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domenica 16 ottobre 2022

Recensione di Salvatore Argiolas per "Quando il delitto è arte" di Tiziana Viganò

Recensione di Salvatore Argiolas per "Il libro giallo"


 "L'arte rende immortali" ma può anche causare tante morti se viene intesa in maniera distorta e malata.

Cosa lega le morti di diverse donne trovate disposte come famose opere d'arte e con dei fiori incongruamente posti sui luoghi dei crimini?

Per il capitano Adelio Rusconi e la sua squadra di detective, il caso delle Veneri è un vero rompicapo perché tanti indizi portano sempre a vicoli chiusi e a ipotesi investigative prive di riscontri oggettivi. Quando il caso rischia di far desistere gli investigatori afflitti dalla sindrome del Burn-Out, in seguito a tanta violenza che non riescono a fermare, un dettaglio porta ad una conclusione sconcertante e immensamente dolorosa.

 "Quando il delitto" è arte" è un giallo perché incentrato sull'indagine che cerca il colpevole di tanti delitti ma è principalmente un thriller psicologico di grande impatto che scandaglia con attenzione tante problematiche molto attuali come il bullismo, i femminicidi, la difficoltà di rapportarsi con gli altri ma soprattutto pone l'accento sulla pervasività e sulla contagiosità del male, fatto anche senza volerlo oppure sbadatamente. 

I femminicidi in particolare: "come se l'energia dell'amore che è propulsiva, diretta in avanti, si blocchi e deflagri, o come quando una ferita, e ed è facile ferirsi in un rapporto, s'infetta e il pus dilaga in tutto il corpo: ben presto si muore." 

"Odio e amore, tortura perenne, diceva Ovidio. Troppe donne credono che l'uomo violento le ami e lo amano, anche di fronte all'ultima violenza, quella fatale." 

Tiziana Viganò intreccia suggestioni artistiche e riferimenti culturali di grande livello in una trama serrata che pone in evidenza quanto ogni comportamento, volutamente violento oppure soltanto offensivo abbia conseguenze che si perpetuano e si moltiplicano nel tempo.

Thriller di grande densità e attualità "Quando il delitto è arte" è frutto di tanti studi sulla psicologia e sulla "psicopatologia della vita quotidiana" e rappresenta in modo plastico il nostro presente malato dove

 "L'aggressività di troppe persone, anche di quelle che consideriamo "normali" è arrivata a livelli così alti che le spinge a far del male solo per il gusto di vedere la reazione che suscita o per il puro piacere di provocare dolore: può essere fisica o psicologica, ma la violenza e l'indifferenza nel nostro mondo sale a livelli sempre più allarmanti." 

A queste illuminanti parole di Tiziana, aggiungerei anche la diseducazione sentimentale che ormai impedisce a tante persone di vivere un'esistenza serena e li pone a non capire che ogni azione dev'essere responsabile e comporta delle conseguenze, il che accade sempre più di rado.

venerdì 3 dicembre 2021

un brano da "Quando il delitto e arte"

 Ecco un brano tratto da 

"Quando il delitto è arte" 

di Tiziana Viganò 

 2021, Golem edizioni

Il capitano Adelio Rusconi ha bisogno di staccare la mente da quel caso così difficile: qui si parla di Legnano e della sua casa, del suo metodo per distrarsi dal lavoro, del suo tallone d'Achille 

La trama del libro

Un killer diabolicamente intelligente è il protagonista di questo romanzo noir, costruito attorno alla sua storia psicologica e alla sua tragica escalation di follia. Parallela a questa vicenda corre l’indagine del capitano dei carabinieri di Legnano, Adelio Rusconi.

Invano cerca di prevenire e ostacolare i delitti che il killer continua a compiere, lasciando soltanto pochi labili indizi, a volte disposti ad arte, a fronte di plateali Performance, opere che vorrebbero costituire nuove forme artistiche partendo da famosi dipinti, sculture e installazioni di artisti del passato o contemporaneiMa nelle sue mani sono corpi morti, uccisi con raffinata abilità.

