lunedì 16 febbraio 2026

Recensione di Barbara Anderson per il blog "Les fleurs du mal"

La bellezza dei boschi in autunno è qualcosa che conosco bene, vivendo in Irlanda, terra di smeraldo che fluttua sull’oceano con i suoi boschi immensi. Le foglie che cambiano colore, il giallo che sfuma nell’arancio, quell’odore di terra umida che ti resta addosso anche dopo essere tornata a casa. Cammino spesso nei boschi vicino casa, in silenzio. Mi piace il rumore delle foglie sotto le scarpe, quel suono secco che accompagna i pensieri. L’autunno è la mia stagione preferita. Non mi è mai sembrato una stagione che muore, ma un tempo che riflette e si prepara alla rinascita.

Quando ho iniziato questo romanzo ho sentito subito qualcosa di familiare. Quell’autunno che avvolge il paese, il passo lento, incerto ma attento, di una donna anziana che non si lascia spegnere dal tempo né dalla routine. Una donna che osserva, ascolta, registra. Che passeggia con i suoi cani, uno nel passeggino e due al guinzaglio, e che potrebbe sembrare solo una figura tenera, nostalgica, quasi ai margini della scena. E invece no. Lei è intuito, è genio, è desiderio di capire.

Mi ha colpita molto la scelta narrativa di dare centralità a due protagonisti anziani. Non come memoria nostalgica del passato, ma proprio come energia viva. Come se l’età non fosse un limite ma piuttosto uno sguardo più profondo sulle cose. L’amicizia tra questa signora e Carlo è la parte più tenera e, in certi momenti, anche la più divertente del romanzo. La loro è un’amicizia antica, fatta di complicità, rispetto, stima reciproca. Due persone che hanno attraversato la vita e le sue difficoltà, ognuna con le proprie ferite, ma con un legame saldo.

Carlo, industriale in pensione e appassionato pescatore, è lì, silenzioso e solido come un’ancora alla sua nave; lei invece è curiosa, vivace, instancabile, con quel sogno quasi segreto di scrivere un noir. Mi è piaciuto molto vedere come la loro curiosità diventi spinta narrativa. È profondamente umano non accontentarsi delle versioni ufficiali delle cose che accadono intorno a noi.

Ed è proprio qui che arriva uno degli aspetti che ho apprezzato di più: le indagini parallele. Da una parte la polizia, con le sue procedure, la raccolta delle prove. Dall’altra lei, loro, con un’indagine fatta di attenzione, osservazione, intuizione, di informazioni raccolte nei luoghi della quotidianità, tra pettegolezzi, silenzi e sospetti. Non è una gara tra il metodo ufficiale e quello ufficioso. Sono due modi diversi di cercare la verità, perché la verità non sempre si lascia afferrare solo dalle procedure; a volte si nasconde nei dettagli, apparentemente semplici e banali ma fortemente complessi.

Ma oltre a questa coppia così atipica e affiatata, che rende il ritmo del romanzo un cozy crime, il romanzo tocca anche una parte oscura e dolorosa: il tema dello sfruttamento delle ragazze, dei festini nascosti dietro facciate rispettabili, del potere che usa, sfrutta e abbandona. Questa parte mi ha fatto riflettere molto. Mi ha fatto pensare a quanto siano vulnerabili certe giovani vite, soprattutto in paesi rurali dove le opportunità sembrano poche, dove i sogni sono grandi ma le strade per raggiungerli sono strette e tortuose. Dove a volte si scende a compromessi pensando di trovare una scorciatoia, e quella scorciatoia si trasforma in una trappola. 

Ambizione, ingenuità, necessità portano a fare scelte difficili. E poi il rischio di non riuscire più a uscire da quel giro, perché non diventa solo difficile, diventa pericoloso. Mi sono chiesta quanto sia fragile la linea tra scelta e costrizione quando tutto attorno a te ti intrappola e ti trattiene, quanto pesi il silenzio di chi sa ma preferisce non parlare, quanto faccia comodo voltarsi dall’altra parte.

Questo romanzo non è solo un giallo, è anche una rivelazione. Sotto la quiete dei boschi, sotto la rispettabilità del paese e delle persone perbene, si muovono ombre.

Lo stile dell’autrice è scorrevole ma attento alla dimensione umana; alterna la bellezza della passeggiata, l’amicizia, la curiosità alla parte più cupa e sociale. Il sogno della signora anziana di scrivere un noir mi ha fatto tenerezza, perché in fondo, mentre osserva, ascolta e indaga, sta già vivendo la sua storia.

Anche ora, dopo aver letto questa storia, la vedo, sapete? Quella donna che cammina, che osserva.

Nei boschi in autunno ci sono stata tante volte. Il silenzio sembra tranquillo, ma se ti fermi davvero senti che sotto c’è movimento. Non tutto è come appare e ci vuole solo attenzione.

Per me la curiosità è proprio questo: attenzione.

Non è parlare degli altri, non è far finta di non vedere. È sentire che qualcosa non torna e restare lì, anche se sarebbe più facile tirare dritto.

La curiosità, se nasce dalla coscienza, non fa male; se nasce dall’umanità, non umilia nessuno. È solo un modo onesto — e anche utile — di stare nel mondo.

Ci lamentiamo spesso dei vicini curiosi, quando poi, se accadono crimini, sono proprio loro i primi a riuscire a fornire informazioni importanti agli inquirenti. Ci chiudiamo dentro casa, chiudiamo tende e finestre per proteggere quella che amiamo chiamare la nostra privacy, non vogliamo che nessuno sappia nulla delle nostre vite.

E invece un occhio attento e vigile può cambiare il corso delle cose, e anche delle indagini.





