Donne che hanno lasciato un'impronta profonda sulla città
contribuendo a costruire la Milano di oggi
Il rosa di questo libro è ricco di sfumature intense, così come le storie delle donne protagoniste dei racconti qui raccolti. Attive nei campi più disparati, spesso ignorate e dimenticate, a volte vittime, con le loro vite hanno lasciato un'impronta profonda sulla città contribuendo a costruire la Milano di oggi.
È
ricco e variegato il “catalogo” delle donne milanesi, per nascita o adozione,
che i diciotto Autori hanno scelto di presentarci. Dalla fine del 1400 ai
giorni nostri, le protagoniste sono artiste – musiciste, cantanti, attrici,
ballerine – oppure aristocratiche, anonime popolane, ricche eccentriche,
lavandaie o prostitute, ma anche medici, pedagogiste, benefattrici, donne
impegnate nel sociale. Anime coraggiose che non hanno paura di lottare: le
partigiane durante la Resistenza, oggi le donne che combattono contro il cancro
e si impegnano per aiutare le compagne di disavventura a non farsi travolgere
dalla depressione. Di tutte queste figure femminili, attraverso
l’interpretazione personale di ciascun Autore, percepiamo in un coinvolgente
mosaico pensieri e sentimenti, dubbi e incertezze, forza e fragilità,
intelligenza e ingenuità, sofferenza e riscatto. Nessuna autocommiserazione, ma
uno spaccato della società che a volte ancora non sa riconoscere alle donne il
loro reale valore.
RACCONTI DI: Erica Arosio; Elio Gilberto
Bettinelli; Giancarlo Bosini; Marco Donna; Ivan Fossati; Rossana Girotto;
Simonetta Heger; Giorgio Maimone; Gian Luca Margheriti; Alex Miozzi; Fiorenza
Pistocchi; Concetta Risi; Paola Varalli; Gloria Vellini; Carlo Enrico Venturi;
Anna Versi Masini; Fabio Villa; Eleonora Vita.
1848: IL 18 MARZO DI TERESA racconto di
Giancarlo Bosini, un breve estratto:
«Credo, mio caro Berchet, si sia vicini a un punto senza ritorno -
commento di nuovo. - Da un momento all’altro potrebbe esplodere tutto come una
polveriera. Forse molto prima di quanto si possa immaginare. Persino Cattaneo,
che sosteneva che Vienna avrebbe potuto concedere una forte autonomia alla
Lombardia, affermando che ognuno deve avere la sua lingua e la propria
bandiera, ora pensa che un dialogo sia oramai difficile. Anche il popolo ha
cominciato a nutrire sentimenti di sfiducia verso gli austriaci; ci sono già
state proteste di piazza e l’esercito non ha esitato a reprimerle con la
forza.»
«Certo, devono dimostrare chi comanda, da tempo l’impero versa in
preoccupanti difficoltà finanziarie, ma neppure lo sciopero del fumo per
colpire le loro finanze è servito, quelli non cedono nulla. È appena arrivata
voce di un’insurrezione popolare a Vienna e delle dimissioni di Metternich,
penso si debba approfittare di questo momento in cui l’impero è in difficoltà
per avanzare nuove rivendicazioni, più autonomia dal governo centrale, libertà
di stampa e... Voi, Teresa, che siete molto amica del signor Mazzini, conoscete
il suo pensiero al riguardo?».
«Ci siamo scambiati alcune lettere molto recentemente. Lui crede che i
tempi siano ormai maturi per intraprendere un’azione forte».
«E di quel Garibaldi, cosa ne pensa Mazzini?».
“Milano
è. Libro rosa”. A cura di
Fiorenza Pistocchi e Gian Luca Margheriti.
Autore: AA. VV.
Editore: Neos Edizioni
Pagine: 168
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