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libri, viaggi, cultura
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Dopo Natura morta (Still life, 2005 – Einaudi, 2022), La grazia dell'inverno (A Fatal Grace, 2007 - Einaudi 2023), Il più crudele dei mesi (The Cruelest Month, 2008 - Einaudi, 2024), il quarto titolo, in ordine di tempo (“The brutal telling”, 2009), della serie del commissario Gamache e del villaggio canadese di Three Pines, “Rivelazione”, è ora pubblicato da Einaudi, come tanti altri titoli della bellissima serie che conta finora quattordici romanzi.
“Rivelazione” è un romanzo intenso, con una narrazione ricca nel lessico – complimenti alle traduttrici - e nei dettagli degli ambienti, che hanno un ruolo importante, ma soprattutto nei personaggi, nelle loro emozioni, nei loro caratteri.
Chi segue le mie recensioni sa che, secondo me, Louise Penny è una delle migliori scrittrici di romanzi gialli, con le sue narrazioni complesse, profonde, a tutto tondo, che elevano i suoi libri oltre il genere, a narrativa di alto livello.
Tutti ruotano attorno ad Armand Gamache, una delle figure più affascinanti tra i detective. Un uomo di alto spessore, razionale e intuitivo, di grandi capacità professionali, sempre calmo e pacato, padrone di sé, con relazioni interpersonali ottime e con la sua intelligenza creativa ed emotiva che scava nelle persone comprendendole a fondo e scoprendo, anche dai minimi particolari, il loro mondo interiore.
Oliver Brulé, personaggio fisso della serie, proprietario del pittoresco bistrot di Three Pines ha un amico segreto, che visita solo in piena notte, ogni quindici giorni, nella sua capanna di tronchi in mezzo alla foresta del Quebéc. Il vecchio, l’Eremita, nasconde molti misteri, e racconta a Oliver storie fantastiche di altri tempi, forse miti, forse verità.
“La terribile forza ha distrutto tutto ciò che incontrava. Il Vecchio mondo e il Nuovo. Non è rimasto più nulla. Tranne…”
“Il Caos incombe, vecchio mio, e niente potrà fermarlo. Ha viaggiato a lungo, ma è arrivato”.
Un giorno il corpo massacrato del vecchio viene trovato proprio nel bistrot. Nessuno lo conosce, non ha documenti, non si sa neppure da dove viene. Oliver tace, perché anche lui ha molti segreti, ignoti ai suoi compaesani. Gamache però riesce piano piano a districare la matassa, a individuare le falle. Ma qual è il movente? Perché il corpo è stato trasportato? I capo della Omicidi della Sureté sa che per ogni omicidio bisogna scavare nel passato.
«Ciò che uccide è invisibile, gli aveva detto il capo. Per questo è tanto pericoloso. Non è una pistola a togliere la vita, né un coltello, né un pugno. Ciò che uccide è qualcosa che non vedi arrivare. È un'emozione. Irrancidita, guasta. Che aspetta il momento giusto per colpire».
Dovrà attraversare tutto il Canada, arrivare in isole sperdute, ricordare episodi tragici della storia del suo paese, in cui le vittime erano gli indigeni haida vissuti in tempi passati: un racconto brutale rivelato dall’arte. Seguendo “una scia di fango” riuscirà così a trovare la verità, dolorosa, complicata, terribile.
Rivelazionedi Louise Penny
genere:
giallo, narrativa internazionale
editore: Einaudi, 2026
pagine: 587
Una storia ironica e dissacrante che si evolve, incalzante e in modo impeccabile, con effetti valanga che catapultano personaggi e lettore in una catena infinita di avvenimenti che lasciano con il fiato sospeso; avvenimenti in cui si fondono possibile e surreale, mostrando gli aspetti più negativi del genere umano. Una chiara irriverente e inclemente rappresentazione della moderna società, in cui spesso si è portati a dar più valore al denaro, piuttosto che alla propria vita o a quella degli altri.
Tutto si svolge in un
giorno, mostrando inizialmente una quotidianità non dissimile da quella di tanti,
che ben presto si evolve in un incubo persecutorio che imprevedibilmente si
trasforma in una sorta d’inferno dantesco, dove Enzo, il protagonista, è
guidato da un fratello mai nato; un moderno Virgilio, una coscienza alternativa
che in modo molto crudo lo metterà di fronte a tutti i suoi lati peggiori.
