Dopo
Natura
morta (Still
life, 2005
– Einaudi, 2022), La
grazia dell'inverno (A
Fatal Grace, 2007
- Einaudi 2023), Il
più crudele dei mesi (The
Cruelest Month,
2008 - Einaudi, 2024), il
quarto
titolo, in
ordine di tempo
(“The
brutal telling”, 2009),
della serie del commissario Gamache e del
villaggio canadese di
Three Pines, “Rivelazione”,
è
ora pubblicato da
Einaudi, come tanti altri titoli della bellissima serie che
conta finora quattordici romanzi.
“Rivelazione”
è un romanzo intenso, con una narrazione ricca nel lessico –
complimenti alle traduttrici - e nei dettagli degli ambienti, che
hanno un ruolo importante, ma soprattutto nei personaggi, nelle loro
emozioni, nei loro caratteri.
Chi
segue le mie recensioni sa che, secondo me, Louise Penny è una delle
migliori scrittrici di romanzi gialli, con le sue narrazioni
complesse, profonde, a tutto tondo, che elevano i suoi libri oltre il
genere, a narrativa di alto livello.
Tutti
ruotano attorno ad Armand Gamache, una delle figure più affascinanti
tra i detective. Un uomo di alto spessore, razionale e intuitivo, di
grandi capacità professionali, sempre calmo e pacato, padrone di sé, con relazioni
interpersonali ottime e con la sua intelligenza creativa ed emotiva
che scava nelle persone comprendendole a fondo e scoprendo, anche dai
minimi particolari, il loro mondo interiore.
Oliver
Brulé, personaggio fisso della serie, proprietario del pittoresco
bistrot di Three Pines ha un amico segreto, che visita solo in piena
notte, ogni quindici giorni, nella sua capanna di tronchi in mezzo
alla foresta del Quebéc. Il vecchio, l’Eremita, nasconde molti
misteri, e racconta a Oliver storie fantastiche di altri tempi, forse
miti, forse verità.
“La
terribile forza ha distrutto tutto ciò che incontrava. Il Vecchio
mondo e il Nuovo. Non è rimasto più nulla. Tranne…”
“Il
Caos incombe, vecchio mio, e niente potrà fermarlo. Ha viaggiato a
lungo, ma è arrivato”.