IL GRANDE RITORNO IN LIBRERIA DELL’AUTRICE DI LA PORTALETTERE E DI
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In libreria dal 26 maggio 2026
Editrice Nord - Pagine: 416
Maria, Giovanna, Ada e Mimì: quattro ragazze, quattro sorelle, nel Salento degli anni ’60. Una storia di donne alla ricerca del proprio destino in un’Italia che guarda al futuro con occhi nuovi. Una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite.
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni ’60, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente.
E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.«Ho sentito dire che ogni storia è il
racconto di qualcuno che arriva in un posto
o di qualcuno che se ne allontana.
Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre.
Ho la sensazione che certi racconti
comincino e finiscano con chi resta.
Tutti gli
avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di
una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo
in bianco e nero.»


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