Enzo si trova così
catapultato, suo malgrado, in un’allucinante avventura, colma di colpi di
scena, che lo risucchia in realtà “altre” e spesso inimmaginabili, in cui dovrà
confrontarsi non solo con personaggi squallidi e senza scrupoli, metafora di
tutte le bassezze umane, ma anche con i propri limiti e le proprie incertezze.
Un protagonista così ben definito da sembrare reale, palpabile e in grado di
trascinare in una simbiosi emotiva.
Tutti i personaggi sono ben
caratterizzati, lo stile è fresco e avvincente, con un sapiente uso del
dialetto napoletano che crea momenti di simpatica ironia.
Editore: 0111 Edizioni
Pagine: 127
LINK ACQUISTO AMAZON: https://www.amazon.it/Una-giornata-bestiale-Vincenzo-Carriero-ebook/dp/B077SYZPNJ/ref=cm_cr_srp_d_product_top?ie=UTF8
Torna in libreria il maestro francese della suspence, Maxime Chattam, un autore da oltre 25.000 copie vendute in Italia. Una fattoria nel New England circondata dai boschi e avvolta da inquietanti voci. Un’oasi di pace che si trasforma in incubo per una coppia e i suoi figli. «Le sue storie trasudano terrore pagina dopo pagina, esplorano magistralmente il Male e le nostre paure più profonde» (CORRIERE DELLA SERA).
IL LIBRO
A Mahingan Falls, i coniugi
Spencer credono di aver trovato il luogo perfetto per ricominciare. Olivia è un
volto noto della televisione, Tom un autore teatrale scottato da un recente
insuccesso. Stanchi del caos di New York, hanno mollato tutto e si sono trasferiti
in una remota fattoria del New England immersa nella natura. Il rifugio ideale
dove crescere i loro figli e ritrovare il giusto ritmo. O almeno così pensano.
La quiete sembra spezzarsi una notte, quando Olivia, mentre il resto della
famiglia dorme, sente un rumore provenire dal corridoio: forse un pianto
lontano, o un gemito soffocato. Quando si alza per controllare non trova
nessuno, eppure si sente osservata, come se nel buio della casa ci fosse
qualcun altro. E non è l’unico strano evento che avviene in città: incidenti,
scomparse e morti inspiegabili si susseguono come brutti scherzi di un destino
che improvvisamente pare aver preso di mira Mahingan Falls. Quando Tom scopre
nel solaio alcuni vecchi quaderni impregnati di polvere e umidità, le oscure
leggende di stregoneria legate alla fattoria smettono di sembrare solo
superstizioni. Indagando, si addentra in un territorio dove il confine tra
razionale e paranormale si assottiglia pericolosamente. E la verità che emerge
è molto più spaventosa di qualsiasi incubo. Maxime Chattam torna con un romanzo
teso e magnetico, capace di trascinare il lettore in una trama complessa e in
un’ambientazione cupa e perturbante che catturano i lettori fino all’ultima
pagina.
L’AUTORE
Maxime Chattam ha vissuto a lungo
negli Stati Uniti prima di tornare in Francia. Ha studiato Criminologia e
Psicologia forense. La stampa internazionale lo ha accostato a grandi nomi come
Michael Connelly e Joël Dicker. Con Salani sono usciti Loro e La pazienza del
diavolo. I suoi libri hanno venduto oltre sette milioni di copie nel mondo.
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IL SEGNALE
Editore : Salani
Data di pubblicazione : 3
marzo 2026
Pagine: 800
Link acquisto Amazon: https://www.amazon.it/segnale-Maxime-Chattam/dp/8831021753
Laureata in Lettere
moderne, ha insegnato letteratura italiana e storia alle superiori
e, come giornalista pubblicista, ha collaborato col mensile
Tuttoturismo, tenuto per anni rubriche culturali in alcuni
settimanali locali, L’Abbiatense, L’Altomilanese, Città Oggi
e
scritto articoli di turismo per i quotidiani Il Giorno e Il Giornale.
