Un’indagine che si presenta intricata fin dall’inizio finisce per ribaltarsi
completamente, con un finale a sorpresa. Vanina deve interrompere le meritate vacanze con Paolo, tornato da lei e innamorato più che mai, ma la sua mante creativa riuscirà a dipanare la strana matassa, con i fili che si perdono e si ingarbugliano, giungendo alla scoperta del colpevole con l’aiuto di Patanè e della validissima squadra. Attorno a loro la meravigliosa Catania, con un luogo non troppo conosciuto, le terme romane dell’indirizzo, rovine di età imperiale che diventano qui la scena del crimine.
Ho finito di leggere con interesse, come tutti i precedenti, l’undicesimo libro della Cassar Scalia che ha protagonista Vanina Guarrasi, anche se negli ultimi ho dovuto constatare un calo di grinta creativa a fronte dei primi otto, che trovavo entusiasmanti: le indagini sono sempre interessanti, ma le storie dei personaggi e della protagonista sembrano attorcigliarsi sempre sulle stesse questioni, che diventano piuttosto ripetitive per il lettore affezionato che ha letto tutta la serie. Non dico che manchino i colpi di scena, ma la scrittrice riassume ogni volta le vicende precedenti di Vanina e degli altri: un déjà vu un po’ superfluo. Sensazione che non ha certamente chi ha letto pochi libri della serie, anzi lo avvantaggia perché ogni romanzo si può leggere indipendentemente dalla cronologia.
Nonostante questo appunto ho letto il romanzo d’un fiato e con piacere, godendomi sempre la compagnia dei simpatici personaggi e dell’atmosfera di Catania che adoro.










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