venerdì 6 marzo 2026

“Folgóre da San Gimignano – Historia di un di un poeta cavaliere". Intervista a Luciana Benotto

 Intervista a Luciana Benotto

Laureata in Lettere moderne, ha insegnato letteratura italiana e storia alle superiori e, come giornalista pubblicista, ha collaborato col mensile Tuttoturismo, tenuto per anni rubriche culturali in alcuni settimanali locali, L’Abbiatense, L’Altomilanese, Città Oggi
e scritto articoli di turismo per i quotidiani Il Giorno e Il Giornale. Attualmente collabora con Alessandria Today Italia News Media, Ticinonotizie, Kukaosmagazine
Negli anni ha partecipato a vari concorsi letterari piazzandosi spesso tra i segnalati e i premiati. 

Ha pubblicato: “Il carnevale dei misteri” Ennepilibri, 2006 suo romanzo d’esordio.Per i tipi de La Vita Felice:Il Duca e il cortigiano - Imprese d’arme e d’amore 2015; “A bon droit - Il piacere della vendetta” 2017; “Sofonisba - La turbinosa giovinezza di una pittrice” 2020; “Sofonisba alla corte del re - Intrigo spagnolo” 2021; “Sofonisba torna in Italia - Amori, discordie, ribellioni e successi di una matura artista manierista”, 2023; “Folgóre da San Gimignano – Historia di un di un poeta cavaliere, 2024.

La tua approfondita conoscenza della letteratura e della storia ti ha portato a scrivere e scegliere proprio il romanzo storico?

Mi piacciono le opere letterarie datate e mi piace la storia perché quello che noi siamo oggi è la conseguenza delle scelte fatte da quelli venuti prima di noi, e questo è stato un buon motivo per cimentarmi in quello che viene definito un genere difficile; ma si sa che quando le cose piacciono si trovano meno difficili di quello che appaiono.

Quando scrivi i tuoi romanzi ambientati in un passato così lontano come ti muovi per le ricerche sugli ambienti, sulla vita quotidiana, sui letterati, sui nobili e sul popolo? Come riesci a immaginarli?

Prima di mettermi al computer leggo tutto quello che trovo sul personaggio, faccio tesoro delle mie conoscenze storiche acquisite nell’arco degli anni e che continuo a rinverdire con la lettura di nuovi saggi, mi documento sui fatti veramente accaduti quando è vissuto il protagonista, quindi politica, eventi bellici, contemporanei con cui è venuto in contatto e, naturalmente, usi e costumi del periodo, perché la storia deve risultare vera come quella che noi oggi viviamo nel XXI secolo. A questo proposito il lavoro certosino riguarda altresì i luoghi, città e campagne che amo descrivere per mostrare il mondo di allora, in gran parte scomparso ma ricostruibile.

Quanto influiscono le arti sulla tua fantasia?

Per quanto riguarda l’elemento artistico, non invento niente. Mi informo su qual era la musica che si ascoltava, sui pittori in voga, sugli scrittori più letti. Il mio è un lavoro di ricerca che faccio anche andando sul campo, ovvero visitando i luoghi dove hanno vissuto gli attori delle mie storie. Solo sul posto posso capirlo, cercando di vedere coi loro stessi occhi, di ascoltare con le loro stesse orecchie, di respirare l’aria che hanno respirato.

Come hai scelto i tuoi protagonisti? Hai dedicato3 libri a Sofonisba Anguissola: da che cosa nasce il tuo interesse per questa donna in particolare?

Per la scelta dei protagonisti lascio fare un po’ al fato. Nel primo libro dedicato a Guidobaldo da Montefeltro “Il Duca e il Cortigiano”, l’incontro è avvenuto agli Uffizi. Lì vidi il suo ritratto e quello di sua moglie Elisabetta Gonzaga dipinti da Raffaello e le loro espressioni meste mi incuriosirono e così mi informai e ciò che trovai mi convinse a raccontare la storia di due anni delle loro vite. Per quanto riguarda “A bon droit” ho incontrato Gian Galeazzo Visconti in un romanzo della Bellonci dove veniva descritto come un debole dall’indole gentile, che poi però si dimostrò tutt’altro che debole e ciò che ho voluto dire col romanzo è che non bisogna mai sottovalutare nessuno. Sofonisba Anguissola la trovai a Brera dove vidi l’autoritratto di una ragazza; ciò che mi colpì è che era stato dipinto da una donna vissuta nel ‘500, cosa davvero fuori dall’ordinario per qual periodo. Quando scoprii che era vissuta più di novant’anni ebbi momenti di dubbio se raccontare la sua lunga vita, ma era stata talmente interessante che alla fine è vissuta con me per sette anni.