Recensione di Salvatore Argiolas per “Cinquanta sfumature di giallo”

Il crime è diventato un argomento pervasivo nella nostra vita come testimoniano le tante trasmissioni televisive che vivisezionano ogni delitto o caso eclatante di cronaca nera, a partire dall'antesignano “Telefono giallo” che ha portato le indagini poliziesche in tutte le case rendendoci familiari tutti passi (anche falsi) delle inchieste condotte dagli inquirenti ufficiali.Non stupisce allora che anche due tranquilli pensionati che vivono in Valganna, quando succede qualcosa di sensazionale come un omicidio in un posto che sembra un paradiso, Rosanna e Carlo non resistono alla tentazione di emulare i loro amati detective dei gialli cartacei.

Settantadue lei e settantotto lui, uno scricciolo tutto pepe lei, un omone grande e grosso lui. Erano amici da sempre e, anche se le loro storie di vita li avevano divisi in gioventù, avevano sempre provato una tenerezza e un'intimità più vicine all'amore che all'amicizia.”

Accomunati da un'innata curiosità e da una tenacia non comune, i due anziani investigatori dilettanti sono facilitati dall'amicizia con il maresciallo Daverio che talvolta li rimprovera, ma poi accetta ben volentieri gli indizi che Rosanna e Carlo riescono a trovare con bravura.

La Valganna è un paradiso, ma si sa che anche nell'Eden ci sono stati dei delitti e non è strano che una zona turistica sia teatro di fatti criminosi come quelli su cui indagano i due amanti dei gialli.

Quella bellissima valle era ideale per concedersi pause di relax, pescando sui laghi o camminando tra i boschi, frequentando ristoranti e trattorie con gli amici.”

Il bosco era magnifico, di un verde che cominciava a sfumare nel giallo sugli alberi, marrone con la luce che filtrava tra i rami, un silenzio rotto solo dallo scrocchiare delle foglie secche.

Nella coppia l'elemento dinamico e volitivo è Rosanna, che era stata un'insegnante di lettere e filosofia, si era sposata ed era rimasta vedova, senza figli” Carlo invece, “proprietario di una piccola industria tessile, anche lui si era sposato, ma la moglie se n'era andata subito dopo aver partorito, lasciando un neonato in braccio a un marito che si era immerso nel lavoro...”

Carlo, dopo una vita di lavoro impegnativo, era impigrito e ingrassato non poco: data la sua passione per i gialli e il cibo calzava a pennello la figura dell'armchair detective, come gli inglesi definiscono il detective in poltrona, un classico fin dai primi gialli dell'Ottocento. Anzi, ormai assomigliava a Nero Wolfe, grasso scansafatiche e ghiottone.”

I due però non si limitano a stare a casa aspettando le notizie ma si attivano con tutte le astuzie, sfruttando le amicizie, la loro capacità di leggere e interpretare le atmosfere paesane e il loro talento di analizzare i fatti o, volendo essere meno diplomatici, le loro doti di impiccioni.

Andiamo con ordine. Quando? Dove? Che cosa è successo? Perché? Chi? Come? Le 5W- 1H” Carlo era un tipo preciso e metodico e adorava quel metodo di soluzione dei problemi.”

La miss Marple della Valganna e il suo amico prima si trovano ad indagare su un omicidio in una camera chiusa, poi su un avvelenamento a una gara gastronomica e poi a un cold case che riguarda la morte di una ragazza e la sparizione della sua amica, fatti accaduti tanti anni prima: il casuale ritrovamento di un cellulare nei boschi da parte di Carlo farà riaprire le indagini .

Come chi ha letto una montagna di gialli, e loro ne vogliono scrivere uno, Rosanna e Carlo elaborano tante ipotesi per raggiungere il risultato sperato, facendo leva sulla logica e le loro esperienze di vita.

Dovremmo prendere seriamente il nostro progetto di scrivere un giallo (…) se non troviamo informazioni sufficienti possiamo inventare partendo dalla realtà. Ma non mi spiacerebbe scrivere un cozy crime gastronomico, ci divertiremmo un po'” fece Rosanna.”

C'è un caldo charme nelle avventure di questi due anziani investigatori dilettanti raccontate con ironia da TizianaViganò con la coppia che indaga come e meglio di chi è preposto ufficialmente a farlo perché, come affermava Agatha Christie, “in due si indaga meglio.”


 

domenica 15 febbraio 2026

Il figlio della tempesta” di Marco Buticchi. Recensione di Tiziana Viganò

 Il diciassettesimo libro di Marco Buticchi con le avventure di Oswald Breil e Sara Terracini è diverso dai precedenti romanzi storici che parlano di avvenimenti passati. Siamo nel pieno dell’attualità: è stato scritto nel 2024 e tratta della tragica guerra in atto tra Israele e la Palestina dopo il famigerato attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas.

Ero curiosa di leggere come Buticchi avrebbe trattato l’argomento, dato che il personaggio di Oswald Breil è stato non solo a capo del Mossad ma anche Primo Ministro di Israele. Come si sarebbe schierato lo scrittore? Come avrebbe trattato lo spinoso argomento? Una bella gatta da pelare per gli eroi di tante belle avventure!

Ma Buticchi e Oswald Breil si districano con disinvoltura ed equilibrio: se i cattivi sono i guerriglieri di Hamas, lo solo altrettanto, e di più, gli esponenti del governo israeliano: le vere vittime sono i civili massacrati dal folle progetto di pulizia etnica di Netanyahu e suoi sostenitori.

Tanto è vero che, di fronte alla strage dei palestinesi e alle follie e gli eccessi del governo israeliano Breil rifiuta e si dissocia: mette insieme la sua squadra di fedelissimi e si getta a capofitto nel salvataggio di un ingegnere elettronico, rapito nel giorno dannato con la sua famiglia e tutti gli altri ostaggi.

Azioni mozzafiato (alla James Bond!) lo portano in mezzo a pericoli mortali, rischiando la vita in prima persona, ma coadiuvato come sempre dalla sua adorata e invincibile moglie, Sara Terracini e dai suoi fedelissimi.