Attualmente collabora con Alessandria
Today Italia News Media,
Ticinonotizie,
Kukaosmagazine
Negli
anni ha partecipato a vari concorsi letterari piazzandosi spesso tra
i segnalati e i premiati.
Ha pubblicato: “Il carnevale dei misteri” Ennepilibri, 2006 suo romanzo d’esordio.Per i tipi de La Vita Felice: “Il Duca e il cortigiano - Imprese d’arme e d’amore 2015; “A bon droit - Il piacere della vendetta” 2017; “Sofonisba - La turbinosa giovinezza di una pittrice” 2020; “Sofonisba alla corte del re - Intrigo spagnolo” 2021; “Sofonisba torna in Italia - Amori, discordie, ribellioni e successi di una matura artista manierista”, 2023; “Folgóre da San Gimignano – Historia di un di un poeta cavaliere, 2024.
La tua approfondita conoscenza della letteratura e della storia ti ha portato a scrivere e scegliere proprio il romanzo storico?
Mi piacciono le opere letterarie datate e mi piace la storia perché quello che noi siamo oggi è la conseguenza delle scelte fatte da quelli venuti prima di noi, e questo è stato un buon motivo per cimentarmi in quello che viene definito un genere difficile; ma si sa che quando le cose piacciono si trovano meno difficili di quello che appaiono.
Quando scrivi i tuoi romanzi ambientati in un passato così lontano come ti muovi per le ricerche sugli ambienti, sulla vita quotidiana, sui letterati, sui nobili e sul popolo? Come riesci a immaginarli?
Prima di mettermi al computer leggo tutto quello che trovo sul personaggio, faccio tesoro delle mie conoscenze storiche acquisite nell’arco degli anni e che continuo a rinverdire con la lettura di nuovi saggi, mi documento sui fatti veramente accaduti quando è vissuto il protagonista, quindi politica, eventi bellici, contemporanei con cui è venuto in contatto e, naturalmente, usi e costumi del periodo, perché la storia deve risultare vera come quella che noi oggi viviamo nel XXI secolo. A questo proposito il lavoro certosino riguarda altresì i luoghi, città e campagne che amo descrivere per mostrare il mondo di allora, in gran parte scomparso ma ricostruibile.
Cédric Sapin-Defour, l’autore rivelazione della letteratura francese, torna in libreria a partire dal 10 marzo 2026
Dopo Il suo odore dopo la pioggia, Sapin-Defour racconta la tragica vicenda personale che lo ha coinvolto.
Cosa fare quando stai per perdere tutto, compresa la persona che ami?
«Non sarebbe celebrato 300.000 lettori francesi se il libro non dicesse una cosa tanto importante: quando l’esistenza diventa fragile, celebrare la vita ci può salvare» Vanity Fair
Venerdì 12 agosto 2022, in una valle nella provincia di Bolzano, una coppia si lancia in volo con il parapendio. Cédric e Mathilde conoscono bene quelle montagne, hanno compiuto quel gesto molte altre volte. Fino a quel giorno. Cédric si volta, non vede più Mathilde. Nel respiro affannoso degli interminabili minuti che lo portano sul luogo dell’incidente, solo domande: è sopravvissuta? Dove è caduta? È viva? Questo romanzo racconta la storia di due vite unite dal desiderio di libertà e la testimonianza di una convalescenza che richiederà diversi mesi di pazienza, fatica, speranza. Un tempo sospeso in cui Mathilde deve reimparare tutto. Una pagina bianca sulla quale l’amore di Cédric scrive con un’unica certezza a guidarlo: c’è ancora tempo. Sapin-Defour conosce l’amore e sa scrivere di amore, di quel sentimento raro e difficile legato all’incubo di perdere l’amato, della paura della morte, dell’impotenza nel dolore. Ma anche del dono di credere negli altri intorno, nonostante tutto, nei medici, negli amici, negli sconosciuti. Dopo Il suo odore dopo la pioggia, il commovente e fortunato romanzo sull’amicizia fra un uomo e il suo cane, Sapin-Defour torna in libreria con un’altra storia vera, il diario di un caparbio cammino verso la rinascita raccontato con una scrittura magica e sontuosa, un inno alla vita e al coraggio di amare.