Parliamo dell'ultimo libro su Folgóre da San Gimignano, un poeta minore ma un uomo interessante: raccontacelo…

Folgóre è uscito da una mia antologia scolastica e, con un nome così, non ho potuto fare a meno di andare a vedere chi fosse stato. Poiché ci sono scarse notizie su di lui, ho studiato con la lente d’ingrandimento i suoi sonetti e, come una psicologa, sono riuscita a capire l’uomo che era stato, e ciò che ne è uscito mi ha affascinata. Una persona allegra nella giovinezza, periodo durante il quale scrisse versi brillanti che conducono il lettore in un mondo fiabesco, mentre in età matura nelle sue poesie prevalse l’invettiva politica. Era un uomo d’onore, fervente guelfo bianco, un milite che combatteva per San Gimignano, ma anche un uomo che sapeva amare. Un personaggio dell’epoca dei liberi Comuni, che viveva nella sua bellissima città, tra 72 torri, ora ridotte a 14. Insomma, ho raccontato cinque lustri della sua esistenza, in cui anche la Toscana appare in tutta la sua bellezza.

Le lotte tra Guelfi e Ghibellini nei sec. XIII-XIV sono specchio dell'eterna lotta tra due schieramenti opposti tipica dell'Italia (e non solo): cosa ci insegna la storia?

Rinverdisco la memoria a chi non se lo ricordasse che i ghibellini erano filoimperiali e i guelfi filopapali e quest’ultimi divisi tra Bianchi e Neri, ma per conoscere le differenze nella Toscana dell’epoca il mio libro aiuta a capire bene le diverse motivazioni e le contese. La storia, visto quello che sta succedendo oggi grazie a Putin, Tramp e Netanyahu, sembra quella dei corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico. La smania di potere, di denaro, il sogno dell’onnipotenza non muore mai, e certi uomini ne sono il tristo emblema.

Ti sei laureata con tesi in geografia antropica: che formazione ti hanno dato questi studi?

Quella di analizzare nel passato e nel presente il divenire dell’intervento umano sul territorio, nel bene e nel male. Per quanto riguarda la mia attività di scrittrice questa visione è fondamentale per descrivere i luoghi, sia le città che i paesaggi naturali e quelli modificati dall’uomo. Se pensiamo, ad esempio, che il contratto di mezzadria in Toscana ha creato il bel paesaggio che tuttora la caratterizza e che tanto fa presa sui viaggiatori e sui turisti di tutto il mondo, è detto tutto, o quasi.

Hai scritto articoli di turismo: quindi sei un’esperta di viaggi? Raccontaci i tuoi

Ho sempre amato viaggiare e scoprire il mondo, perché un conto è vedere i documentari in tv o leggere libri di viaggio, un conto andare di persona nei luoghi. Ho iniziato da giovane a fare lunghi viaggi: Tailandia, Indonesia, Giappone, Filippine, Stati Uniti, Tunisia, Cuba, Russia, ex Jugoslavia, ho messo piede in quasi tutti i paesi europei (così avanzandomene qualcuno ho ancora qualche meta da scoprire), senza andare troppo lontano, visti gli attuali venti di guerra.

Hai già in mente qualche progetto letterario per il prossimo futuro?
Ho già consegnato un manoscritto alla mia casa editrice (La Vita Felice); si tratta di un libro di ambientazione storica, ma un poco diverso dagli altri, perché ho voluto raccontare una fiaba per adulti, perché anche gli adulti hanno il diritto di sognare.

Folgóre da San Gimignano - Historia di un poeta cavaliere”, La vita felice, 2024. Sinossi

Sappiamo poco di Folgóre, di lui ci sono rimasti solo trentacinque sonetti sopravvissuti
all’oblio del tempo; e tuttavia da essi, dalla loro forza, dalla profonda carica emotiva e
spirituale che li caratterizza, emerge l’uomo che egli fu, il tempo storico in cui visse, il suo
trascorso esistenziale e politico. Il romanzo delinea la personalità e le gesta di Jacopo di
Michele, ribattezzato “Folgóre” dai contemporanei per le sue qualità poetiche e militari,
nonché lo spirito del Medioevo comunale a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, contraddistinto
da eventi rilevanti quali le guerre tra guelfi e ghibellini e tra guelfi bianchi e guelfi neri che
hanno influenzato non solo la vita del protagonista, ma anche la storia dell’Italia tutta. Il
romanzo racconta la sua vita e il suo destino che si intreccia indissolubilmente con quello
della sua città, la mirabilissima San Gimignano, narrandone gli ultimi anni di splendore
prima del suo assoggettamento a Firenze e della successiva decadenza seguita alla
terribile pestilenza del 1348.

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