tra vittima e carnefice, qual è il limite oltre il quale si capovolge il rapporto, chi è davvero colpevole quando storie di violenze e di abusi nell’infanzia segnano nel profondo, senza rimedio, per sempre.
La rincorsa sarà lunga, la preda fugge ma il cacciatore, con denti da Rottweiler, non molla mai. Solo dopo uno sprint finale mozzafiato le due storie si uniranno in una conclusione che chiuderà il cerchio di una vita tragica.
pagina 101 e seguenti
La casa di Adelio non era lontana dalla caserma, nel centro cittadino: bastava attraversare la strada statale del Sempione, detta “il Sempione” e basta, che, insieme al fiume Olona, divide la parte più antica di Legnano da un borgo più recente, la contrada di Legnarello. Aveva acquistato un bilocale in una palazzina, con un balcone dove aveva messo una sedia a sdraio, in cui riusciva raramente a riposare, qualche albero nel giardino condominiale, le Grigne e il Resegone di Lecco sullo sfondo, giusto per non avere l’idea di trovarsi nell’hinterland di Milano: parva sed apta mihi, del resto single era e, probabilmente, single sarebbe rimasto.
Il capitano dei Carabinieri Adelio Rusconi, immalinconito e frustrato per una storia sentimentale ormai finita e privo di stimoli professionali, a quarantaquattro anni si trova a un punto morto della carriera. Che cosa può restituirgli la motivazione a occuparsi di crimini e a rinnovare le energie?
Un delitto, forse, ma non uno qualsiasi, un delitto
efferato, un mistero sconvolgente che ricalca uno schema preciso, quasi
maniacale.
Rusconi comprende di avere a che fare con un serial killer, che dispone le sue
vittime come le modelle ritratte da pittori famosi in alcuni quadri antichi e
sculture contemporanee. La bellezza delle vittime rende ancora più
inquietante l'indagine e turba il capitano e i suoi collaboratori.
Il killer semina messaggi di sfida e accompagna i
delitti con la presenza di fiori, il cui
linguaggio, una volta interpretato e collegato, fornisce una chiave di lettura
della vicenda al capitano, per ricostruire moventi e situazioni.
Inutile dire che il bravo investigatore, che si
avvale di una squadra di fedelissimi
ed efficienti sottoposti, riuscirà a dipanare l'intrecciata e complessa matassa
e a scoprire il colpevole, tuttavia il
finale a sorpresa lo lascerà con l'amaro in bocca.
Viene aiutato da una bella anatomopatologa della
quale in passato è stato innamorato e da una psicologa della quale potrebbe
innamorarsi. Ma la sofferenza che sfiora mentre indaga lo lascia di nuovo in
dubbio se continuare a lavorare a casi tanto inquietanti.
Ci congediamo da lui, perplesso, ma convinto che un viaggio e una vacanza lontano dal solito ambiente gli ridaranno la voglia di rimettersi in gioco, professionalmente e sentimentalmente.
Tiziana Viganò, l'autrice, conduce il lettore passo dopo passo nel
cuore dell'indagine e nella mente del capitano, così come in quella
dell'assassino. Utilizza un
linguaggio accessibile e quasi pittorico, in alcuni passaggi, che rende
gradevole la lettura, nonostante il peso emotivo delle tematiche che tocca e
approfondisce. Si sente la sensibilità e
la competenza di chi ben conosce le dinamiche psicologiche umane. Si percepisce
ugualmente la passione per l'arte e per i fiori. Rimaniamo con la curiosità
di conoscere nuove avventure del bel capitano Rusconi, che sicuramente troverà,
anche in vacanza, qualche mistero su cui indagare.