Cédric Sapin-Defour è scrittore e alpinista. Vive nelle Alpi francesi per alcuni mesi all’anno e il resto del tempo in viaggio. In tutti i suoi scritti ricorre il sogno che ‘gli uomini e la natura imparino a convivere’. Il suo primo romanzo, Il suo odore dopo la pioggia (2024), pubblicato in Italia da Salani, è diventato un successo internazionale tradotto in molti paesi e in fase di adattamento cinematografico.
Parlano di Ombre e misteri tra i boschi:
segnalazioni sul web da gennaio 2026 a marzo 2026
https://www.notesmagazine.org/tiziana-vigano-ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valgana/
https://www.zarabaza.it/2026/02/09/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.politicamentecorretto.com/category/libri-editoria/
https://www.mychance.it/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.mychance.it/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://www.cipriamagazine.it/2026/02/ombre-e-misteri-tra-i-boschi-delitti-in-valganna/
https://alessandria.today/2026/02/25/due-chiacchiere-con-la-giallista-tiziana-vigano/
https://ticinonotizie.it/due-chiacchiere-con-la-scrittrice-tiziana-vigano/
In libreria dal 13 marzo 2026
Giaffa, 1925. Sabiha e Ahmed vivono in un angolo di Mediterraneo profumato di sole e zagare, dove ogni giorno sembra promettere un futuro luminoso. Aprono un piccolo cinema, un tempio di sogni e commozione davanti ai film con Shirley Temple, e fanno crescere i figli in una bella casa con il giardino colmo di aranci rigogliosi. Accanto abitano gli Jankowitsch, una famiglia di ebrei polacchi. Tra differenze e pregiudizi, la convivenza è possibile.
Poi arriva il 1948. La guerra arabo-israeliana irrompe nelle loro vite e con la nascita dello Stato d’Israele il mondo che conoscevano si sgretola. Per gli Osman inizia l’odissea: prima a Beirut, in Libano, poi a Mersina, in Turchia, sempre in fuga. Vivono in case fatiscenti, senza diritti né patria. Piangono i loro morti, ma non lasciano che il dolore soffochi l’amore per la vita e la speranza.
Quasi settant’anni dopo, Joana Osman torna a Giaffa, in quella terra che oggi è Israele, seguendo le tracce di una storia che le appartiene, ma che non ha vissuto. Chi erano i suoi nonni? Che cosa sarebbe accaduto se non avessero lasciato la Palestina? Forse alcuni dei loro famigliari non sarebbero morti, ma forse suo padre non avrebbe mai raggiunto la Germania. E Joana non avrebbe potuto raccontare questa storia, intensa e struggente: la storia della sua famiglia, che è anche quella di tante altre, costrette, ieri come oggi, ad abbandonare la propria terra portando con sé memoria, dolore e il desiderio di tornare.
«Joana Osman racconta la storia della sua famiglia palestinese con intelligente ironia.» BÜCHER
«Più che una saga famigliare, questo romanzo si legge quasi come una storia del conflitto mediorientale degli ultimi 100 anni, raccontata con compassione e senza attribuire colpe.» AACHENER ZEITUNG
“Dove danzano le anime”
di Joana Osman
genere: romanzo
editore: Tre60, 2026
pagine: 208
Le motivazioni con cui il Prof. Ignazio Marino ha candidato il libro all’80esima edizione del Premio Strega.
“I punti di forza di questo romanzo sono la scrittura brillante, leggera e divertente e un protagonista che accompagna il lettore in un viaggio nel cuore della scuola, dell’adolescenza e di sé stesso. La narrazione è realistica e lascia al lettore la possibilità immediata di immedesimarsi nei personaggi e nei luoghi, regalando sorrisi e leggerezza, ma anche l’opportunità di riflettere sul proprio passato, sul presente e sul futuro. È la storia di Tito Rivolta, un supplente di lettere in una scuola superiore privata romana, che si ritrova ad avere a che fare con i ragazzi di oggi e che deve fare allo stesso tempo i conti con il sé stesso adolescente. È una storia che parla della scuola di oggi, dell’incontro/scontro intergenerazionale, delle barricate in piazza degli anni ’90 e di quelle che vengono messe oggi dietro lo schermo di un telefono, di Dino Buzzati e Marracash, di quanto sia complicato, ma fondamentale, continuare a seguire i propri sogni.”