Rusconi e la sua squadra girano a vuoto, finché una pista solida emerge dal passato, la relazione la le vittime legate a un cold case che anni prima aveva visto coinvolta la dottoressa Greta Hofer, patologa dell’ospedale.

Sotto questa incredibile pressione, Rusconi mette in discussione se stesso e il suo lavoro, continuando a chiedersi qual è il confine tra vittima e carnefice, qual è il limite oltre il quale si capovolge il rapporto, chi è davvero colpevole quando storie di violenze e di abusi nell’infanzia segnano nel profondo, senza rimedio, per sempre.

La rincorsa sarà lunga, la preda fugge ma il cacciatore, con denti da Rottweiler, non molla mai. Solo dopo uno sprint finale mozzafiato le due storie si uniranno in una conclusione che chiuderà il cerchio di una vita tragica.

pagina 101 e seguenti

La casa di Adelio non era lontana dalla caserma, nel centro cittadino: bastava attraversare la strada statale del Sempione, detta “il Sempione” e basta, che, insieme al fiume Olona, divide la parte più antica di Legnano da un borgo più recente, la contrada di Legnarello. Aveva acquistato un bilocale in una palazzina, con un balcone dove aveva messo una sedia a sdraio, in cui riusciva raramente a riposare, qualche albero nel giardino condominiale, le Grigne e il Resegone di Lecco sullo sfondo, giusto per non avere l’idea di trovarsi nell’hinterland di Milano: parva sed apta mihi, del resto single era e, probabilmente, single sarebbe rimasto.

mercoledì 3 novembre 2021

Recensione di Fiorenza Pistocchi per "Quando il delitto è arte" di Tiziana Viganò

 Il capitano dei Carabinieri Adelio Rusconi, immalinconito e frustrato per una storia sentimentale ormai finita e privo di stimoli professionali, a quarantaquattro anni si trova a un punto morto della carriera. Che cosa può restituirgli la motivazione a occuparsi di crimini e a rinnovare le energie?

Un delitto, forse, ma non uno qualsiasi, un delitto efferato, un mistero sconvolgente che ricalca uno schema preciso, quasi maniacale.

Rusconi comprende di avere a che fare con un serial killer, che dispone le sue vittime come le modelle ritratte da pittori famosi in alcuni quadri antichi e sculture contemporanee. La bellezza delle vittime rende ancora più inquietante l'indagine e turba il capitano e i suoi collaboratori.

Il killer semina messaggi di sfida e accompagna i delitti con la presenza di fiori, il cui linguaggio, una volta interpretato e collegato, fornisce una chiave di lettura della vicenda al capitano, per ricostruire moventi e situazioni.

Inutile dire che il bravo investigatore, che si avvale di una squadra di fedelissimi ed efficienti sottoposti, riuscirà a dipanare l'intrecciata e complessa matassa e a scoprire il colpevole, tuttavia il finale a sorpresa lo lascerà con l'amaro in bocca.

Viene aiutato da una bella anatomopatologa della quale in passato è stato innamorato e da una psicologa della quale potrebbe innamorarsi. Ma la sofferenza che sfiora mentre indaga lo lascia di nuovo in dubbio se continuare a lavorare a casi tanto inquietanti.

Ci congediamo da lui, perplesso, ma convinto che un viaggio e una vacanza lontano dal solito ambiente gli ridaranno la voglia di rimettersi in gioco, professionalmente e sentimentalmente.

Tiziana Viganò, l'autrice, conduce il lettore passo dopo passo nel cuore dell'indagine e nella mente del capitano, così come in quella dell'assassino. Utilizza un linguaggio accessibile e quasi pittorico, in alcuni passaggi, che rende gradevole la lettura, nonostante il peso emotivo delle tematiche che tocca e approfondisce. Si sente la sensibilità e la competenza di chi ben conosce le dinamiche psicologiche umane. Si percepisce ugualmente la passione per l'arte e per i fiori. Rimaniamo con la curiosità di conoscere nuove avventure del bel capitano Rusconi, che sicuramente troverà, anche in vacanza, qualche mistero su cui indagare.   

