Dal 13 gennaio 2026 uscirà anche in libreria e sugli store online
Nella
idilliaca cornice della verde Valganna, tra Varese e la Svizzera, due
vivaci settantenni, Rosanna e Carlo, appassionati di gialli e con
l’aspirazione di diventare scrittori, collaborano con il
maresciallo dei carabinieri Daverio alla soluzione di due delitti.
Affinate le capacità, riusciranno a dare un valido contributo in un
terzo caso di dodici anni prima, che si presenta molto complicato e
sempre più pericoloso, tanto che il maresciallo dovrà dar loro
l’ordine di fermarsi. Continuerà lui, ma non da solo, con la
collaborazione di altre forze dell’ordine, perché dietro a un
vecchio caso di provincia mai risolto si nasconde una rete criminale
di grandissime proporzioni.
Dopo
tre esperienze così intense, Rosanna e Carlo avranno idee e spunti
per lanciarsi nell’ardua impresa di diventare scrittori di thriller
e noir. Riusciranno i nostri eroi?
Tra
paesaggi
stupendi, pranzi
gourmet, ricette della cucina del territorio lombardo, chiacchiere e
pettegolezzi, scene di paese condite con gustose frasi in dialetto
bosino, la narrazione procede con leggerezza alternata
a momenti impegnativi.
Un giallo classico che unisce l’intrigo e la suspense del noir
all’intrattenimento piacevole.
L’ispettore Tombini è un piedipiatti allergico alle regole e alla disciplina, ma soprattutto al suo capo, il fetente commissario Stocchetti. Mentre Stocchetti annaspa alla ricerca di indizi, Tombini, con l’aiuto dell’amico Demerara (il portinaio di casa sua), della ragazza di turno e del suo canarino, riesce brillantemente a sbrogliare ogni matassa.
I disperati casi dell'ispettore Tombini - Le avventure surreali di un anomalo piedipiattidi Giancarlo Bosini
-Oh! Bene! Bene! Che sorpresa vederti tra noi! – mi dice, col suo solito sarcasmo, quel raccomandato di Stocchetti – Già pensavo di darti per disperso anche oggi. Tombini, io ti ho avvisato, fai ancora un minuto di ritardo e ti sbatto a spolverare l’archivio fino alla fine dei tuoi giorni! Hai capito?
Anche oggi avrei voglia di prenderlo per il collo e di strapazzarlo quel tanto che basta. Ma è chiaro che il perfido commissario sta cercando di provocarmi per mettermi fuori gioco definitivamente. Ma io sono un duro. Mi controllo. Non muovo un muscolo e aspetto che si sgonfi la sua boria.
-Ma veniamo a noi! – continua paonazzo – Se tu non te ne fossi stato a letto fino ad ora, sapresti che i dipendenti della Universal Corporation hanno incrociato le braccia e bloccano la produzione. C’è d’andare lì a calmare gli animi di quei contestatori. L’ha chiesto il Sindaco in persona. Ma con discrezione. Molta discrezione. Il direttore della UC non vuole scalpore. Ci andrei di persona, – prosegue il disgraziato – ma questa notte c’è stato un furto al Catasto. Sono già impegnato in quella delicata indagine con gli agenti scelti del distretto. Mi rimani solo tu. Alza i tacchi e datti da fare… e non fare le solite cavolate! Ricordati che dobbiamo agire in modo informale. Hai capito?
Azz...! Anche la balia ai sovversivi mi tocca fare.
Non resisto un secondo di più. Inviperito giro i tacchi e me ne vado. Quasi dimentico di salutare il fetente. Ma provvedo subito. Non si è ancora richiusa la porta alle mie spalle che immediatamente le mie mani si attaccano alle orecchie svolazzando a farfalla. Ma lui già non mi vede più. E’ immerso nella sua delicata indagine.