TRAMA
Ameya Canovi ci guida in un percorso per scoprire che alla fine noi lì, nell’amore per noi stessi, c’eravamo già: l’avevamo soltanto dimenticato.
«Alla base di ogni relazione ci sono gli incontri. Riusciti, mancati, desiderati, rincorsi, evitati, rifiutati, specchiati, disperati, velenosi, talvolta traumatici. Ma l'incontro con sé stessi va di pari passo con quello altrui, e quando accade in maniera onesta, nulla poi resta come prima. Perché proprio le stelle? Le stelle non si aggrappano, si guardano tra loro e in modo creativo compongono relazioni, melodie, sinfonie. Si relazionano insieme, con compostezza. Alla giusta distanza, senza perdersi nelle altre. Ciascuna con la propria luce, la propria essenza».
Recensione di Barbara Anderson per il blog "Les fleurs di mal"
La bellezza dei boschi in autunno è qualcosa che conosco bene, vivendo in Irlanda, terra di smeraldo che fluttua sull’oceano con i suoi boschi immensi. Le foglie che cambiano colore, il giallo che sfuma nell’arancio, quell’odore di terra umida che ti resta addosso anche dopo essere tornata a casa. Cammino spesso nei boschi vicino casa, in silenzio. Mi piace il rumore delle foglie sotto le scarpe, quel suono secco che accompagna i pensieri. L’autunno è la mia stagione preferita. Non mi è mai sembrato una stagione che muore, ma un tempo che riflette e si prepara alla rinascita.
Quando ho iniziato questo romanzo ho sentito subito qualcosa di familiare. Quell’autunno che avvolge il paese, il passo lento, incerto ma attento, di una donna anziana che non si lascia spegnere dal tempo né dalla routine. Una donna che osserva, ascolta, registra. Che passeggia con i suoi cani, uno nel passeggino e due al guinzaglio, e che potrebbe sembrare solo una figura tenera, nostalgica, quasi ai margini della scena. E invece no. Lei è intuito, è genio, è desiderio di capire.
Mi ha colpita molto la scelta narrativa di dare centralità a due protagonisti anziani. Non come memoria nostalgica del passato, ma proprio come energia viva. Come se l’età non fosse un limite ma piuttosto uno sguardo più profondo sulle cose. L’amicizia tra questa signora e Carlo è la parte più tenera e, in certi momenti, anche la più divertente del romanzo. La loro è un’amicizia antica, fatta di complicità, rispetto, stima reciproca. Due persone che hanno attraversato la vita e le sue difficoltà, ognuna con le proprie ferite, ma con un legame saldo.
Carlo, industriale in pensione e appassionato pescatore, è lì, silenzioso e solido come un’ancora alla sua nave; lei invece è curiosa, vivace, instancabile, con quel sogno quasi segreto di scrivere un noir. Mi è piaciuto molto vedere come la loro curiosità diventi spinta narrativa. È profondamente umano non accontentarsi delle versioni ufficiali delle cose che accadono intorno a noi.
Ed è proprio qui che arriva uno degli aspetti che ho apprezzato di più: le indagini parallele. Da una parte la polizia, con le sue procedure, la raccolta delle prove. Dall’altra lei, loro, con un’indagine fatta di attenzione, osservazione, intuizione, di informazioni raccolte nei luoghi della quotidianità, tra pettegolezzi, silenzi e sospetti. Non è una gara tra il metodo ufficiale e quello ufficioso. Sono due modi diversi di cercare la verità, perché la verità non sempre si lascia afferrare solo dalle procedure; a volte si nasconde nei dettagli, apparentemente semplici e banali ma fortemente complessi.
Ma oltre a questa coppia così atipica e affiatata, che rende il ritmo del romanzo un cozy crime, il romanzo tocca anche una parte oscura e dolorosa: il tema dello sfruttamento delle ragazze, dei festini nascosti dietro facciate rispettabili, del potere che usa, sfrutta e abbandona. Questa parte mi ha fatto riflettere molto. Mi ha fatto pensare a quanto siano vulnerabili certe giovani vite, soprattutto in paesi rurali dove le opportunità sembrano poche, dove i sogni sono grandi ma le strade per raggiungerli sono strette e tortuose. Dove a volte si scende a compromessi pensando di trovare una scorciatoia, e quella scorciatoia si trasforma in una trappola.