Il racconto della guerra in atto si intreccia, come sempre accade nei suoi libri, a un’altra storia, quella dello scienziato, fisico, ingegnere serbo-statunitense Nikola Tesla (1856 – 1943) che ha inventato e brevettato tantissimi macchinari rivoluzionari, precorrendo i tempi.

È lui Il figlio della tempesta nato di notte proprio mentre un fulmine scaricava la sua elettricità sulla terra. Senza mai prendere una laurea fu candidato due volte al premio Nobel e divenne uno degli inventori più prolifici e influenti della storia, soprattutto nel campo dell’elettricità. Registrò 280 brevetti in 26 paesi, inventò il sistema elettrico a corrente alternata, la distribuzione e il motore elettrico polifase, che ancora oggi sono il fulcro sul quale poggiano le basi del modulo propulsivo elettrico.  Leggere la sua vita è veramente interessante: chissà se è vera l’ipotesi che avesse messo a punto un’arma di distruzione talmente potente da suscitare le brame di Stati, servizi segreti e criminalità organizzata?

mercoledì 11 febbraio 2026

"Il banchiere nero e la bambina scomparsa" di Ippolito Edmondo Ferrario

 Un cold case ispirato ad una vicenda reale 

che sconvolse l’Italia, tra i segreti della 

Valle Argentina e le ombre della memoria

Esce per Fratelli Frilli Editori il nuovo romanzo di Ippolito Edmondo FerrarioIl banchiere nero e la bambina scomparsa. Dopo il successo delle precedenti opere, l’autore firma un noir intenso e inquietante, ambientato fra Triora, il leggendario “paese delle streghe” segnato dal processo per stregoneria del 1587, la suggestiva Valle Argentina e la città di Sanremo, crocevia di contrasti, luci e ombre del Ponente ligure.

Al centro della trama, un cold case: il rapimento e l’uccisione di una bambina, avvenuta decenni prima e mai chiarita del tutto. Sarà il “banchiere nero” Raoul Sforza, protagonista della saga letteraria creata da Ferrario, a decidere di riaprire il caso e a indagare in maniera non convenzionale tra silenzi, omertà e memorie che nessuno vorrebbe riportare alla luce. Questo romanzo segna la quinta indagine di Sforza, figura affascinante e controversa che si muove sul sottile confine tra giustizia e vendetta.

La vicenda trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto: il rapimento e l’omicidio di Maria Teresa Novara, avvenuto a Canale d’Asti in provincia di Cuneo, nel 1968. Una storia che allora sconvolse l’Italia intera e che oggi Ferrario rielabora in chiave narrativa, restituendo tutta la drammaticità e le domande rimaste senza risposta.

Con uno stile asciutto e preciso, l’autore intreccia storia, cronaca e tradizione popolare, trasformando la Valle Argentina, Triora e Sanremo in scenari ricchi di suggestioni, dove il confine tra realtà e mito diventa labile.  Il banchiere nero e la bambina scomparsa è un noir che non si limita a intrattenere, ma invita a riflettere sul peso della memoria collettiva e sul modo in cui i fantasmi del passato continuano a influenzare il presente. Il romanzo è accompagnato dalla postfazione del giornalista e scrittore Marco Vallarino.Un aspetto importante dell’iniziativa editoriale è che i diritti d’autore saranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. di Sanremo, conferendo al progetto un ulteriore valore umano e sociale.

lunedì 9 febbraio 2026

“Ombre e misteri tra i boschi” di Tiziana Viganò. Recensione di Sebastiano di Mauro

 il nuovo giallo di Tiziana Viganò tra suspense, territorio e ironia

Recensione di Sebastiano di Mauro per WEB Lombardia - Arte, Cultura e Spettacolo in Italia

Con Ombre e misteri tra i boschi – Delitti in Valganna, in uscita il 13 gennaio 2026 per Edizioni Leucotea, Tiziana Viganò firma un giallo classico capace di coniugare intrigo, leggerezza narrativa e profondo legame con il territorio. Ambientato nella suggestiva Valganna, tra Varese e il confine svizzero, il romanzo si sviluppa in una cornice naturalistica affascinante, dove paesaggi verdi e atmosfere di provincia diventano parte integrante della storia



Protagonisti sono Rosanna e Carlo, due vivaci settantenni accomunati dalla passione per i romanzi gialli e dal sogno, mai sopito, di diventare scrittori. Il loro entusiasmo li porta a collaborare con il maresciallo dei carabinieri Daverio nella risoluzione di due delitti locali. Quella che nasce come una curiosità condivisa si trasforma presto in un coinvolgimento sempre più profondo, fino a riaprire un caso irrisolto di dodici anni prima, complesso e pericoloso, dietro al quale si cela una rete criminale di vaste proporzioni.


Quando la situazione diventa troppo rischiosa, il maresciallo ordina ai due aspiranti investigatori di fermarsi. L’indagine prosegue con il supporto di altre forze dell’ordine, ma l’esperienza vissuta segna definitivamente Rosanna e Carlo, offrendo loro idee, spunti e motivazioni per tentare l’ardua impresa di diventare scrittori di thriller e noir. Riusciranno a trasformare la realtà in letteratura?

La forza del romanzo sta anche nel suo tono equilibrato, che alterna momenti di suspense a scene di vita quotidiana: pranzi gourmet, ricette della tradizione lombarda, dialoghi vivaci, pettegolezzi di paese e gustose incursioni nel dialetto bosino. Il risultato è una narrazione scorrevole e coinvolgente, dove il mistero si intreccia con l’intrattenimento e con un ritratto autentico della provincia italiana.

Autrice milanese, Tiziana Viganò porta nel romanzo la ricchezza del suo percorso umano e professionale: laureata in Lettere Moderne, per anni redattrice e iconografa presso Garzanti Editore, ha poi approfondito gli studi in psicologia, comunicazione e medicina naturale. L’impegno nel volontariato sociale, le esperienze con ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana e l’attività come counselor sono fonti costanti di ispirazione per le sue storie, già apprezzate in numerosi premi e concorsi letterari.

