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martedì 3 gennaio 2023

Le filastrocche della buonanotte di Andrea Bes. Novità in libreria

 

#sognaresipuò in tempi di hashtag è quello perfetto 

per rappresentare questo libro. Perché in un mondo fatto di tecnologia e di attimi che scorrono veloci, trovare il tempo da dedicare a sfogliare e leggere queste filastrocche può essere il modo per ritrovare se stessi e, perché no, per tornare un po’ bambini.

Con “le filastrocche della buonanotte” Andrea Bes vi porta in un mondo di sogno, fatto di parole in rima e disegni.

Una serie di filastrocche per tutti i gusti; storielle scanzonate\divertenti,inni alla natura, dediche agli affetti più cari e le immancabili festività.

Tutte accompagnate da altrettanti disegni, eseguiti dalla disegnatrice Carla Peccenati; alcuni colorati e, bambini udite udite, alcuni lasciati in bianco e nero tutti per voi da colorare.

Dunque genitori, nonni e zii cosa aspettate, correte a casa a leggerlo ai vostri figli o nipoti.

E voi bambini, mano alle matite colorate e largo alla fantasia.


 

domenica 5 aprile 2020

Tre haiku di primavera: Elena Gasparri per Il Vizio di scrivere

(foto dal web)

Per  Il vizio di scrivere edizione di gruppo online 4 aprile 2020, Elena Gasparri, mamma da pochi mesi, ha scritto questi tre tenerissimi haiku, dondolandosi su un'amaca con suo piccolino

Pura bellezza
il vento accarezza
il tuo sorriso

E’ primavera:                                  
i fiori assistono
al tuo risveglio

Apri la porta
la fantasia vola
e sono da te

lunedì 4 marzo 2019

Frammenti di antiche liriche greche: dalla seconda parte di "Viaggi di nuvole e terra"

Saffo, Alcmane, Anacreonte, Simonide, Ibico. Nella seconda parte di "Viaggi di nuvole e terra", dedicato alla Grecia, mi sono ispirata a versi di suoi antichi poeti che mi hanno regalato immagini meravigliose, perfettamente adatte ai paesaggi che avevo davanti. 
Bellezza e Armonia, filosofia e lirica hanno dimora in questo paese incantato che dona al viaggiatore sensazioni  ed emozioni indimenticabili.

Selene sul suo carro, le stelle nel cielo: Interno di una Kylix attica
(500-450 a.C) del Pittore di Byrgos

Come le stelle attorno alla bella luna
pronte ritraggono il fulgido sembiante
quando quella piena più risplende
sopra la terra bruna
(Saffo)

come quando, caduto il sole,
la luna di rosa
tutti gli astri oscura
e la sua luce risplende
sul  salso mare
come sui campi in fiore
dolce rugiada si posa
e fremono le rose
e il cerfoglio tenero
e il melitoto in fiore.
(Saffo)






Espero
degli astri tutti il più bello
(Saffo)

Ecate l’aurea,
splendida ancella di  Afrodite
(Saffo)

Il mare…un vicino salato e amaro
(Alcmane)


Mi vedo trascinato sopra scogli sommersi
(Anacreonte)

Il tempo con i suoi denti aguzzi
tutto corrode
anche la cosa più salda
(Simonide di Ceo)

Quando l’alba radiosa
nemica del sonno
ridesta gli usignoli
(Ibico)



continua a leggere tutto il testo di

"Viaggi di nuvole e terra"

mercoledì 7 marzo 2018

“Il pensiero della semina” di Dino Azzalin. Recensione di Tiziana Viganò


Nel nostro mondo così prostrato a terra, aderente alla materia e poco incline a volare al di là di essa, la poesia nutre lo spirito di chi sa apprezzarne il valore


recensione di Tiziana Viganò

Dove nasce la poesia? Forse da una sorgente misteriosa da cui  fluisce un’acqua, un nutrimento che trasforma le cose, da un seme che diventa altro da sé, da un pensiero che si fa materia in divenire…

