Rispetto alle altre serie, quella dei Bastardi si è sempre prestata, per la sua coralità, alla presenza di tanti personaggi: a volte l’autore ha fissato l’attenzione su uno di loro, assurgendolo al ruolo principale, altre volte ha prevalso la squadra intera. Ma in questo romanzo ognuno di loro è diventato protagonista: l’indagine è diventata un filo rosso che li lega, senza mai prevalere su quello che accade a ognuno nella complessa vita privata, ma soprattutto nella loro anima tormentata da tanti problemi, in particolare adesso in quello del rapporto fondamentale con i propri figli.
Sembra che, con questo nuovo splendido libro, Maurizio de Giovanni ci metta davanti a una svolta narrativa perché – almeno così mi pare - per la prima volta nei suoi romanzi dia una netta prevalenza alla storia dei suoi personaggi, mettendo in secondo piano la trama poliziesca.
Con l’empatia, la finezza e la profondità nell’analisi dei sentimenti che lo contraddistinguono, la sua prosa lirica dal lessico ricco e rotondo, De Giovanni parla d’amore – sempre al centro della sua narrazione – ma anche della paura della perdita, del distacco, del senso di colpa, del desiderio, della rivincita che il rapporto genitore-figli può portare con sé.
Così il tredicesimo libro della serie dei Bastardi di Pizzofalcone non può essere incasellato nel genere giallo, bensì in quello di narrativa italiana contemporanea. Definire Maurizio de Giovanni “giallista” è proprio limitante.
Giuseppe Lojacono è alle prese con un grande dolore di Marinella, figlia nel pieno dell’adolescenza e dei suoi problemi: ha paura di perderla, cerca di comunicare con lei.
Ottavia Calabrese è una madre al limite del crollo, combattuta tra il desiderio di abbandonare il figlio autistico che la intrappola col senso di colpa e quello di una nuova vita con Palma che ama.
Luigi Palma sogna una vita con Ottavia, ma nell’impossibilità di uscire dalla situazione senza via d'uscita pensa di evaderne, soffrendo atrocemente.
Elsa Martini ha capito che la figlia Vicky ora conosce suo padre e lo frequenta, ma non sa come affrontare questo segreto nascosto per tanti anni
Alex Di Nardo, già angustiata dalla grave malattia materna, è messa di fronte al desiderio di Rosaria che vuole diventare madre: ma forse non è pronta a questa rivoluzione del suo futuro.
Francesco Romano, dopo tutte le lotte per ricucire il suo matrimonio e poter adottare la piccola Giorgia si rende conto che dovrebbe rinunciare al suo amore per Susy e schiacciarsi dentro un legame corroso. Il poliziotto Hulk è un padre fragile.
Marco Aragona, macchietta della squadra, con un guizzo di autonomia e di orgoglio rifiuta il mondo comodo ma ambiguo di suo padre e della sua famiglia per sentirsi sempre più figlio di Giorgio Pisanelli.E forse sta diventando adulto.
Ognuno di loro deve guardare in faccia le sue fragilità, le sue imperfezioni, per trovare la via di risorgere: pensieri angoscianti continuano a martellare nella loro testa, senza dare requie. La responsabilità verso i figli, la necessità di proteggerli richiesto a padri e madri è enorme, aspirare a diventare genitori crea ansie e incognite del futuro.
De Giovanni ci interroga: cosa siamo disposti a fare per un figlio? E, soprattutto, chi diventiamo quando quel legame si spezza o, al contrario, non è mai nato?
«I figli. Forse quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse».
Lascio al lettore la scoperta dell’indagine e del suo svolgimento, fornisco solo uno spunto. In una notte caldissima dell’estate in via Egiziaca, al confine del quartiere di Pizzofalcone il medico Francesco Cascetta, noto e facoltoso proprietario di una clinica di analisi, viene investito da un’auto che torna sul corpo per schiacciarlo definitivamente. Come mai il medico si trovava di notte in un quartiere così lontano dal suo ambiente? Che segreti si nascondono dietro questo omicidio?
I pensieri e le ossessioni si fanno concrete, sentimenti forti esplodono, le passioni si scaldano al sole del Mediterraneo. Come sono diversi, lontani anni luce, i "gialli mediterranei" dai gelidi e cupi "gialli nordici", bui di ambiente e di anime! E come ho detto prima, questo non è definibile come giallo.
Come sempre è bellissimo e coinvolgente questo romanzo, in cui, una volta di più, De Giovanni ci ha insegnato a capire Napoli, una colonna portante dei suoi scritti, nella sua complessità, nei contrasti a volte feroci, nella bellezza incredibile della città e del paesaggio, nell’ambiente socio-culturale: è il fondale vivo deve si svolgono le azioni, ma anche partecipe di ogni fatto, di luce o di ombra.
Anzi, “Napoli racconta storie” ha detto De Giovanni ”e io scrivo perché sono napoletano. Se non lo fossi non avrei mai scritto una parola”.
I 13 libri della serie: Il metodo del coccodrillo (2012, prequel), I Bastardi di Pizzofalcone (2013). Dal 2013 al 2026 escono Buio, Gelo, Cuccioli, Pane, Souvenir, Vuoto, Nozze, Fiori, Angeli, Pioggia e Figli
le mie recensioni per Vuoto e Pioggia

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