“Settantadue lei e settantotto lui, uno scricciolo tutto pepe lei, un omone grande e grosso lui. Erano amici da sempre e, anche se le loro storie di vita li avevano divisi in gioventù, avevano sempre provato una tenerezza e un'intimità più vicine all'amore che all'amicizia.”
Accomunati da un'innata curiosità e da una tenacia non comune, i due anziani investigatori dilettanti sono facilitati dall'amicizia con il maresciallo Daverio che talvolta li rimprovera, ma poi accetta ben volentieri gli indizi che Rosanna e Carlo riescono a trovare con bravura.
La Valganna è un paradiso, ma si sa che anche nell'Eden ci sono stati dei delitti e non è strano che una zona turistica sia teatro di fatti criminosi come quelli su cui indagano i due amanti dei gialli.
“Quella bellissima valle era ideale per concedersi pause di relax, pescando sui laghi o camminando tra i boschi, frequentando ristoranti e trattorie con gli amici.”
“Il bosco era magnifico, di un verde che cominciava a sfumare nel giallo sugli alberi, marrone con la luce che filtrava tra i rami, un silenzio rotto solo dallo scrocchiare delle foglie secche.”
Nella coppia l'elemento dinamico e volitivo è Rosanna, che “era stata un'insegnante di lettere e filosofia, si era sposata ed era rimasta vedova, senza figli” Carlo invece, “proprietario di una piccola industria tessile, anche lui si era sposato, ma la moglie se n'era andata subito dopo aver partorito, lasciando un neonato in braccio a un marito che si era immerso nel lavoro...”
“Carlo, dopo una vita di lavoro impegnativo, era impigrito e ingrassato non poco: data la sua passione per i gialli e il cibo calzava a pennello la figura dell'armchair detective, come gli inglesi definiscono il detective in poltrona, un classico fin dai primi gialli dell'Ottocento. Anzi, ormai assomigliava a Nero Wolfe, grasso scansafatiche e ghiottone.”
I due però non si limitano a stare a casa aspettando le notizie ma si attivano con tutte le astuzie, sfruttando le amicizie, la loro capacità di leggere e interpretare le atmosfere paesane e il loro talento di analizzare i fatti o, volendo essere meno diplomatici, le loro doti di impiccioni.
Il diciassettesimo libro di Marco Buticchi con le avventure di Oswald Breil e Sara Terracini è diverso dai precedenti romanzi storici che parlano di avvenimenti passati. Siamo nel pieno dell’attualità: è stato scritto nel 2024 e tratta della tragica guerra in atto tra Israele e la Palestina dopo il famigerato attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas.
Ero curiosa di leggere come Buticchi avrebbe trattato l’argomento, dato che il personaggio di Oswald Breil è stato non solo a capo del Mossad ma anche Primo Ministro di Israele. Come si sarebbe schierato lo scrittore? Come avrebbe trattato lo spinoso argomento? Una bella gatta da pelare per gli eroi di tante belle avventure!
Ma Buticchi e Oswald Breil si districano con disinvoltura ed equilibrio: se i cattivi sono i guerriglieri di Hamas, lo solo altrettanto, e di più, gli esponenti del governo israeliano: le vere vittime sono i civili massacrati dal folle progetto di pulizia etnica di Netanyahu e suoi sostenitori.
Tanto è vero che, di fronte alla strage dei palestinesi e alle follie e gli eccessi del governo israeliano Breil rifiuta e si dissocia: mette insieme la sua squadra di fedelissimi e si getta a capofitto nel salvataggio di un ingegnere elettronico, rapito nel giorno dannato con la sua famiglia e tutti gli altri ostaggi.
Azioni mozzafiato (alla James Bond!) lo portano in mezzo a pericoli mortali, rischiando la vita in prima persona, ma coadiuvato come sempre dalla sua adorata e invincibile moglie, Sara Terracini e dai suoi fedelissimi.