Con Ombre e misteri tra i boschi – Delitti in Valganna (150 pagine, ISBN 979-1282184069), Viganò conferma la sua capacità di rinnovare il giallo italiano, offrendo al lettore un’indagine avvincente, radicata nel territorio e arricchita da personaggi credibili e pieni di vita.

"Ombre e misteri tra i boschi" di Tiziana Viganò. Recensione di Pier Carlo Lava

foto di Claudio Zappalà
 un giallo di provincia dove il paesaggio diventa indizio

Recensione di Pier Carlo Lava per Alessandria Today Italia News Media


Ci sono storie in cui il delitto non rompe l’armonia di un luogo, ma la rivela. Ombre e misteri tra i boschi di Tiziana Viganò è un giallo che affonda le radici nella provincia, nei suoi silenzi, nei suoi riti quotidiani e nelle relazioni apparentemente innocue che, a poco a poco, mostrano crepe inquietanti. Ambientato nella Valganna, il romanzo intreccia indagine, memoria e umanità con un tono che alterna leggerezza e tensione, costruendo una narrazione dove il paesaggio non è sfondo, ma parte viva del mistero. Un libro che restituisce al giallo classico il suo valore più autentico: raccontare una comunità attraverso ciò che cerca di nascondere.

Nella idilliaca cornice della verde Valganna, tra Varese  e la   Svizzera, due vivaci settantenni, Rosanna e Carlo, appassionati di gialli e con l’aspirazione di diventare scrittori, collaborano con il maresciallo dei carabinieri Daverio alla soluzione di due delitti. Affinate le capacità, riusciranno a dare un valido contributo in un terzo caso di dodici anni prima, che si presenta molto complicato e sempre più pericoloso, tanto che il maresciallo dovrà dar loro l’ordine di fermarsi. Continuerà lui, ma non da solo, con la collaborazione di altre forze dell’ordine, perché dietro a un vecchio caso di provincia mai risolto si nasconde una rete criminale di grandissime proporzioni.

Dopo tre esperienze così intense, Rosanna e Carlo avranno idee e spunti per lanciarsi nell’ardua impresa di diventare scrittori di thriller e noir. Riusciranno i nostri eroi?

Tra paesaggi stupendi, pranzi gourmet, ricette della cucina del territorio lombardo, chiacchiere e pettegolezzi, scene di paese condite con gustose frasi in dialetto bosino, la narrazione procede con leggerezza alternata a momenti impegnativi.

Il romanzo è ambientato in Valganna, area verde e suggestiva della provincia di Varese, al confine tra Lombardia e Svizzera. Un territorio ricco di natura, tradizioni e vita di paese che diventa elemento narrativo centrale nella costruzione del mistero. 

Ombre e misteri tra i boschi, pubblicato da Edizioni Leucotea, valorizza il giallo ambientato nei luoghi reali, confermando l’attenzione di Alessandria today per la narrativa che intreccia territorio, identità e racconto letterario contemporaneo.

Un giallo classico che unisce l’intrigo e la suspense del genere all’intrattenimento piacevole.

"Sara, le origini" di Maurizio de Giovanni. Novità in libreria

 Sara Morozzi sa stare ai margini. Ha lavorato nell'unità più discreta dei Servizi, conosce le voci quando non diventano parole, legge il labiale come si leggono le crepe. Dopo la morte del figlio si è ritirata, ma quella ferita non le concede riposo. È proprio l'indagine su quella morte a costringerla a rientrare in campo per la prima volta: una madre che segue tracce minime, riascolta dialoghi, rimette in ordine i dettagli che gli altri hanno lasciato cadere. Da lì Sara ricomincia. Napoli le offre un bordo da cui guardare e muoversi senza farsi vedere. L'incontro con Teresa Pandolfi diventa un patto operativo e umano, il disincantato Davide Pardo la affianca dove serve, Viola aggiunge l'occhio che ferma ciò che sfugge. Ogni indizio riapre una porta che sembrava chiusa, e il metodo di Sara prende forma: ascoltare, osservare, restituire alla verità la sua voce bassa ma netta. In "Sara, le origini" Maurizio de Giovanni presenta le radici di questo sguardo e il momento in cui tutto riparte. Il volume raccoglie il racconto lungo "Sara che aspetta" - l'avvio, con l'indagine sulla morte del figlio - e "Sara al tramonto", dove un omicidio archiviato riporta Sara sul terreno operativo e definisce i legami con Teresa, Pardo e Viola. È l'ingresso naturale nel mondo di un personaggio che, scegliendo come stare nell'ombra, decide anche come tornare a esistere. Ed è da questa scelta che prende forma tutta la sua storia.

Sara, le origini

di Maurizio de Giovanni
genere: spionaggio
editore Rizzoli, 27 gennaio 2026
pagine: 416

martedì 3 febbraio 2026

“Darkness” di Martta Kaukonen. Novità in libreria

 In uscita oggi, 3 febbraio 2026, da Longanesi

Dalla Finlandia, la scrittrice rivelazione della crime fiction internazionale. Un’autrice capace di indagare le zone oscure della psiche scardinando le aspettative delle lettrici e dei lettori.

Un serial killer che sconvolge Helsinki. Una giovane giornalista cerca di ricostruire la propria vita. Un'investigatrice è decisa a chiudere il suo ultimo caso. Ma il passato minaccia di travolgerli tutti, ammesso che li abbia mai davvero lasciati andare

La giovane Ira lavora ad Helsinki nel giornale più popolare della Finlandia insieme al padre Arto, con il quale ha da poco riallacciato i rapporti. La sua vita scorre tranquilla, finché un ricordo sconvolgente non riaffiora nella sua mente: ha ucciso un uomo con un’ascia. È solo un’allucinazione o un terribile incubo che è accaduto davvero? Il dubbio inizia a perseguitarla e si fa ancora più acuto quando il direttore le affida un caso di cronaca nera che ha troppi punti in comune con ciò che è convinta di ricordare. A indagare sull’omicidio c’è anche l’ispettrice Kerttu, una mente affilata che è pronta ad assicurare un ultimo criminale alla giustizia prima di andare in pensione. Ma la vittima che si trova davanti e che è stata uccisa con violenza inaudita è anche la custode di un diario. Un diario scritto senza alcun dubbio dal killer e che lascia intuire una verità agghiacciante: quell’omicidio non è stato il primo, e non sarà l’ultimo.