“Fan parte di elfi, labbra, ali, voli/ e prima di entrare nella ruga, i semi/ fanno lunghi viaggi e s’infilano tra le spighe./I semi sono maestri naturali della dispersione/ figli della terra e del suo ventre, fratelli del vento/ e dei colori. Loro padre è il polline, per madre/ hanno l’aria, come letto nuziale il fiore/ e per follia l’amore.”

mercoledì 14 febbraio 2018

L'Amore è arte. Buon San Valentino! "E poi fate l'amore" di Alda Merini

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,
sul collo, sulla pancia, sulla schiena,
i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.
Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,
inalare profumi, cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano allo stesso ritmo,
e poi sorrisi,
sinceri dopo un po’ che non lo erano più.
Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,
perché l’amore è arte, e voi i capolavori.

Alda Merini (Italia, 1931-2009)

domenica 4 giugno 2017

“In canti di versi” di Ilaria Biondi. Recensione di Tiziana Viganò

Il fascino ipnotico delle poesie di Ilaria Biondi si può ricercare nel suo linguaggio originalissimo, un mosaico di forme e colori preziosi che si trasforma in musicalità, armonica ma mutevole


Ilaria Biondi si rivela poeticamente dopo un processo profonda elaborazione interiore del mondo esterno che ci restituisce carico di emozioni, memoria, nostalgia, desideri. Luci e ombre, occasioni e opportunità, Natura e umanità: la sua poesia ha il ritmo e il disegno della vita e del futuro elaborato da un’anima ricchissima di sfaccettature.
Nel rapporto tra arte e vita che testimonia, la sua lirica rivela fatti e circostanze della sua vita sublimati e resi con grazia e leggerezza, ma con profonda sensibilità e sensualità del sentire.
Poesia e vita, poesia è vita.
Immersa da sempre nella Natura stupenda della sua terra natale, Ilaria Biondi la ricrea con suggestioni liriche intense, immagini vive, analogie e personificazioni dove gli elementi vegetali assumono emozioni e gesti umani.

Il fascino ipnotico delle poesie di Ilaria Biondi si può ricercare nel suo linguaggio originalissimo, un mosaico di forme e colori preziosi che si trasforma in musicalità, armonica ma mutevole, quando a volte sfocia in dissonanza. La voce poetica lo accompagna con ritmi e immagini inconsuete che seducono il lettore inducendolo in una trance che lo fa volare in mondi diversi, inconsueti, gli fa provare esperienze nuove ed emozioni forti, stimola la sua immaginazione che può volare al di sopra del reale, cambiando il punto focale e la percezione di essa.

C’è la ricchezza inusuale nelle parole dense e nei versi ricchi di figure retoriche, un linguaggio aulico e moderno contemporaneamente, a volte ermetico ma sempre luminoso. Il suo vocabolario è come un morbido tessuto che intreccia trama ordito di diversi materiali, ora morbidi e carezzevoli, ora ruvidi e pungenti: una maturità linguistica che meraviglia e affascina in quest’opera prima di alto livello, resa in un contrasto di freschezza e di vivacità d’accenti, di profondità e di leggerezza. Che in-canta.

In canti di versi” di Ilaria Biondi

Edizioni Il papavero, 2017


sabato 3 giugno 2017

“Dettagli dell’anima” di Monica Portatadino. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò
già pubblicata su 
http://sognaparole.blogspot.it/2017/05/dettagli-dellanima-di-monica-portatadino_22.html 