 Quando il delitto è arte di Tiziana Viganò

genere: noir, giallo
editore: Golem Edizioni, 2021
pagine: 201




venerdì 2 aprile 2021

"Quando il delitto è arte" intervista a Tiziana Viganò.

2 aprile 2021

Tra Legnano, Milano e la Svizzera una scia di sangue e di macabra arte

 Lo scorso febbraio è uscito “Quando il delitto è arte”, il nuovo libro di Tiziana Viganò. Eclettica autrice milanese, laureata in Lettere Moderne, redattrice e iconografa per molti anni presso Garzanti Editore, ha poi approfondito altri interessi e lavorato nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, studiando a fondo i rapporti tra mente e corpo.
Appassionata di cultura, arte e letteratura, scrive da sempre. Il lavoro sul campo l’ha portata a prestare una particolare attenzione alla psicologia e le ha fornito ispirazione per raccontare soprattutto storie vere, centrando in particolare figure femminili che emergono con le loro luci e ombre, nelle difficoltà e nel successo, nel dramma e nella rinascita.
Attiva nel volontariato sociale a favore delle donne, ha fatto esperienze e progetti per ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana a favore dei migranti: assieme al lavoro come Counselor (terapia di sostegno) e ai viaggi nel mondo, queste attività sono fonti inesauribili per le sue storie.
 
“Quando il delitto è arte”, la trama.
Sono passati tre anni dalle indagini di “Sinfonia nera in quattro tempi” e molto è cambiato nella vita del maresciallo, ora capitano, Adelio Rusconi: lo troviamo più serio e disincantato, ha perso entusiasmo nel suo lavoro e non riesce a liberarsi dalla frustrazione che il male, la violenza e il delitto dilaghino e vincano, nonostante l’impegno suo e delle forze dell’ordine. Anche la vita privata non è come l’aveva progettata, il ragazzone divertente e ottimista degli anni precedenti ha lasciato il posto all’uomo maturo, con un forte desiderio di cambiare vita.
Improvvisamente, sulla scena della città di Legnano, nell’hinterland milanese, irrompe un delitto particolare, molto simile a un precedente caso di quattordici anni prima, che ha visto coinvolta Greta Hofer, medico legale ed ex fidanzata di Adelio. Un caso archiviato, finito con la condanna per omicidio di un uomo da poco rilasciato dal carcere.
Ma è solo l’inizio di un’atroce serie di assassini di donne che recano il marchio speciale di un serial killer: la scenografia, la cura di ogni dettaglio, la messa in posa dei cadaveri s’ispirano a opere d’arte famose, ma con i modi della Performance Art e inventano un nuovo stile. È un rompicapo, con l'omicida in piena escalation: nessuna traccia, nessun indizio, tante piste false.
Così viene organizzata una task force, coordinata da Rusconi che, lanciato come un segugio sulla cacciagione, non lascerà niente di intentato per azzannare la feroce preda. Una trasferta lo porterà all’altro capo del mondo, nella difficile ricerca di chi non vuole essere preso, in un ambiente sconosciuto e differente da quello in cui è abituato a indagare.
Avrà successo e onori, ma gli rimarrà molta amarezza, la convinzione di non poter vincere, qualunque sia il risultato ottenuto. Lo segnerà il disinganno, perché sarà sempre più convinto che i confini tra il Bene e il Male, tra la vittima e il carnefice siano labili e intersecanti, come le radici aggrovigliate delle mangrovie, immerse nel fango di fiumi e mari tropicali.
 

Sei domande a Tiziana Viganò.

Buongiorno Tiziana, ti ringrazio per questa breve intervista; da lettore di tutti i tuoi libri, la recente pubblicazione del tuo ultimo romanzo, “Quando il delitto è arte”, non mi è passata inosservata. Un noir italiano in cui l’accento è chiaramente posto sugli aspetti psicologici dei personaggi e da cui traspaiono competenza in fatto di dinamiche umane e passione per l'arte. Una nuova avventura del maresciallo Rusconi, ora divenuto capitano, che lo vede alle prese con serial killer che uccide le sue vittime con una morte che si potrebbe persino definire "dolce".