Martta Kaukonen vive a Helsinki. Prima di diventare una scrittrice a tempo pieno è stata critica cinematografica per i più importanti giornali nazionali. Il suo romanzo d’esordio, Butterfly, è stato un grande successo di pubblico e di critica in Finlandia e in tutta Europa: tradotto in 16 Paesi, arrivato in vetta alle classifiche dello “Spiegel” in Germania, presto diventerà una serie tv. Darkness è il suo secondo romanzo.



mercoledì 21 gennaio 2026

Vi racconto Tiziana e "Ombre e misteri tra i boschi" - booktrailer

 un filmato e la mia voce che racconta un libro che è un giallo, ma contiene tanti elementi che fanno parte di me: non solo l'hobby/lavoro della lettura e della scrittura, soprattutto della letteratura gialla, ma anche la passione per la buona cucina, per i bei paesaggi e la natura. La Valganna, vicino a Varese, è per me un posto del cuore, dove da bambina passavo le mie estati con tutta la famiglia. Mio padre, gli zii e i nonni mi portavano a cercare funghi con loro in quei bellissimi boschi e la vecchia casa, con un giardino immenso, era un campo giochi fantastico per quattro cuginetti quasi coetanei. Ancora oggi vado spesso per una gita domenicale dato che abito a pochi chilometri da lì.

Un giorno d’autunno, un paio d'anni fa, mentre passeggiavo lungo la riva del lago di Ghirla, ho incrociato una signora di una certa età che spingeva una carrozzina arancione per bambini con sopra un cagnolino disabile: al suo fianco trotterellavano altri due meticci. Mi sono fermata a chiacchierare con lei e poi ho continuato lungo il sentiero per sedermi sulla panchina che sembra messa lì apposta per godersi la natura e riflettere.

Questi ricordi e la signora con i tre cagnolini si sono intrecciati nella mia mente e così è nata l’idea di un giallo ambientato nei luoghi che avete trovato descritti nelle pagine del libro e il personaggio di Rosanna, totalmente inventato tranne per quell’unica immagine che mi ha ispirato. Carlo invece assomiglia, solo in alcuni tratti, a uno dei miei nonni, panciuto, tenore, gran buongustaio e cuoco abilissimo. Tutto il resto è opera di fantasia, anche se la trama della terza indagine, con l’omicidio e la sparizione delle due ragazze richiama fatti di cronaca che si ripetono con allarmante frequenza.

Buona lettura e buona visione del brevissimo filmato!



domenica 11 gennaio 2026

“Ombre e misteri tra i boschi – Delitti in Valganna” di Tiziana Viganò. Recensione di Giancarlo Bosini



Un giallo per chi ama il mistero, ma senza  l’ansia del thriller, un giallo classico che, strizzando l’occhio a quelli inglesi e ai nuovi italiani, si sviluppa in un contesto dove tutti si conoscono, lontani dalle metropoli caotiche, dove i detective sono persone comuni e dove l'introduzione di elementi classici del genere è gestita con delitti ben congegnati. Tre indagini che evitano la violenza esplicita e i toni cruenti tipici dei gialli più cupi. 

Le storie si svolgono nella tranquilla Valganna, una location idilliaca, descritta con i colori delle stagioni, dove l'ambientazione è ben curata, il mistero è intrigante e l’atmosfera ben ricreata, dove il contrasto tra la serenità del luogo e la violenza del crimine crea la giusta tensione narrativa tipica di questo genere.

La narrazione, con umorismo leggero e spesso ironico, introduce efficacemente i due personaggi principali, gettando subito le basi per delle indagini amatoriali dove l'entusiasmo dei protagonisti e la facilità con cui s’intrufolano sulla scena del crimine catturano presto l'interesse del lettore.

I protagonisti, Rosanna Crespi e Carlo Castiglioni, aspiranti scrittori di romanzi gialli, sono una coppia affiatata di anziani amici uniti da un legame tenero e indissolubile che va oltre il solo affetto.

domenica 21 dicembre 2025

"Ombre e misteri tra i boschi - delitti in Valganna" di Tiziana Viganò. Video e sinossi

il mio nuovo giallo "Ombre e misteri nei boschi - delitti in Valganna" edizioni Leucotea è disponibile per acquisti sul sito della Casa Editrice dal 16 dicembre 2025 cliccando al link www.leucotea.it

Dal 13 gennaio 2026 uscirà anche in libreria e sugli store online
 


Nella idilliaca cornice della verde Valganna, tra Varese e la Svizzera, due vivaci settantenni, Rosanna e Carlo, appassionati di gialli e con l’aspirazione di diventare scrittori, collaborano con il maresciallo dei carabinieri Daverio alla soluzione di due delitti. Affinate le capacità, riusciranno a dare un valido contributo in un terzo caso di dodici anni prima, che si presenta molto complicato e sempre più pericoloso, tanto che il maresciallo dovrà dar loro l’ordine di fermarsi. Continuerà lui, ma non da solo, con la collaborazione di altre forze dell’ordine, perché dietro a un vecchio caso di provincia mai risolto si nasconde una rete criminale di grandissime proporzioni.

Dopo tre esperienze così intense, Rosanna e Carlo avranno idee e spunti per lanciarsi nell’ardua impresa di diventare scrittori di thriller e noir. Riusciranno i nostri eroi?

Tra paesaggi stupendi, pranzi gourmet, ricette della cucina del territorio lombardo, chiacchiere e pettegolezzi, scene di paese condite con gustose frasi in dialetto bosino, la narrazione procede con leggerezza alternata a momenti impegnativi.