Il racconto della guerra in atto si intreccia, come sempre accade nei suoi libri, a un’altra storia, quella dello scienziato, fisico, ingegnere serbo-statunitense Nikola Tesla (1856 – 1943) che ha inventato e brevettato tantissimi macchinari rivoluzionari, precorrendo i tempi.
È lui “Il figlio della tempesta” nato di notte proprio mentre un fulmine scaricava la sua elettricità sulla terra. Senza mai prendere una laurea fu candidato due volte al premio Nobel e divenne uno degli inventori più prolifici e influenti della storia, soprattutto nel campo dell’elettricità. Registrò 280 brevetti in 26 paesi, inventò il sistema elettrico a corrente alternata, la distribuzione e il motore elettrico polifase, che ancora oggi sono il fulcro sul quale poggiano le basi del modulo propulsivo elettrico. Leggere la sua vita è veramente interessante: chissà se è vera l’ipotesi che avesse messo a punto un’arma di distruzione talmente potente da suscitare le brame di Stati, servizi segreti e criminalità organizzata?
che sconvolse l’Italia, tra i segreti della
Valle Argentina e le ombre della memoria
Esce per Fratelli Frilli Editori il nuovo romanzo di Ippolito Edmondo Ferrario, Il banchiere nero e la bambina scomparsa. Dopo il successo delle precedenti opere, l’autore firma un noir intenso e inquietante, ambientato fra Triora, il leggendario “paese delle streghe” segnato dal processo per stregoneria del 1587, la suggestiva Valle Argentina e la città di Sanremo, crocevia di contrasti, luci e ombre del Ponente ligure.
Al centro della trama, un cold case: il rapimento e l’uccisione di una bambina, avvenuta decenni prima e mai chiarita del tutto. Sarà il “banchiere nero” Raoul Sforza, protagonista della saga letteraria creata da Ferrario, a decidere di riaprire il caso e a indagare in maniera non convenzionale tra silenzi, omertà e memorie che nessuno vorrebbe riportare alla luce. Questo romanzo segna la quinta indagine di Sforza, figura affascinante e controversa che si muove sul sottile confine tra giustizia e vendetta.
La vicenda trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto: il rapimento e l’omicidio di Maria Teresa Novara, avvenuto a Canale d’Asti in provincia di Cuneo, nel 1968. Una storia che allora sconvolse l’Italia intera e che oggi Ferrario rielabora in chiave narrativa, restituendo tutta la drammaticità e le domande rimaste senza risposta.
Con uno stile asciutto e preciso, l’autore intreccia storia, cronaca e tradizione popolare, trasformando la Valle Argentina, Triora e Sanremo in scenari ricchi di suggestioni, dove il confine tra realtà e mito diventa labile. Il banchiere nero e la bambina scomparsa è un noir che non si limita a intrattenere, ma invita a riflettere sul peso della memoria collettiva e sul modo in cui i fantasmi del passato continuano a influenzare il presente. Il romanzo è accompagnato dalla postfazione del giornalista e scrittore Marco Vallarino.Un aspetto importante dell’iniziativa editoriale è che i diritti d’autore saranno devoluti al Centro Aiuto alla Vita A.P.S. di Sanremo, conferendo al progetto un ulteriore valore umano e sociale.
il nuovo giallo di Tiziana Viganò tra suspense, territorio e ironia
Recensione di Sebastiano di Mauro per WEB Lombardia - Arte, Cultura e Spettacolo in Italia
Con Ombre
e misteri tra i boschi – Delitti in Valganna, in uscita il 13
gennaio 2026 per Edizioni Leucotea,
Tiziana
Viganò firma un giallo classico capace di coniugare intrigo,
leggerezza narrativa e profondo legame con il territorio.
Ambientato nella suggestiva Valganna,
tra Varese e il confine svizzero, il
romanzo si sviluppa in una cornice naturalistica affascinante, dove
paesaggi verdi e atmosfere di provincia diventano parte integrante
della storia
Protagonisti sono Rosanna e Carlo, due vivaci settantenni accomunati dalla passione per i romanzi gialli e dal sogno, mai sopito, di diventare scrittori. Il loro entusiasmo li porta a collaborare con il maresciallo dei carabinieri Daverio nella risoluzione di due delitti locali. Quella che nasce come una curiosità condivisa si trasforma presto in un coinvolgimento sempre più profondo, fino a riaprire un caso irrisolto di dodici anni prima, complesso e pericoloso, dietro al quale si cela una rete criminale di vaste proporzioni.