Se ogni scrittore vive nelle sue opere, il poeta è colui che si ricopre della sua poesia come di una seconda pelle, la vive e in lei si rivela: il poeta vive di poesia e la sua vita diventa poesia. Istanti ricordi sensazioni emozioni passioni inquietudini e paure si trasformano in parole e immagini per fissare l’attimo che fugge, ma rimangono libere di fluire dall’anima. Così in Monica Portatadino.
Versi brevi e intensi, a volte solo una parola, sono sufficienti a rendere viva l’immagine, il dettaglio o la sfumatura, le emozioni si fanno materia, segni grafici che danzano sul bianco della carta e conducono il lettore in un mondo diverso dal suo abituale, o gli mostrano sentieri che non ha percorso.
Il tema centrale è l’amore, vissuto profondamente, in attimi di passione intensa, di eternità. Ma si rivela anche in semplici gesti quotidiani, piccole cose che danno felicità, è un sentimento che conforta e sostiene senza costringere, alterna momenti nostalgici, dove la solitudine e la mancanza velano la poesia di tormento o di malinconia. Anche i temi del ricordo, della memoria del passato, la nostalgia dell’infanzia, la condivisione e la complicità dell’amicizia sono cari all’autrice. In altri momenti il sogno e la realtà si rincorrono, le speranze mettono ali, un alito di magia raggiunge il lettore.
La Natura è sempre presente e fa da sfondo, con i suoi colori e la sua musica accompagna sentimenti sensazioni e amore, rende palpabili, concrete, le immagini e i sogni.
La malinconia prevale sulla drammaticità e sulla fatica del vivere, la bellezza sulla cruda realtà, i toni sono sempre pacati e discreti, hanno pudore e dolcezza senza perdere intensità. Il linguaggio semplice e diretto, che non indulge a preziosismi e predilige la comprensione immediata, conduce il lettore per mano, con grazia, nel mondo poetico della scrittrice.

Monica Portatadino è nata a Somma Lombardo (VA) il 14 maggio del 1966 e lavora presso un noto istituto bancario.  Appassionata da sempre di scrittura e d’arte ha ottenuto vari riconoscimenti: nel 1996 diploma d’onore città di Saravezza (LU), nel 1999 ha vinto il premio di poesia “Città di Somma”, nel 2003 una sua poesia è stata inserita nell’antologia  del concorso nazionale “Poesia Donna e Novella” (?), nel 2012 ha ottenuto la menzione d’onore per le liriche “Astro nascente” e “Plausibile riscatto” al concorso artistico “Canto di Primavera” a Somma Lombardo. Pubblica nel 2014 il volumetto “Etica Interiore” (editore La lettera scarlatta) e nel 2017Dettagli d’anima” ( editore Il Cuscino di Stelle)
Monica Portatadino: “Dettagli d’anima
Genere: Poesia
Pagine: 42
anno: 2017
Editore: Il cuscino di Stelle
Prezzo: € 10,00
ISBN 978-88-942139-4-2

link all’acquisto: edizioni@ilcuscinodistelle.org

Mauro Montalto “Appunti di viaggio”. Recensione di Tiziana Viganò

recensione di Tiziana Viganò
già pubblicata su



Le parole sono la traduzione materica dei contenuti dell’anima: volano nell’aria o si fermano scritte, esprimono emozioni e sentimenti, dolore ed angoscia, felicità o disperazione…e molto molto altro.
Guai a non far emergere questi contenuti, Shakespeare, da grande poeta ci dice
«Dà voce alla sofferenza. Il dolore che non parla imprigiona il cuore agitato e lo fa schiantare»

Proprio come Mauro Montalto, che si è trovato ad affrontare uno dei più spaventosi momenti di dolore che possano capitare a un essere umano, più doloroso perché viscerale, intimo, di carne, oltre che di anima.
E’ riuscito a trasdurlo fuori di sé, nel senso di portare una forma di energia in un’altra, a guardarlo dall’esterno, nelle sue mille e mille sfaccettature, proiettandolo su uno schermo che gli ha fatto comporre e scomporre i dettagli della sua anima: contemporaneamente li ha comunicati a chi vuole accogliere le sue riflessioni, i suoi lamenti, le sue grida, riflettendoli a sua volta verso altri specchi.

venerdì 10 febbraio 2017

"E l’amore guardò il tempo e rise" di Luigi Pirandello


E l’amore guardò il tempo e rise,
perchè sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.