Un giallo classico che unisce l’intrigo e la suspense del noir all’intrattenimento piacevole. 



sabato 13 dicembre 2025

“Virus: Nemico Invisibile" di Marcella Nardi. Recensione di Giancarlo Bosini

 


Cosa può spingere a riportare in vita un virus scomparso da quasi un secolo?

Molte possono essere le motivazioni, dall’interesse scientifico al desiderio di passare alla storia, dai deliri di potere alle trame politiche. Queste, ma non solo, le cause che danno vita ad una storia molto suggestiva, una storia di fantasia che però si adatta alle spesso perverse logiche che governano il mondo.

Alcuni decenni dopo la fine dell’epidemia di Spagnola, un virologo si dedica allo studio del terribile virus che causò cinquanta milioni di vittime, ignaro del fatto che il suo lavoro, negli anni Duemila, rischierà di scatenare una nuova pandemia a causa di un imprevisto durante esperimenti illegali; il virus sfugge al controllo, si diffonde così un nemico invisibile che può uccidere nel giro di poche ore.

Una giovane virologa, assieme ad un esperto di fama internazionale, si lancia in una lotta contro il tempo per scongiurare un'epidemia di portata mondiale, cercando anche di scoprire i possibili retroscena che hanno portato a una situazione oramai sfuggita di mano, però qualcosa non torna, qualcosa che ha tutta l’aria di essere un allucinante complotto.

Emerge una storia legata a giochi di potere, una miscela ben congegnata d’interessi politici, corruzione e denaro che rapisce sin dalle prime pagine, in cui il ritmo della narrazione e la suspense lasciano il lettore col fiato sospeso fino al colpo di scena finale.

Un thriller avvincente dove non manca nemmeno l’amore; un libro che nulla ha da invidiare alle intriganti trame di Michael Crichton, un libro che da soddisfazione e che quando lo finisci ti accorgi che qualcosa ti viene a mancare. 

VIRUS: NEMICO INVISIBILE

Pagine: 284 pagine

Editore: Independently published (5 ottobre 2021)

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“1940-1945 Fango neve sabbia” di Rosella Orsenigo. Recensione di Tiziana Viganò

 Mai come oggi, in un mondo percorso da fuochi di guerra e voglia di violenza e sopraffazione, un libro come questo è prezioso ed emozionante. La testimonianza di chi la guerra l’ha fatta per davvero, le sofferenze patite, il senso del dovere, l’umanità e la solidarietà, tanti valori che sembrano dimenticati sono temi che ci obbligano a riflettere sul futuro che vogliamo costruire. A qualunque età.

Rosella Orsenigo, storica d’eccellenza, ha pazientemente raccolto per anni epistolari, documenti e tre diari di soldati della seconda guerra mondiale che hanno sentito il bisogno di rendere perenne la loro esperienza e tramandarla, non solo ai famigliari, ma anche ai posteri. Ogni parola che leggerete in queste pagine è la realtà di gente comune, ragazzi e uomini mandati allo sbaraglio in condizioni che oggi non sembrano possibili. Oggi la guerra è tecnologica, le attrezzature moderne, i soldati, sembra assurdo ma non è, hanno vestiti adatti, armi che funzionano, cibo. Durante la seconda guerra mondiale non era così, i soldati morivano di fame di sete, di freddo di malattie, oltre che di bombe e proiettili.

Tra questi c’era anche mio padre, Mario Viganò, che ha combattuto su tanti fronti, dal primo all’ultimo giorno di guerra, finendo con la ritirata di Russia, un massacro da cui è scampato per miracolo. Ha ordinato i suoi ricordi in un diario che Rosella Orsenigo ha riportato nei particolari minuziosi, così come ha fatto con Giamprimo Orsenigo, Amerigo e Luigi Giorgetti, Luigi Colombo, Carlo Luciani e tanti altri.


Riporto il finale del libro (pagine 386-388), che ho scritto dopo la lettura:

Ho letto il diario di mio padre, Mario Viganò, in tre momenti della vita: da ragazza, da adulta e pochi anni fa. Ho provato emozioni differenti, come è giusto, vivendo una diversa consapevolezza legata alle esperienze che man mano cambiano e trasformano. Mi ha insegnato molto la storia della mia famiglia prima che nascessi,nel 1952, dopo che mio padre aveva trascorso così tante vicende e vissuto così intensamente in poco più di trent’anni.

Ricordo che da ragazza, ascoltandolo ricordare gli episodi, le persone incontrate, gli amici e i commilitoni, rimanessi stupita che riuscisse a velare di nostalgia e perfino di ottimismo eventi che io trovavo orrendi, fatali, violenti, fino a denigrarli. Col tempo ho capito che quell’atteggiamento positivo, quel trovare il lato buono anche nelle cose peggiori della vita, quel reagire con resilienza, flessibilità e adattamento era un fondamento del suo carattere e col passare degli anni mi sono resa conto di averlo ereditato, per mia fortuna.

Non riuscivo invece ad accettare che avesse potuto combattere con l’esercito di un dittatore, obbedendo agli ordini: lo accusavo di doverismo. Certo, per lui l’etica del dovere e del lavoro è sempre stata presente, ma non come eccesso, come valore di vita. E ho capito quanto, guardando il caos degli anni Sessanta e Settanta in cui ero coinvolta, fosse indignato per la mancanza di quell’ordine che gli era stato inculcato fin da piccolo.

Come tutti quelli della mia generazione ho goduto di un periodo di pace e prosperità, dove tutto sembrava possibile e gli obiettivi relativamente facili da raggiungere. Un tempo in cui è difficile comprendere come gli eventi dolorosi e tragici della guerra abbiano potuto rendere straordinarie le vite di tanti uomini e donne che altrimenti sarebbero rimaste nell’oscurità del quotidiano.