La forza del romanzo sta anche nel suo tono equilibrato, che alterna momenti di suspense a scene di vita quotidiana: pranzi gourmet, ricette della tradizione lombarda, dialoghi vivaci, pettegolezzi di paese e gustose incursioni nel dialetto bosino. Il risultato è una narrazione scorrevole e coinvolgente, dove il mistero si intreccia con l’intrattenimento e con un ritratto autentico della provincia italiana.
Autrice milanese, Tiziana Viganò porta nel romanzo la ricchezza del suo percorso umano e professionale: laureata in Lettere Moderne, per anni redattrice e iconografa presso Garzanti Editore, ha poi approfondito gli studi in psicologia, comunicazione e medicina naturale. L’impegno nel volontariato sociale, le esperienze con ONG in Africa e nella Repubblica Dominicana e l’attività come counselor sono fonti costanti di ispirazione per le sue storie, già apprezzate in numerosi premi e concorsi letterari.
Con Ombre e misteri tra i boschi – Delitti in Valganna (150 pagine, ISBN 979-1282184069), Viganò conferma la sua capacità di rinnovare il giallo italiano, offrendo al lettore un’indagine avvincente, radicata nel territorio e arricchita da personaggi credibili e pieni di vita.
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| foto di Claudio Zappalà |
Recensione di Pier Carlo Lava per Alessandria Today Italia News Media
Ci sono storie in cui il delitto non rompe l’armonia di un luogo, ma la rivela. Ombre e misteri tra i boschi di Tiziana Viganò è un giallo che affonda le radici nella provincia, nei suoi silenzi, nei suoi riti quotidiani e nelle relazioni apparentemente innocue che, a poco a poco, mostrano crepe inquietanti. Ambientato nella Valganna, il romanzo intreccia indagine, memoria e umanità con un tono che alterna leggerezza e tensione, costruendo una narrazione dove il paesaggio non è sfondo, ma parte viva del mistero. Un libro che restituisce al giallo classico il suo valore più autentico: raccontare una comunità attraverso ciò che cerca di nascondere.
Nella idilliaca cornice della verde Valganna, tra Varese e la Svizzera, due vivaci settantenni, Rosanna e Carlo, appassionati di gialli e con l’aspirazione di diventare scrittori, collaborano con il maresciallo dei carabinieri Daverio alla soluzione di due delitti. Affinate le capacità, riusciranno a dare un valido contributo in un terzo caso di dodici anni prima, che si presenta molto complicato e sempre più pericoloso, tanto che il maresciallo dovrà dar loro l’ordine di fermarsi. Continuerà lui, ma non da solo, con la collaborazione di altre forze dell’ordine, perché dietro a un vecchio caso di provincia mai risolto si nasconde una rete criminale di grandissime proporzioni.Dopo tre esperienze così intense, Rosanna e Carlo avranno idee e spunti per lanciarsi nell’ardua impresa di diventare scrittori di thriller e noir. Riusciranno i nostri eroi?
Tra paesaggi stupendi, pranzi gourmet, ricette della cucina del territorio lombardo, chiacchiere e pettegolezzi, scene di paese condite con gustose frasi in dialetto bosino, la narrazione procede con leggerezza alternata a momenti impegnativi.
Il romanzo è ambientato in Valganna, area verde e suggestiva della provincia di Varese, al confine tra Lombardia e Svizzera. Un territorio ricco di natura, tradizioni e vita di paese che diventa elemento narrativo centrale nella costruzione del mistero.
Ombre e misteri tra i boschi, pubblicato da Edizioni Leucotea, valorizza il giallo ambientato nei luoghi reali, confermando l’attenzione di Alessandria today per la narrativa che intreccia territorio, identità e racconto letterario contemporaneo.
Un giallo classico che unisce l’intrigo e la suspense del genere all’intrattenimento piacevole.