sabato 15 novembre 2025

“Una storia sbagliata” di Giancarlo De Cataldo. Recensione di Tiziana Viganò


Nel 1974 a Roma le uniche droghe circolanti sono l'hashish e la cocaina. Nessuno aveva mai visto un morto per overdose di eroina: perfino il sostituto procuratore Agnello è incerto se aprire il caso, mentre ha dei sospetti il vice commissario della squadra mobile Paco Durante, che aveva avuto una relazione con la ragazza morta.

L'eroina era diventata di moda in America e in Inghilterra, simbolo di controcultura, ma ora la morte di Lucia puntava il dito su una terribile novità: questa droga era arrivata anche a Roma e in Italia. Addirittura gli spacciatori regalavano alcune dosi ai tossici della città, disperati perché qualcuno interessato aveva fatto sparire il fumo abituale. L’eroina, oltre ad essere molto più letale, aveva un basso prezzo - 8/10.000 lire a dose -. L'obiettivo? Intossicare i giovani, una vera manovra di marketing a vantaggio della mala e delle organizzazioni criminali. Negli anni successivi dilagherà ovunque, seminando morte, nonostante alcune leggi varate troppo tardi per fermare il fenomeno.

Jay Dark, un americano, agli inquirenti appare subito come un tipo sospetto - in verità scopriranno che ha fatto fortuna come il più grande spacciatore di LSD del mondo occidentale -. Paco Durante si rende conto che l’americano è intrallazzato con i servizi segreti e capisce di essersi infilato in una storia pericolosa che richiederebbe molta prudenza: ma lui vuole scoprire la verità, ha ideali democratici e vorrebbe che venisse alla luce il sistema marcio del potere in Italia.

Un generale dei servizi segreti anni prima era stato ucciso, ma la morte ritenuta suicidio, e il suo archivio era sparito; un architetto immobiliarista, che fa parte di un servizio segreto trasversale dall'obiettivo anticomunista, trama e tira le fila di malaffare e di misteri sepolti; riappare Jay Dark e viene arrestato; Mariangela, vedova del generale è la gola profonda del procuratore Agnello.

Gli anni di piombo, cominciati con la strage di piazza Fontana nel 1969, avevano portano in Italia il terrorismo nero e rosso, cui si erano aggiunte le organizzazioni eversive, i servizi segreti deviati e organismi internazionali volti a destabilizzare l’Italia. Nel 1976 a Roma e in tutta Italia l'atmosfera era rovente: rapine per finanziare il terrorismo, attentati contro le redazione dei quotidiani e contro obiettivi precisi, omicidi, stragi. Una violenza senza fine.

Nel 1978 Paco Durante è commissario e vuole sposarsi con Sara, medico psichiatra che lavora come volontaria in un centro di cura per tossicodipendenti ed è incinta. Paco però, coraggiosamente, continua le sue indagini: Jay Dark, in carcere, gli rivela che le Brigate Rosse vogliono portare un attacco al cuore dello Stato. Infatti poco dopo rapirono Aldo Moro, capo designato di un governo che avrebbe avuto per la prima volta l’appoggio dei comunisti. Si sa come andò a finire.

Con “La storia sbagliataDe Cataldo mescola con la consueta abilità narrativa la Storia con l’invenzione di personaggi ed eventi tanto realistici (e in certa misura riconoscibili) da far appassionare il lettore: il libro si legge come un giallo, ma chi ha vissuto quegli anni rivive contemporaneamente l’angoscia e lo sconcerto di fronte ai segreti, alle orribili trame, al fiume di sangue versato in quegli anni. 

Paco Durante è l’eroe che cerca la verità, nonostante la paura e gli ostacoli messi in atto per nasconderla, conduce la sua indagine nell’arco di tanti anni con caparbia ostinazione, contro tutto e tutti. Un simbolo di chi cercò allora e cerca ancora.



Una storia sbagliata”

di Giancarlo De Cataldo

genere: giallo politico, narrativa italiana

editore: Einaudi, 2025

pagine: 126

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