Tutti i documenti raccolti con passione da Rossella Orsenigo in questo libro raccontano la vita di persone come mio padre, quelle persone normali che fanno la Storia, non la Grande Storia su cui si fonda la maggior parte dei libri e dei manuali, quella dei capi di Stato e dei generali, dei vincitori, degli ideologi di ogni parte politica. È la Storia dei popoli che in parte la subiscono, in parte si ribellano, ma che agiscono e costruiscono la vita, nel bene e nel male, sono le vicende di persone comuni spesso travolte dal destino in un mondo in continuo cambiamento.

Non “i vinti” di verghiana memoria, ma coloro che lottano per la vita e per i valori in cui credono, a volte sconfitti, a volte vittoriosi.

venerdì 12 dicembre 2025

"La Dama oscura" ( Il mistero della figlia del re 3) di Lisa Beneventi

Lisa Beneventi, già autrice di saghe familiari, dopo “Madame Royale” e “La Duchessa d’Angoulême”, torna in libreria con il volume conclusivo della trilogia “Il mistero della figlia del re”, La Dama Oscura.


1789. Dopo anni di prigionia nella Torre del Tempio, Madame Royale, unica superstite della famiglia reale di Francia, viene liberata grazie a uno scambio di prigionieri con l’Austria. Condotta alla corte di Vienna, la giovane principessa crede di aver ritrovato la libertà, ma il suo destino è appena iniziato.
Così si apre “Madame Royale”, primo volume della trilogia Il mistero della figlia del re.

Il giorno seguente, però, una seconda carrozza lascia lo stesso albergo. A bordo, una fanciulla della stessa età e sorprendentemente somigliante alla principessa. Le due vetture percorrono strade diverse, trascinando con sé un segreto che cambierà la Storia.

Nel secondo volume, “La Duchessa d’Angoulême Royale”, una delle due viene presentata alla corte austriaca, poi raggiunge lo zio Luigi XVIII nell’esilio di Mittau e sposa il duca d’Angoulême.

L’altra, nascosta sotto il nome di Dama Oscura, vive tra fughe, incubi e la costante minaccia delle truppe napoleoniche.

Chi delle due è la vera Madame Royale, figlia di Maria Antonietta e Luigi XVI?
Chi è la donna che ha preso il suo posto?

Nel terzo volume della trilogia, Il mistero della figlia del re raggiunge il suo culmine: tra inganni, identità scambiate e silenzi di corte, solo pochi sovrani conosceranno la verità su una delle figure più enigmatiche della storia francese.


La dama oscura
di Lisa Beneventi
genere: narrativa storica
editore Nua, 2025
pagine: 214

sabato 6 dicembre 2025

“A scuola di famiglia, tra Milano e il Varesotto” di Ugo Marelli. Recensione di Tiziana Viganò

Tanti ricordi, brevi flash dalla magia della memoria che Ugo Marelli ha raccolto man mano gli tornavano alla mente. Non quindi la classica autobiografia in ordine cronologico, ma un caleidoscopio di colori e di argomenti che hanno l’attitudine positiva verso la vita, anche nei momenti di difficoltà.

Non è così frequente leggere un libro di memoires che induce ottimismo e spesso allegria, per cui è un vero regalo che l’autore ha scritto.

Storie di una famiglia normale - papà panettiere, la mamma sarta, Ugo che diventerà professore - che si sposta tra città e paesi della Lombardia, da Venegono Superiore a Milano alla ricerca di lavoro, o di studio, le avventure nella grande città nebbiosa, ma il legame con le tradizioni, con i piatti del territorio, col dialetto e con le piccole cose di un tempo che fu.

La famiglia numerosa e gli incontri con Peppino Meazza, il maestro Pederzoli e gli altri insegnanti, la tabaccaia ma anche la moglie del Presidente Gronchi, Valerio Massimo Manfredi, Giorgio Faletti: gli aneddoti sono tantissimi, è impossibile parlarne ora, ma consiglio la lettura di questo prezioso libro, venato dalla nostalgia di Ugo Marelli per ciò che è passato e resta per sempre nel suo cuore e nella sua mente, anche come insegnamenti di vita.

venerdì 5 dicembre 2025

“Mandorla amara” di Cristina Cassar Scalia. Recensione di Tiziana Viganò

Giunta al decimo libro della storia di Vanina Guarrasi, Cristina Cassar Scalia è balzata subito al primo posto delle classifiche di vendita (fine novembre 2025), battendo perfino Donato Carrisi e Antonio Manzini.


I personaggi sono sempre molto attraenti e ormai noi lettori ci siamo affezionati alle loro storie di vita.Dal punto di vista professionale Vanina è una vincente, la sua squadra è molto affidabile, il contributo di Biagio Patanè, il vecchio commissario in pensione che è il suo consulente più prezioso, ora può avere solo un contatto telefonico, dato che, dopo l’infarto della moglie, i due sono confinati negli ospedali di Palermo.Vanina è una vera sbirra, energica e determinata, non è la donna che deve farsi valere in un mondo maschilista, bastano le sue capacità e la sua grinta.Fin dal primo romanzo è alle prese con i suoi problemi sentimentali: Paolo Malfitano è l’amore combattuto, un continuo inseguimento dell’uno dietro l’altra e viceversa. Invece il rapporto con la famiglia si rasserena col tempo, soprattutto con la figura paterna di Federico, il secondo marito di sua madre. In questo romanzo l’amicizia ha un ruolo fondamentale, direi che ormai le storie si intrecciano in una piacevole coralità.

C’è un misto di modernità e tradizione nella Sicilia di questi romanzi, dal dialetto ai luoghi. Qui abbiamo un cambio di luoghi, dalle grandi città all’isola di Salina, descritta nelle sue meraviglie. 

martedì 25 novembre 2025

“Nei luoghi più oscuri” di Carlo Lucarelli. Recensione di Tiziana Viganò


Inganni, tradimenti, orrore, omicidi: Carlo Lucarelli ha raccolto undici racconti noir sparsi nel tempo, che indagano l’oscurità, quella dei luoghi e quella della mente umana. Il male che ci spaventa è vicino, nascosto nella realtà di tutti i giorni, nelle persone che frequentiamo, anche quelle che sembrano amiche o innocue.