Luigi Pirandello

giovedì 29 settembre 2016

"Mirando el mar...": poesia di Rosario Martinez

Essere uno e tutto: l'emozione di una bellissima lirica 
della poetessa di Valencia Rosario Martinez, carissima amica

(foto di Tiziana Viganò nell'isola greca di Skiatos e a Virgin Gorda, Caraibi)



Mirando el mar pasa la vida,


Sintiendo el aire firme, envolvente como la risa

surge el deseo...

vivir inmerso en esas aguas
ser brisa, arena, sol, nube, sal


Ser uno y todo
tierra, arbol, vida y eternidad...

lunedì 29 febbraio 2016

i miei LIBRI DEL CUORE

accolgo l'invito di Erika Zerbini
http://www.professionemamma.net/dimmicosaleggi-dieci-libri-da-portarsi-nel-rifugio-del-cuore/
e compilo un elenco dei miei LIBRI DEL CUORE: 
la domanda era
"Quali sono i dieci libri che porterei con me in cabane? Quelli che mi hanno segnato e porto nel cuore?"


Clarissa Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi – 1993
 Un libro cult, che tutte le donne dovrebbero leggere, per riconnettersi con la propria natura, per capire che solo nella nostra unità di esseri acculturati e selvaggi troveremo il nostro equilibrio.
Eric Fromm – Avere o essere? – 1976
L’ho letto appena uscito e mi ha formato: nel corso della vita ho sempre avuto presente questa verità imprescindibile, soffrendone le contraddizioni, certa sulla strada da intraprendere.




 Carlo Levi - Cristo si è fermato ad Eboli –1943

Questo meraviglioso affresco della cultura meridionale dell’Italia mi ha aperto la mente all’attenzione verso il mondo degli oppressi, spingendomi a studiare dapprima certe realtà sui libri e poi a sperimentarle direttamente girando per il mondo.

Tiziano Terzani – Un altro giro di giostra – 2004
Un viaggio interiore a confronto con la realtà del mondo vista con occhi diversi : la malattia costringe a confrontarsi con quello che hai imparato nella vita e a rileggere tutto, a cambiare vita per curare se stessi

giovedì 5 novembre 2015

"Guardami": parole di Antonello de Sanctis, cantata da Mietta

Questa luna tra le tende
che si muove in mezzo a un cielo ad onde
che mi sorprende
Questo senso dell’andare
quel cercarmi
perdere o trovare
o non pensare
La tua mano incostante
vicino alle mie
il mio dirti ancora
Guardami
dal tuo silenzio sconosciuto
Parlami
Ferita dal tuo sguardo muto
stavo
Fragile
Ed intorno avevo un vuoto
Poi la ti vita ti riprende
e riprendi la tua vita andando
Elaborando
ironia di nuove attese
altre mani,sguardi
nuove cose e nuove scuse

giovedì 29 ottobre 2015

"Un nome, un mito, una leggenda": una canzone a ritmo di rap di Luigi Cerrato

25 ottobre 2015 - una canzone rap della giornata tra scrittori "Il vizio di scrivere" - Biblioteca di Rescaldina (Mi)
pagina facebook: Il vizio di scrivere
(prossima giornata in gennaio, seguiteci!)

Cosa si prova a stare su un palco
davanti a migliaia di persone che gridano il tuo nome
che cantano ogni parola della tua canzone
che suoni non sbagliando neppure un’intonazione

Chissà se hai paura prima di comparire
timore di sbagliare o l’imprevisto impedire
il compiersi della magia per cui siamo qui tutti
basta alzare il volume, non servono altri trucchi

Non sembra mai che tremi, ma ne emani di emozioni
mentre ci guardi dall’alto e senza pausa suoni
ogni melodia che sarà per te un ricordo
di gioia, di dolore, di rabbia o di sconforto

giovedì 8 ottobre 2015

Rosaria Andrisani – Un firmamento pieno di stelle – (2015) Flower edizioni

Recensione di Tiziana Viganò


Un velo sottile e leggerissimo è sospinto dal vento, colorato di parole, intessuto di emozioni che mutano mentre si srotolano nell’aria. Prendono forza, diventano più intense, pesanti, attorcigliate, ma poi si aprono e riprendono levità. La brezza marina che spira tra gli ulivi del Salento accompagna con la sua musica la danza del velo nei colori abbaglianti della Natura.

martedì 6 ottobre 2015

"Siamo le nostre paure" di Nadezhda Speranza Slavova


Ciascuno di noi
diventa preda di sé stesso
quando sopraggiungono paure,
davanti alle quali
tace la coscienza.
Come un fiore su cui l’ape si posa
ed esso si chiude,
intrappolando la vibrazione delle ali
per sempre,
rinunciando, così,
anche alla luce.
(Nadezhda Speranza Slavova)

venerdì 4 settembre 2015

"E tu chi sei? sono Mamadi, figlio di Diubatè" di Francis Bebey (la poesia intera)

Chiwara, maschera per danza rituale
dei Bambara Bamana del Mali
E tu, chi sei?
Sono Mamadi, figlio di Diubaté.
Da dove vieni?
Dal mio villaggio.
E dove vai?
All'altro villaggio.
Quale altro villaggio?
Cosa importa?
Vado dovunque ci siano degli uomini.

Che fai nella vita?

Sono griot*, capisci?
Sono griot, com'era mio padre,
Com'era il padre di mio padre,
Come lo saranno i miei figli
E i figli dei miei figli.

Sono griot, mi capisci?
Sono griot come al tempo dei padri
Che aprivano il cuore al nascere del giorno
E la casa ospitale al viandante sconosciuto
Attardato sulla via.

Sono progenie di Dieli,
L'uomo cui suo fratello diede
La propria carne e il sangue
Per eludere la fame terribile
Pronta sul sentiero in fiamme della foresta
Con la maschera minacciosa del teschio della morte.

Sono figlio della Guinea,
Akuaba, bambola della fertilità
degli Ashanti del Ghana
Sono figlio del Mali,
Nasco dal Ciad o dal profondo Benin.
Sono figlio dell'Africa...
Addosso ho un gran-bubù bianco.
E i Bianchi ridono vedendomi
Trottare a piedi nudi nella polvere della strada.

Ridono.
Ridano pure.
Quanto a me, batto le mani e il grande sole dell'Africa
Si ferma sullo Zenit per guardarmi e ascoltare.
E canto e danzo,
E canto e danzo.

Francis Bebey

(Douala, Camerun, 1929 – Parigi, 2001) è stato un artista, musicista, scrittore, giornalista di lingua francese. Chitarrista e compositore, ha ottenuto un certo successo coi romanzi Le fils d'Agatha Moundio (il figlio di Agata Moundio, 1968), La poupée ashanti (La bambola ashanti, 1969), Le roi Albert d'Effidi (il Re Alberto d'Effidi, 1976). Per quanto riguarda i racconti Embarass et Cie (Imbarazzo & Co., 1968), Trois petits cireus (Tre piccoli lustrascarpe, 1972) che con un certo humor descrivono la vita africana moderna. Ha scritto anche poemi ed il saggio Musique d'Afrique (1969). Come musicista, ha creato un curioso «etno-jazz». E' stato corrispondente per Radio France International. 

 * poeta, cantastorie

sabato 15 agosto 2015

Itaca (1911) di Costantino Kavafis

Anche se la nostra meta si rivelerà inferiore alle aspettativeil viaggio per raggiungerla avrà dato un senso alla nostra vita.


Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso


Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


domenica 9 agosto 2015

Poesia del cibo, cibo in poesia

Ci sono tante altre opere di cui si potrebbe parlare, qui ho fatto una breve scelta secondo i miei gusti.
Con la metafora cibo-eros bellissimo il Cantico dei Cantici della Bibbia (IV sec. a.C) e tre poesie di Neruda, il mio poeta preferito. Facile e divertente quella di Gianni Rodari, ironica quella sulla dieta di Aldo Fabrizi, profonda e spirituale quella sul miele di Federico Garcia Lorca, verissimo il ritratto delle donne in pasticceria di Guido Gozzano...