La rapidità del racconto fotografa aspetti del reale, sintetizza, colpisce in modo efficace e immediato, senza addentrarsi, ma lasciando in sospeso il lettore con domande cui non risponde: ecco la suspense di cui Lucarelli è maestro, con la sua narrazione asciutta e limpida, dal ritmo veloce, immediata nelle immagini intense, nelle scenografie oscure. Personaggi e situazioni sono sempre intriganti, sorprendono e attraggono irresistibilmente il lettore.

-1980. Un giudice giovanissima, soprannominata “la Bambina” mette le mani su fondi neri dei servizi segreti deviati, aiutata da un gruppo di delinquenti “buoni”: ma è solo un bastone tra le ruote di chi vuole sovvertire la democrazia. Scoppia la bomba alla stazione di Bologna.

-Un uomo ha l’aspetto di un orsacchiotto di peluche: sembra innocuo, in realtà è un assassino.

-Una donna, un tatuaggio a forma di stella, affari illeciti, cinque suicidi: cosa c’è dietro quella serie? Chi e cos’è l’arma letale che ha compiuto la strage? Grazia Negro indaga, ma è incinta: ne vale la pena?

venerdì 21 novembre 2025

"Passeggiando in Valganna tra geografia e storia" di Claudio Bollentini



Questa incantevole valle prealpina è il luogo dove è ambientato il nuovo libro di Tiziana Viganò "Ombre e misteri tra i boschi - delitti in Valganna". In questo articolo, il giornalista Claudio Bollentini, esperto del territorio, racconta l'ambiente, la natura, l'arte e la cultura di un territorio intatto della bellissima Lombardia. 

La Valganna è una piccola valle situata a nord di Varese in Lombardia, indiscutibilmente riconosciuta da tutti come il cuore verde delle Prealpi insubri per il suo pregiato ambiente naturale lussureggiante e incontaminato. Rispetto ad alcune vallate circostanti dominate da uno sviluppo urbanistico massiccio, spesso poco attraente e di scarsa qualità, per intenderci dominato da centri commerciali e capannoni in successione, la Valganna è viceversa un piccolo gioiello.

L’antropizzazione limitata, l’urbanistica e l’edilizia civile non particolarmente invasive, il turismo sostenibile, la quasi totale assenza di attività industriali hanno consentito di preservare e tutelare il territorio nel tempo, di mantenere e tramandare fino a noi le caratteristiche ambientali di sempre e gli aspetti salienti della plurisecolare cultura locale. Nonostante l’impatto di una trafficata strada statale che l’attraversa da un capo all’altro e che divide in due i centri abitati del fondovalle.

La suddetta arteria è un prodotto della modernità, storicamente infatti la precedente strada di origini tardoromane, che rivestiva in passato un’importanza maggiore di quella odierna, si snodava in tutt’altro sedime, ma scarse o nulle sono le tracce al riguardo. Tale antico tracciato collegava la pianura padana, il milanese e il Seprio con i passi alpini delle Lepontine, a cominciare dal Lucomagno che immetteva nella valle del Reno e che nel medioevo era probabilmente il più frequentato.

L’ingresso in Valganna, provenendo da sud, si raggiungeva nei pressi del borgo di Frascarolo e del suo castello, situati nell’odierno comune di Induno Olona. Proseguendo verso nord, la strada incrociava in altura la mulattiera che scendeva dal vicino passo del Vescovo che a sua volta permetteva il collegamento con la Valceresio.


Raggiunto il fondovalle nei pressi di quello che ai giorni nostri si chiama laghetto Fonteviva, la strada seguiva più o meno il percorso del tram bianco dismesso a metà degli anni cinquanta del Novecento, lambiva la miniera della Valvassera e la cappella di San Gemolo, toccava la Badia di Ganna dopo aver doppiato il laghetto, poi proseguiva lungo la costa occidentale del lago di Ghirla, attraversava l’omonimo borgo in località ghetto e, dopo aver superato l’antico maglio, lasciava la valle per entrare nella val Marchirolo da una parte e a Cunardo dall’altra.

Quattro sono i paesi presenti: i più grandi, Ganna e Ghirla si trovano nel fondovalle, in altura tra boschi e pascoli sono ubicati Mondonico e Boarezzo e non poche sono le case sparse. La popolazione globale della valle si aggira intorno ai 1.600 abitanti.


Il corso d’acqua principale che solca la Valganna da sud a nord è il torrente Margorabbia, nasce alle pendici del monte Minisfreddo, alimenta i due suggestivi laghi di Ganna e Ghirla e poi si dirige verso Cunardo, la val Travaglia e il fiume Tresa nei pressi di Luino, dove sfocia nel lago Maggiore. I monti principali che si trovano lungo la dorsale occidentale sono il Chiusarella, la Martica e il Mondonico mentre a oriente troviamo in successione il Monarco, il Minisfreddo, il Poncione di Ganna e il più noto Piambello che rappresenta con i suoi m. 1.125 s.l.m. la cima più alta.

La notorietà storica della valle è in gran parte legata alle vicende della medievale Badia di San Gemolo a Ganna di cui oggi restano importanti tracce architettoniche e artistiche e la cui chiesa, conosciuta per i suoi antichi affreschi, è tuttora officiata ed è pure parrocchia. Dal punto di vista architettonico è degno di nota il chiostrino di una singolare forma pentagonale. Una storia, quella della Badia, che si dipana per circa quattro secoli e mezzo, dal 1095 fino a poco dopo la metà del 1500, periodo in cui fu abbandonata dai monaci benedettini e quindi ceduta all’Ospedale Maggiore di Milano che a sua volta la rivendette ad alcuni privati a fine Ottocento. Trovarono spazio in quel tempo abitazioni e piccoli opifici che snaturarono il luogo senza fortunatamente devastarlo irrimediabilmente.