CANTICO DEI CANTICI ( La Bibbia, IV sec. a. C)

Quanto è piacevole il tuo amore, o mia sorella, sposa mia! Quanto migliore del vino è il tuo amore e la fragranza dei tuoi olii profumati è più soave di tutti gli aromi! 
O sposa mia, le tue labbra stillano come un favo di miele, miele e latte sono sotto la tua lingua, e la fragranza delle tue vesti è come la fragranza del Libano
La mia sorella, la mia sposa è un giardino chiuso, una sorgente chiusa, una fonte sigillata.
I tuoi germogli sono un giardino di melograni con frutti squisiti, piante di alcanna con nardo,
nardo e croco, cannella e cinnamomo, con ogni specie di alberi d'incenso, mirra ed aloe, con tutti i migliori aromi.
Tu sei una fonte di giardini, un pozzo di acque vive, ruscelli che scaturiscono dal Libano.
Lèvati, aquilone, e vieni, austro; soffia sul mio giardino, e i suoi aromi si effondano! Entri il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti!
Sono entrato nel mio giardino, o mia sorella, sposa mia, ho colto la mia mirra col mio balsamo; ho mangiato il mio favo col mio miele, ho bevuto il mio vino col mio latte. Amici, mangiate, bevete; sì, inebriatevi, o diletti!

Sonetto XI  da “CENTO SONETTI D’AMORE” (1959) di Pablo Neruda

Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratùe.


IL MIELE (1918) di Federico Garcia Lorca

Il miele è la parola di Cristo,
l’oro del suo amore.
Il meglio del nettare,
la mummia della luce di paradiso.

L’alveare è una stella pura,
pozzo d’ambra che alimenta il ritmo
delle api. Seno dei campi
tremulo d’aromi e di ronzii.

Il miele è l’epopea dell’amore,
la materialità dell’infinito.
Anima e sangue dolente di fiori
condensati attraverso un altro spirito.

sabato 18 aprile 2015

Poesie d'amore e malinconia di Rosario Martinez Navarro

Ho appena conosciuto un donna speciale, Rosario Martinez Navarro, medico oculista di Valencia (Spagna), che scrive poesie bellissime e ne ho scelte tre, d'amore e di malinconia - in originale con traduzione -.

HOMBRE

Carne y alma
 eterna duo. 
Carne marcada por el deseo
y la necessidad,
alma herida por la experiencia
de otras vidas.

Destinos que se une,
amores que se encuentran,
heridas que se abren,
esperanzas que se enfrentan.

Trozos de eternitad
se hacen presentes.....
y crees encontrar el cielo,
unirte al infinido.

Y la carne se abre,
y la alma se va.

Carne e anima/ eterna dualità./Carne segnata dal desiderio/ e dalla necessità/ anima ferita dalle esperienze/ di altre vite/ Destini che si uniscono,/amori che si incontrano/ ferite che si aprono/ speranze che si confrontano/ Pezzi di eternità/ si fanno presente../ e credi di incontrar il cielo/ unirtii all’infinito./ E la carne si apre/ e l’anima se ne va.

AMOR

De repente llegaste,
no te esperaba:
mi vida tranquila
se perdiò en tus ojos.
Todo fue un sueño,
un arrebato,
estar en tus brazos
fue mi destino.

Y de repente
te perdiste
in la bruma,
dejando en mi alma
dolor, ausencia,
anhelo de infinito,
y siempre persiste
una estraña melancolia.

All’improvviso arrivasti/ non ti aspettavo:/ la mia vita tranquilla/ si perse nei tuoi occhi./ Tutto fu un sogno,/ un rapimento/ stare nelle tue braccia/ fu il mio destino./ E all’improvviso/ ti perdesti/ nella nebbia/ lasciando nella mia anima/ dolore, assenza,/ anelito d’infinito,/ e sempre persiste/ una strana malinconia.


MELANCOLIA

Sentimiento confuso oprime in pecho,
el tiempo que pasa.
Dolor difuso por la gente que un dia
fue importante para mi
y ahora se aleja.
La vida une
y separa nuestros destinos:
aficiones, trabajo, intereses
se interponen
y poco a poco te vuelve extraño
lo que ante era uno.
Tiempo de espera y desperida
hasta convertirse
en dulce recuerdo.


Un sentimento confuso opprime il petto / il tempo che passa./Un dolore diffuso per la gente che un giorno fu importante per me/ e che ora se ne va via./ La vita unisce/ e separa i nostri destini:/ impegni, lavoro, interessi/ si interpongono/ e a poco a poco / si allontana/ quello che prima era unito/. Tempo di attesa e di addio/ prima di mutarsi in dolce ricordo